Yoga junior, che passione!
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10 maggio 2019

Yoga junior, che passione!

Quella di proporre questa pratica ai bimbi è un’idea che si sta diffondendo in Italia: suscita entusiasmo sia nei figli, sia nei genitori. Ce ne parla Francesca Senette

Yoga junior, che passione!

Yoga junior: tra le maggiori “responsabili” del fenomeno c’è sicuramente Francesca Senette, giornalista, mamma, specializzata in benessere e maestra di yoga, che insieme a Renata Centi, maestra esperta di yoga per bambini, conduce il programma “Yo Yoga”, appena tornato sul canale tv DeAJunior (Sky, 623) con una nuova edizione, e che è spesso ospite di iniziative come lo Yogafestival Bimbi, la cui prossima edizione si terrà l’11-12 maggio al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.
In ogni puntata di “Yo Yoga”, le due maestre raccontano una favola ai bambini, provano insieme alcune posizioni e tecniche base che il pubblico di piccoli (e grandi) può assimilare da casa e spiegano in parole semplici la filosofia di questa antica disciplina.

Yoga junior: è diverso da quello per adulti?

“È fondamentalmente diverso l’approccio”, risponde Francesca Senette. “Il nostro obiettivo è avvicinare i bambini a una dimensione molto seria, con migliaia di anni di storia, evitando però di proporla come una ‘disciplina’, cioè in un modo scolastico che rischierebbe di non coinvolgerli e annoiarli. La presentiamo invececome un gioco, fatto di favole, musica e movimenti.In questo senso, i nomi stessi delle asana (posizioni) ci vengono in aiuto: il gatto, il cobra, l’albero, il guerriero, la montagnapossono essere i protagonisti di infinite favole… È molto divertente per i bambini: li incuriosisce ascoltare una storia con questi personaggi, e poi provare a riprodurre con noi alcune posizioni che hanno proprio i loro nomi”.

A che età si può proporre yoga ai piccoli?

“Il programma ‘Yo Yoga’ si rivolge in media a bimbi tra i 3 e i 5 anni, ma all’edizione di quest’anno abbiamo aggiunto due novità che ampliano lo spettro di età. La prima è  ‘Baby Yoga’: alcune puntate sono dedicate alle neomamme e ai loro bebè. Partendo dalla considerazione che molte donne praticano yoga in gravidanza, abbiamo pensato di proporre loro una continuità con questo percorso, suggerendo alcune posizioni che si possono eseguire già con il neonato fin dai primi giorni dopo la nascita.

La seconda novità è ‘Acro Yoga’: dieci trasmissioni focalizzate sullo yoga acrobatico. Si tratta di posizioni più dinamiche, molto divertenti, adatte a bambini più grandi, di almeno 6-7 anni, da realizzare sempreinsieme a un adulto: noi stesse le mostreremo con l’aiuto di mamme e papà. Nella mia esperienza personale, poi, ho notato che, senza che io glielo imponessi minimamente, a volte in occasione di qualche lezione o pratica i miei due figli di 6 e 13 anni si sono presentati spontaneamente con il tappetino! Cosa che mi ha fatto naturalmente un grandissimo piacere”.

Perché consigliarlo ai bimbi?

“Io penso che oggi più che mai, nel mondo occidentale, dove tutto è molto veloce, tutto passa in fretta, tutto si consuma in un secondo, tutto è fatto per avere consenso immediato, per ogni bambino trovare un momento – anche una manciata di minuti – per riuscire a ‘stare in connessione con se stesso’ invece di cercare risposte da fuori,sia un grandissimo beneficio. Lo yoga può essere poi molto utile per affrontare alcuni aspetti specifici. È di aiuto, ad esempio, per i bimbi più agitati: li porta più facilmente a ‘stare fermi’ con naturalezza, senza imposizioni. Inoltre è un modo sottile ma profondo di aumentare l’autostima, perché fa sperimentare il fatto che si può avere successo nel compiere certi movimenti, semplicemente portando l’attenzione su di sé: tutti i bambini li possono eseguire, e tutti possono avere la soddisfazione di riuscirci, se si concentrano su se stessi”.

Ai bambini si insegna la funzione del respiro?

“Certo, anche se non in modo cosciente. Spesso i bambini di oggi arrivano a una lezione di yoga provenendo dalle attività più disparate (scuola, lingua straniera, musica, ginnastica e chi più ne ha più ne metta), sovraeccitati, con la testa da un’altra parte… Invitarli a sdraiarsi a pancia in su è il modo giusto di cominciare la pratica. Io propongo loro di respirare pensando alla pancia come a un’onda del mare, che si alza quando si inspira e si abbassa quando si espira: così diventa più facile portarli, senza che se ne accorgano, a respirare più profondamente, inducendo uno stato di calma che li aiuta a entrare in questa nuova dimensione”.

Si può condurli anche verso una sorta di meditazione?

“Anche in questo caso, per loro non si tratta di una pratica cosciente, ma certamente portare la loro attenzione sul respiro li porta automaticamente ad aumentare la concentrazione su di sé e sulla propria parte interiore. E non dimentichiamo che per i bambini è molto più naturale che per gli adultiessere e sentirsi nel ‘qui e ora’: la loro mente saltella molto meno della nostra da un argomento all’altro. Nel mondo di oggi, noi adulti siamo responsabili di un ‘bersagliamento’ incessante di stimoli esterni a cui li sottoponiamo, che li distrae dal luogo e dal momento in cui loro sono. Lo yoga può davvero essere un modo di aiutarli a recuperare questa loro predisposizione naturale a vivere il presente”.

Yogafestival Bimbi: un appuntamento da non perdere

A Francesca Senette, che insegna yoga anche in lezioni private ed eventi speciali, e che in agosto sosterrà l’esame di Master, chiediamo infine che cosa pensa di iniziative come lo “Yogafestival Bimbi”.
“È un appuntamento molto importante. Personalmente vi ho partecipato due volte: in una edizione ho presentato il mio libro ‘Yoga Box’ per i più piccoli, con carte che illustrano le posizioni, mentre l’anno scorso ho proposto una lezione di yoga ai teenager. Ma, a prescindere dalla mia presenza, ne consiglio di cuore la partecipazione a mamme, papà e bambini: è un festival che aiuta e stimola in mille modi l’apertura e l’approfondimento nei confronti di questa disciplina meravigliosa, attraverso libri, lezioni, pratiche, dimostrazioni che vale davvero la pena di conoscere”.

 

di Elisabetta Zamberlan

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