Ospedale della Donna: nasce a Milano la prima struttura “rosa”

06 dicembre 2019

Ospedale della Donna: nasce a Milano la prima struttura “rosa”

Un centro in grado di occuparsi degli aspetti specifici della salute femminile e delle patologie più frequenti della donna, con percorsi dedicati per le varie fasce d’età e riservando particolare attenzione anche alle lavoratrici

Ospedale della Donna: nasce a Milano la prima struttura “rosa”

Un ospedale in rosa, dove ogni donna trovi risposta a tutte le sue problematiche di salute. Non solo questioni ostetriche o ginecologiche, ma un percorso cucito su misura con l’approccio della medicina di genere. Il primo a realizzarlo in Italia è l’Ospedale Macedonio Melloni dell’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, che il 2 dicembre ha presentato il progetto Ospedale della Donna insieme a Regione Lombardia e Fondazione Onda, Osservatorio nazionale per la salute della donna.

Il primo Ospedale della Donna

“Si tratta di una rivoluzione: qui la donna di ogni età non si sente più dire ‘le consiglio di farsi vedere da questo e quello specialista’, ma pianifica tutti i controlli necessari all’interno dello stesso ospedale”, spiega Marisa Errico, direttore medico di presidio del Fatebenefratelli e del Melloni. “Possiamo già contare su un reparto di medicina interna, che negli anni ha sviluppato una prospettiva di genere, sul Centro Psiche Donna e su tanti altri specialisti tra cui medici del lavoro”. Gli ambulatori specifici sono già attivi. Da oggi non si prenota più una semplice visita dal ginecologo, ma un intero percorso in rosa. Perché le donne, si sa, sono diverse dagli uomini. Molte malattie comuni presentano differente incidenza, sintomatologia, gravità e risposta alle terapie.

La medicina di genere

“L’OMS definisce la Medicina di Genere lo studio dell’influenza delle differenze biologiche, socio-economiche e culturali sullo stato di salute e di malattia di ogni persona”, ha spiegato in conferenza stampa Giuseppe De Filippis, Direttore Sanitario del Fatebenefratelli Sacco. “A giugno il ministro della Salute ha emanato un piano per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere. Il nostro obiettivo, come prima esperienza italiana, è quello di mettere in atto un modello organizzativo di struttura ospedaliera dedicata alla presa in carico della donna nelle sue varie fasi di vita tenendo conto delle quattro aree di intervento previste dal piano ministeriale”.

I percorsi nelle varie età

I primi percorsi specifici del progetto Ospedale della Donna sono dedicati, quindi, alle diverse età: sviluppo (11-18 anni), età fertile e riproduzione (19-50 anni), menopausa (45/50–65 anni) e senescenza (over 65). Ma è soltanto un punto di partenza. “Le problematiche legate allo sviluppo sono coordinate da un pediatra, che invia ad altri medici in un’ottica di genere”, aggiunge Marisa Errico. “Stesso approccio per le donne più avanti con gli anni: chi ha problemi cardiovascolari o respiratori verrà seguita direttamente dai nostri specialisti”. La vocazione materno infantile della Melloni, fin dalla sua nascita nel 1912, si allarga quindi alla prospettiva più ampia della salute della donna in generale. Così come fa già da 15 anni il suo Centro Psiche Donna. “Non prendiamo in carico solo la diade mamma-bambino, ma la donna in tutte le fasi della vita”, ha sottolineato Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento Neuroscienze e salute mentale. “La depressione colpisce le donne più degli uomini e si manifesta in particolare nei momenti di maggior vulnerabilità psico-fisica”.

Un passo avanti rispetto ai “bollini”

Già da anni molti ospedali italiani stanno dedicando maggior attenzione alle patologie femminili. Ma qui si va oltre. “L’Ospedale della Donna è un sogno che diventa realtà”, ha dichiarato Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda. “La medicina di genere trova concreta applicazione, un passo avanti rispetto ai Bollini Rosa, il riconoscimento di Onda agli ospedali attenti alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie femminili. Ci auguriamo che altri ospedali che hanno ottenuto il riconoscimento possano seguire l’esempio di questa realtà all’avanguardia ispirata al Brigham and Women Hospital di Boston”. Un’eccellenza negli Usa, grazie a reparti di pneumologia, neurologia, oncologia e psichiatria dedicati soltanto alla cura delle donne.

di Chiara Sandrucci

 

 

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