Virus di primavera o allergia?
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02 maggio 2019

Virus di primavera o allergia?

Nasino che gocciola all’improvviso, starnuti a profusione, tosse: come distinguere le varie forme che possono manifestarsi nella bella stagione?

Virus di primavera o allergia?

La stagione dei virus respiratori non è ancora finita e, nonostante il dubbio che possa trattarsi di un’allergia, il piccolo può aver contratto una “semplice” infezione collegata proprio a questi. Abbiamo provato a fare chiarezza con due esperti in materia: il dottor Enrico Lombardi, pediatra e pneumologo responsabile della Broncopneumologia del Meyer, e il professor Elio Novembre, pediatra e allergologo a capo dell’Allergologia dello stesso ospedale.

Identikit dei virus di primavera

Causano sintomi più leggeri di quelli legati all’influenza vera e propria, ma ugualmente fastidiosi: “In questo periodo dell’anno circolano diversi virus: enterovirus, responsabili della cosiddetta influenza intestinale, adenovirus, coronavirus, rinovirus. I bambini, con la loro immaturità immunitaria, si ammalano facilmente, complici anche gli sbalzi di temperatura”, spiega Enrico Lombardi.

Difese nasali ko

Quando infatti le temperature oscillano bruscamente, vanno a disturbare un meccanismo importante: “Si tratta della clearance muco-ciliare: normalmente, il nostro naso è protetto da uno strato di muco capace di imprigionare i patogeni e, in generale, i corpi estranei. Riesce a farlo perché sulla sua superficie ci sono delle speciali cellule dotate di ciglia che, vibrando, ‘spingono’ i patogeni verso l’esterno, o verso lo stomaco, dove diventano inoffensivi”, continua Lombardi. Quando però le temperature variano bruscamente, queste ciglia risultano come immobilizzate e smettono di proteggerci: ecco spiegato l’arcano dei malanni delle ‘mezze stagioni’.

Quella tosse che inganna

C’è un altro sintomo che spesso induce i genitori a temere un’allergia. Racconta il dottor Lombardi: “Succede spesso di fronte a episodi di tosse ricorrente. In realtà questa manifestazione, nei bambini fino a 6-8 anni, è molto frequente: un episodio può prolungarsi anche 6 settimane, come sintomo secondario di un’infezione respiratoria. Se pensiamo a quante volte un bambino contrae queste infezioni in un anno, specie da quando comincia a frequentare le comunità di bambini, è facile capire a quanti episodi di tosse può andare incontro”. Si tratta di una dinamica fastidiosa ma normale e difficile da evitare, anche perché ha una causa ben precisa. “Si lega a un’immaturità del sistema immunitario, che non è ancora venuto a contatto con i patogeni e non è allenato a sviluppare una risposta a questi attacchi”. Facile capire che il problema migliorerà con il tempo.

Attenzione all’abuso di farmaci

Riniti e rinotracheiti possono essere anche dieci in un anno: ci vuole pazienza, e soprattutto occorre evitare il ricorso a terapie improprie: si tende ad abusare dei broncodilatatori che, in assenza di broncospasmo, non servono e rischiano invece di essere dannosi. “Il rimedio più efficace e privo di effetti collaterali per trovare sollievo da sintomi quali congestione nasale e tosse è sicuramente costituito dai lavaggi nasali, adatti a qualsiasi età e per i quali basta utilizzare anche la semplice soluzione fisiologica. È bene invece rivolgersi al proprio pediatra prima di utilizzare altri farmaci come i decongestionanti o i mucolitici”, suggerisce Lombardi.

Nasino sempre pulitoEcco come fare

Il naso che gocciola

In questo periodo, insieme alla tosse, anche il naso che gocciola porta molti timori: e se fosse la spia di un’allergia alle graminacee?  “In quest’allergia nella maggior parte dei casi compaiono sintomi ben riconoscibili: gli occhi si arrossano e lacrimano, il naso gocciola, il bambino tende a starnutire molto. Può inoltre avere tosse, congestione delle mucose nasali e difficoltà a respirare”, spiega Elio Novembre. La presenza di questa gamma di sintomi può indurre a pensare a un’allergia, ma non la indica necessariamente. “Senz’altro rivolgiamoci al pediatra, ma non limitiamo le attività all’aria aperta a priori, fino all’eventuale diagnosi di allergia”, consiglia l’esperto.

Le vere allergie: la diagnosi

Il percorso per arrivare a una diagnosi di allergia, infatti, è ben preciso. Prevede, in prima battuta, l’esecuzione dei prick test cutanei, che valutano in pochi minuti la reazione dell’organismo al contatto con l’allergene che si vuole indagare. “In alcuni casi possono essere utili alcuni esami ematici per rilevare le allergie direttamente nel sangue. Questi esami si fanno di solito dopo i 3-4 anni, ma anche prima in caso di significativo sospetto clinico”, spiega il professor Novembre.

Quali cure?

La cura d’elezione per le allergie è invece costituita dagli antistaminici, che però devono ovviamente essere prescritti dal medico, solo a diagnosi avvenuta. “In caso di tosse allergica vengono abbinati ai broncodilatatori, che curano questo tipo di tosse e prevengono l’insorgenza di un possibile broncospasmo”, aggiunge l’allergologo. Per le allergie stagionali, nei bambini, la terapia va fatta di solito al bisogno, quando effettivamente sono presenti i sintomi, salvo che nei casi più gravi in cui va seguita continuativamente per tutto il periodo primaverile”.

 

di Benedetta Strappi

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