Al Gemelli, un centro di farmacologia e un giardino terapeutico | Io e il mio bambino
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10 settembre 2018

Al Gemelli, un centro di farmacologia e un giardino terapeutico

Ecco le importanti novità inaugurate dalla Fondazione Policlinico Agostino Gemelli IRCCS di Roma per garantire cure all'avanguardia alle pazienti oncologiche e un'assistenza attenta al benessere anche emotivo della donna

Al Gemelli, un centro di farmacologia e un giardino terapeutico

Il Centro di Farmacologia Clinica del Gemelli è un reparto accogliente (colori e dettagli architettonici sono stati studiati per favorire il benessere delle pazienti), che comprende quattro stanze singole dotate di bagno e due poltrone per il Day Hospital con sistemi di monitoraggio intensivo dei parametri vitali e attrezzature all’avanguardia per la gestione delle sperimentazioni cliniche. Ubicato al decimo piano del Policlinico, è dedicato alla ricerca e alla cura dei tumori femminili ed è stato realizzato con il sostegno finanziario dell’Associazione “OPPO e le sue stanze” Onlus, ed è organizzato per condurre studi clinici e sperimentazioni di nuovi farmaci (o combinazioni di nuovi farmaci) per stabilirne prima di tutto sicurezza e tollerabilità.

“L’Unità di Farmacologia Clinica offre alle pazienti la possibilità di ricevere terapie con farmaci sperimentali, cioè ancora in fase di studio”, spiega Giovanni Scambia, direttore del Dipartimento per la Salute della Donna e del Bambino. “L’obiettivo principale è quello di personalizzare i trattamenti medici su misura del singolo paziente e sviluppare nuovi farmaci antitumorali per garantire trattamenti mirati, più efficaci e con meno effetti collaterali, sulla base delle caratteristiche genetiche e molecolari di ogni tumore, senza sottovalutare le ansie e le aspettative personali. La realizzazione di un’unità dedicata agli studi clinici permette di ottimizzare, facilitare e garantire un elevato standard qualitativo ai pazienti che, accettando di sottoporsi ad una terapia sperimentale, necessitano di maggiore assistenza, supporto e confort”.

Per favorire il benessere delle pazienti, è stata realizzzata un’accogliente sala di attesa con un “Olfattorio” dove le pazienti possono inalare essenze contro la nausea e l’ansia, o energizzanti, che le aiutano a sopportare meglio le terapie. L’impianto di filodiffusione che porta la musica in ogni sala fa parte dell’umanizzazione delle cure e rende più piacevole il tempo trascorso in reparto.

Meno ansia, più benessere e resilienza grazie alla natura

Il Giardino terapeutico del Centro di Farmacologia, realizzato al decimo piano del Policlinico con piante, aiuole, angoli suggestivi, rappresenta un rifugio, un ambiente protetto che regala serenità,  allevia le ansie e e le preoccupazioni, e aiuta a recuperare il controllo delle proprie emozioni e degli eventi. Quando la medicina e la natura si incontrano, infatti, a trarre giovamento sono mente e corpo. Ed è nato proprio da questa consapevolezza il primo giardino terapeutico inaugurato in Italia, frutto della collaborazione scientifica tra il Dipartimento Scienze Salute della Donna e del Bambino e il Centro Studi ReLab-Studies for Urban Re-Evolution. Medici, sociologi, psicologi, architetti, musicisti ed esperti del paesaggio hanno lavorato insieme per creare uno spazio che favorisse la salute, la resilienza e il benessere delle pazienti.

“In questo spazio”, spiega Simona Totaforti, direttore del Centro studi ReLab Studies for Urban Re-Evolution, “si punta a recuperare la consapevolezza del valore terapeutico della natura, del sole, della ventilazione naturale, valore che è scomparso dalla progettazione degli ospedali nella seconda metà del XX secolo”. Il giardino è pensato per promuovere la salute delle pazienti del Dipartimento, ma anche per favorire il benessere del personale ospedaliero.

Sono ormai numerosi gli studi che hanno dimostrato i benefici effetti della natura, in una situazione difficile come quella della malattia e dell’ospedalizzazione. “La possibilità di fruire degli spazi naturali”, sottolinea la professoressa Totaforti, “aumenta il senso di controllo ambientale – spesso assente all’interno degli ospedali – e di benessere fisico, mentale ed emozionale, fino a favorire la riduzione del dolore, le potenzialità di recupero e a massimizzare gli effetti dei trattamenti”.

Un giardino dove riposare, meditare e recuperare energie

Il giardino terapeutico prevede una zona dove è possibile fermarsi per rilassarsi, meditare, ascoltare i suoni della natura e, in particolare, lo scorrere lento e delicato dell’acqua. Tra le piante si trova, infatti, una fontana e un piccolo giardino acquatico con ninfee colorate, papiri, piccoli insetti attirati dall’acqua e dai fiori. Un luogo perfetto per concedersi una pausa e lasciarsi alle spalle le preoccupazioni, il grigiore dell’ambiente ospedaliero, la paura.

Ai suoni della natura, si aggiungono quei suoni che vengono diffusi in ogni zona del giardino e sono stati composti utilizzando frequenze studiate appositamente per rigenerare l’equilibrio psicofisico e potenziare le energie. All’interno del giardino, è presente anche un percorso sensoriale, un percorso da compiere a piedi nudi che alterna sassi di fiume, erba e legno. La sensazione dei sassi scaldati dal sole, il fresco solletico dei fili d’erba, la consistenza ruvida del legno consentono di mitigare lo stress e di ritrovare l’equilibrio e l’armonia con gli elementi della terra. “In un contesto dove cure e tempistiche sono definite dalle regole del protocollo clinico”, considera Vanda Salutari, responsabile del Centro di Farmacologia, “l’esperienza sensoriale consente alle pazienti affette da tumori ginecologici di tornare in contatto con se stesse, di riappropriarsi del proprio io”.

Un “angolo protetto” per sottoporsi alle cure

E nel cuore del giardino terapeutico, ecco uno spazio protetto, un rifugio accogliente, al riparo dagli sguardi altrui, dove le pazienti si sottopongono alle cure chemioterapiche. Per la prima volta nel nostro Paese, sarà possibile beneficiare della vicinanza della natura durante i trattamenti terapeutici. Le pazienti avranno a disposizione delle comode sedute, al riparo dal sole, circondate dalle piante e da ricchi stimoli sensoriali, come il rumore dell’acqua, i suoni della natura, le farfalle che si posano sui fiori, l’aria fresca. Subito fuori da questo spazio protetto destinato alla chemioterapia, le pazienti percorrono sentieri circondati da agrumi e piante aromatiche, scelte appositamente per mitigare gli effetti collaterali delle terapie e stimolare positivamente i sensi.

 

di Giorgia Cozza

Foto: © Paolo Fusco

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