apri modal-popupadv apri modal-popupadv

13 settembre 2018

Spreco alimentare: evitalo!

L'obiettivo del Premio Vivere a Spreco Zero, giunto quest'anno alla sesta edizione, è proprio quello di richiamare l'attenzione su questo importante argomento

Spreco alimentare: evitalo!

L’insalata avvizzita, lo yogurt che ha raggiunto la preferenza di consumo, quella pesca troppo matura che era rimasta in fondo alla cesta della frutta. Quanto cibo finisce quotidianamente tra i rifiuti? Capita in tutte le famiglie di non riuscire a consumare tutti gli alimenti acquistati in occasione della spesa, ma se il “singolo spreco” non colpisce, i dati globali sono impressionanti: il valore del cibo che viene gettato via, a livello mondiale, si aggira intorno ai 2600 miliardi di dollari.

Spreco: dall’imballaggio all’alimento

Un terzo della produzione mondiale di cibo destinata al consumo umano si perde o si spreca lungo la filiera agro-alimentare. Si tratta di circa 1,6 miliardi di tonnellate di alimenti sprecati. “Ogni anno all’interno dell’Unione Europea vengono gettate circa 88 milioni di tonnellate di alimenti (inclusa la frazione non edibile) pari a circa 173 chili per persona e al 20% dell’intera produzione alimentare europea”, spiega Luca Falasconi, coordinatore del progetto 60 SEI Zero del Ministero dell’Ambiente. “I costi associati sono pari a circa 143 miliardi di euro, due terzi dei quali sono imputabili agli alimenti gettati a livello domestico (circa 98 miliardi di euro)”. Oltre al cibo, a pesare sul Pianeta è il consumo della plastica. “Il 37% del cibo venduto nell’Unione Europea è protetto dalla plastica”, sottolinea Falasconi, “il materiale più utilizzato per gli imballaggi e al tempo stesso il più difficile da smaltire e riciclare”.
Su questo fronte l’Italia ha molto da lavorare, essendo il settimo paese europeo per la generazione di rifiuti in plastica: con 35,05 chili all’anno procapite, ci poniamo addirittura al di sopra della media europea.

I dati italiani sono poco confortanti

Grazie al progetto Reduce promosso dal Ministero dell’Ambiente con l’Università di Bologna e la Campagna Spreco Zero oggi conosciamo anche i dati dello “spreco italiano”: le famiglie gettano nella spazzatura circa 2,2 milioni di tonnellate di cibo in un anno, per un costo complessivo di 8,5 miliardi. E quel cibo non consumato costa a ogni famiglia ben 250 euro all’anno.
Secondo l’indagine, i maggiori sprechi avvengono la sera, in occasione della cena, e i cibi più a rischio di finire tra i rifiuti sono nell’ordine: la verdura, il latte e i latticini, la frutta e i prodotti da forno. A determinare lo spreco nella maggior parte dei casi è il superamento della data di scadenza o il fatto che il cibo è andato a male.

Fare più attenzione si può!

Ridurre fino a evitare del tutto gli sprechi a tavola però non è difficile. Spesso è sufficiente porre più attenzione quando si fa la spesa, evitando di eccedere con le quantità, ad esempio di verdura e frutta, e una volta a casa conservare gli alimenti in modo corretto e riporli nel frigorifero e nella dispensa in ordine di scadenza (lasciando a portata di mano le confezioni che scadono prima). Piccoli accorgimenti che permettono di non sprecare cibo e denaro. “Non è necessario compiere rinunce per dare il proprio contributo”, spiega Luca Falasconi. “Dobbiamo solo accrescere la nostra familiarità rispetto al cibo: conoscerlo meglio ci insegna a non sprecare e a nutrirci in modo più sano e rispettoso dell’ambiente nel quale viviamo”.
Quando in famiglia ci sono dei bambini, l’impegno profuso per sfruttare al meglio il cibo acquistato vale ancor di più poiché diventa un esempio prezioso per i figli. Osservando mamma e papà, il bambino comprende fin da piccino che il cibo è importante e che occorre fare attenzione all’impatto ambientale di ognuno.

Il Premio Vivere a Spreco Zero

Per sensibilizzare i cittadini, all’interno della campagna promossa da Last Minute Market viene organizzato ormai da sei anni il Premio Vivere a Spreco Zero, che si rivolge agli enti pubblici, alle aziende, alle scuole e alle famiglie. Quest’anno, in particolare, l’obiettivo è quello di prevenire e ridurre lo spreco di imballi in plastica legati al cibo che viene gettato. La proposta per i cittadini è quella di condividere esperienze e buone pratiche, riflessioni, foto-commenti legati alla prevenzione e riduzione degli sprechi alimentari. I post pubblicati sui social network come facebook e twitter dovranno riportare l’hashtag #wastenotes #spreco_zero
Per partecipare al premio, commenti, foto, riflessioni, dovranno essere inviati all’indirizzo a questa mail  entro il 30 settembre. I venti messaggi giudicati più interessanti dalla Giuria 2018 del Premio verranno diffusi tramite il sito della campagna e dei partner di riferimento. Fra questi venti sarà scelto il post vincitore: il suo ideatore riceverà come premio una fornitura di prodotti agroalimentari.

Un aiuto dalle buone pratiche

Nel sito di Spreco Zero, c’è la possibilità di scaricare “waste notes”, il quaderno delle buone pratiche, uno strumento interattivo che aiuta le famiglie a ridurre lo spreco domestico. Tramite questa pagina è possibile compilare una lista della spesa intelligente e annotare il cibo che viene gettato con le relative quantità e motivazioni. Con tanti suggerimenti per conservare il cibo in modo più efficace, farlo durare più a lungo, e riutilizzare gli “avanzi” per preparare piatti gustosi.

Per saperne di più e per conoscere le iniziative di Spreco Zero, consulta il sito

di Giorgia Cozza

Commenti