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08 luglio 2015

Vista, 5 cose da sapere sui suoi occhi

Vista, 5 cose da sapere sui suoi occhi

Gli occhi del tuo bambino sono un piccolo mondo a parte in continua evoluzione, almeno fino ai 2 anni di età. “Tutto cresce in progressione logaritmica ed è difficile prevedere come muteranno le strutture – dalla cornea al cristallino – che contribuiscono alla corretta messa a fuoco dell’immagine sulla retina”, afferma Paolo Nucci, professore di Oftalmologia presso l’Università di Milano e presidente della Siop, la Società italiana di oftalmologia pediatrica. Assieme a lui andiamo alla scoperta delle particolarità che rendono l’occhio del bebè così diverso da quello dell’adulto. Eccole, sintetizzate in cinque punti.

1. Il bimbo nasce astigmatico, perché la cornea non ha ancora assunto la sua forma definitiva, sferica, ma è ellissoidale, come un pallone da rugby.

2. Anche il cristallino è più piatto, alla nascita, e questo comporta una più o meno lieve ipermetropia.

3. Entro il secondo anno, però, le strutture oculari si armonizzano: l’occhio si allunga, la cornea si sfericizza e di solito scompaiono i difetti di refrazione sopra citati. Stiamo parlando del processo di emmetropizzazione.

4. Un’altra peculiarità del cristallino del bebè è la sua maggiore elasticità: questo gli consente una buona messa a fuoco a distanza molto ravvicinata, importantissima perché la vista del neonato lavora soprattutto… a distanza-tetta!

5. I piccoli possono essere soggetti al cosiddetto occhio pigro, cioè ad ambliopia, che si sviluppa se uno dei due occhi presenta difetti di refrazione o altre anomalie. In questi casi la corteccia visiva cerebrale, anziché sovrapporre un’immagine di buona qualità a una più scadente, tende a sopprimere quest’ultima. E lo fa “concentrando” le sue cellule sull’occhio perfettamente funzionante. L’ambliopia, che ovviamente va corretta, si verifica fino ai 6-7 anni.

In questo come in altri casi, prima si corre ai ripari e meglio è. Ecco perché la prevenzione visiva è importantissima, dovrebbe cominciare già al punto nascita o al nido, con l’esame del riflesso rosso, e proseguire con la visita specialistica ai 3 anni. Una diagnosi precoce significa sempre cure più semplici e, soprattutto, efficaci. E l’occhio va protetto, perché è un organo meraviglioso ma anche molto delicato.

Fulvio Bertamini

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