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19 dicembre 2018

Allatti? Occhio al menù delle Feste

Si può mangiare bene e con gusto senza perdere di vista la tua salute e quella del bebè

Allatti? Occhio al menù delle Feste

Arrivano le feste, con il loro bagaglio di tradizioni alimentari: i pranzi e le cene di famiglia, i dolci, le bollicine… le tentazioni per la gola sono tante! In gravidanza la prudenza impone delle accortezze, che solo in parte vengono meno con l’arrivo del bimbo. Non c’è più il rischio di contrarre la temuta toxoplasmosi, ma l’alimentazione della mamma che allatta e quella del suo piccolo sono ancora strettamente legate. Ecco i consigli e i suggerimenti della ginecologa Irene Cetin, membro del comitato scientifico dell’Associazione per lo Studio delle Malformazioni.

Un po’ più di calorie, tanta acqua e il ferro da recuperare

“Il fabbisogno giornaliero di calorie della neomamma che produce il latte per nutrire il suo bimbo è leggermente superiore a quello della donna in attesa. Solo un po’, non deve certo mangiare per due come si diceva una volta”, osserva Irene Cetin. “Se nel terzo trimestre di gravidanza è necessario un incremento di circa 300 kcal al giorno rispetto all’epoca preconcezionale, in allattamento deve salire a 400 kcal, il che equivale ad aggiungere uno spuntino nel corso della giornata”.
Una porzione di cereali in più, o un bicchiere di latte, un pezzetto di formaggio o una mela. Basta poco per colmare la differenza di 100 kcal. Oltre a rifornirsi di materie prime per nutrire il suo bimbo, la neomamma deve pensare alla propria salute e ricostituire le scorte di principi nutritivi impoverite in gravidanza. “Più del 50% delle donne dopo il parto si trova in condizione di anemia da carenza di ferro”, spiega la ginecologa. “È necessario, allora, privilegiare un’alimentazione che ne sia ricca, soprattutto quello di origine animale, di più facile assorbimento, contenuto nella carne, nelle uova e nei latticini, senza trascurare quello di origine vegetale, contenuto nei legumi, nei cereali e nella verdura a foglia verde. In caso di anemia, il medico curante può prescrivere anche un integratore specifico quando la dieta da sola non basta”. Infine, c’è un ingrediente fondamentale del latte materno che deve abbondare nell’alimentazione quotidiana della neomamma: l’acqua. “Per assicurare il necessario volume di liquido, bisogna bere di frequente nel corso della giornata, senza aspettare lo stimolo della sete”, raccomanda la ginecologa.

Allattamento e cibo delle Feste: sos alcool, dolci e alimenti a rischio

Lo spettro della toxoplasmosi, che in gravidanza impone di evitare gli insaccati e la carne cruda o poco cotta e di lavare accuratamente frutta e insalata, con la nascita del bambino non fa più paura. “Se la contrae in allattamento, non c’è pericolo che la mamma passi l’infezione al suo bimbo” dice Irene Cetin, “stesso dicasi per tutte le altre tossinfezioni alimentari che contratte durante l’attesa possono influire negativamente sul benessere del nascituro. Ciò non toglie che la donna debba pensare alla propria salute ed evitare gli alimenti che possono far male a lei: carne e pesce crudo, formaggi non pastorizzati, salse e creme a base di uova crude vanno consumati sempre con prudenza, quando si è certi della loro qualità e provenienza. Sono regole di buon senso che tutti dovremmo osservare nell’alimentazione quotidiana e non abbassare la guardia in circostanze speciali come pranzi e cenoni di festa”.
Per quanto riguarda le bevande alcoliche, le limitazioni della gravidanza continuano a valere in allattamento. “L’alcool assunto dalla madre passa al bambino attraverso il latte, quindi è meglio astenersi ancora o limitare fortemente l’assunzione”, avverte la ginecologa. Come sempre, poi, bisogna moderare l’apporto di zuccheri semplici. “Non abbuffarsi di dolci con la scusa che è Natale”, dice Cetin, “soprattutto se la gravidanza ha portato qualche chilo di troppo, per tornare in tempi ragionevoli in condizioni di normopeso”.

Grassi e proteine non devono mancare

Qual è la composizione ideale dell’alimentazione materna in allattamento? “Il 20-30% dell’apporto quotidiano di calorie deve venire dai grassi, in gran parte insaturi o polinsaturi, come quelli del pesce e dell’olio di oliva”, spiega Irene Cetin, “la cui presenza nel latte materno è fondamentale. Via libera, quindi, a due o tre porzioni settimanali di pesce, alternando quelli di taglia diversa. Da privilegiare la cottura senza grassi, per esempio quella a vapore, e il successivo condimento con olio d’oliva a crudo. Il 15% delle calorie deve provenire invece dalle proteine, di cui un 50-60% di origine animale. Frutta e verdura, come sempre, a volontà. Sono consentite in allattamento anche le verdure dal sapore più forte, come i broccoli e le cipolle. Non è vero che rendano il latte sgradevole per il bambino. Al contrario, plasmano i suoi gusti e lo preparano a gradire a sua volta una dieta ricca di verdure”.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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