Camminare a piedi nudi: un piacere da provare anche dopo il parto

03 settembre 2019

Camminare a piedi nudi: un piacere da provare

Si chiama “barefooting” e permette di riassaporare le sensazioni regalate dal contatto con il terreno. Ecco le accortezze per praticarlo in sicurezza

Camminare a piedi nudi: un piacere da provare

Sono molti i sostenitori di questa disciplina che, se praticata in aree idonee e con alcune precauzioni, regala molti benefici al corpo e alla mente, anche in gravidanza. “Camminare a piedi nudi su erba, sassolini, foglie, sabbia non è solo piacevole. L’impatto diretto della pianta del piede con il suolo stimola la funzione di pompa. E il sangue, spinto con maggior forza verso l’alto, circola al meglio. Si allevia così il senso di pesantezza alle gambe e si previene la formazione di capillari e vene varicose”, spiega Arcangelo Marseglia, vice presidente dell’Associazione italiana podologi. “Inoltre migliora la postura perché si ritrova il proprio baricentro naturale, si tiene allenato il senso dell’equilibrio e si mantiene la tonicità dei muscoli del piede e delle gambe. E in caso di callosità  e duroni, o di deformazioni come alluce valgo e dita a martello, camminare senza scarpe è un vero toccasana”.

Scegli il percorso con attenzione

Praticare barefooting richiede comunque molta attenzione. Soprattutto nella scelta del percorso, per evitare di procurarsi lesioni. Se non si è sicure che il terreno sia privo di rischi, si possono indossare le fivefingers, scarpe in una gomma speciale che danno una sensazione simile a quella di camminare scalzi.

In tutta Italia, talvolta con guide che accompagnano lungo il tragitto. A Terento, in Val Pusteria, c’è un percorso Kneipp naturale al centro di un parco giochi. Da questa località partono alcuni sentieri che si possono affrontare anche scalzi. Sempre in Alto Adige, sull’Alpe di Siusi, si trova il sentiero delle Sorgenti delle streghe che si snoda per due chilometri attraverso il bosco. È adatto anche ai bambini. A Morgex, in Val D’Aosta, è stata creata la pista barefooting di libero accessoFranco Alleyson”. Sono 600 metri da percorrere scalzi, con all’interno punti interattivi multisensoriali. Al mare, c’è la “Spiaggia Nera” di Maratea (Pz), un litorale di ciottoli lavici levigati dalle onde. A Viterbo e a Messina ci sono i “Parchi 5 sensi”, per vere attività anche con i bimbi, che apprezzeranno una giornata liberi dalle scarpe.

Camminare: quando è meglio aspettare

Il barefooting va praticato gradualmente. Iniziando, ad esempio, dal giardino di casa per abituarsi alla diversa postura, per poi sperimentarlo in altri luoghi. In alcune situazioni, però, è sconsigliato. Per esempio in presenza di infezioni (micosi, ma anche verruche) e altre lesioni, perché camminare a piedi nudi (anche a casa) aumenta il rischio di contaminazioni batteriche. Bisogna fare attenzione, poi, a quei disturbi dolorosi che colpiscono le estremità come fascite plantare, metatarsalgia, neuroma di Morton, spina calcaneare. In questi casi l’impatto diretto con il terreno può risultare traumatico e peggiorare il disturbo.

di Laura D’Orsi

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