Calendario vaccinale: protezione per tutti. Le scadenze da ricordare

18 settembre 2019

Vaccini in calendario: protezione per tutti

Oggi sono offerti gratuitamente sull’intero territorio nazionale per difendere i nostri figli da infezioni potenzialmente pericolose per il loro benessere, come il morbillo e la meningite. Ecco, allora, le scadenze che bisogna ricordare

Vaccini in calendario: protezione per tutti

Fino al 2016 il calendario vaccinale non era applicato in modo omogeneo nelle diverse Regioni. “Oggi, invece, il Calendario vaccinale nazionale in uso in Italia contiene tutte le vaccinazioni, obbligatorie e raccomandate, inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), quindi offerte gratuitamente su tutto il territorio nazionale”, dice Paolo Bonanni, ordinario di Igiene dell’Università di Firenze e coordinatore scientifico del Board del Calendario per la Vita, l’alleanza tra società scientifiche e professionali che ha messo a punto le raccomandazioni poi recepite dal Calendario Vaccinale Nazionale. Ecco una guida per orientarsi tra scadenze, dosi e richiami e difendere i piccoli da alcune serie malattie ancora in circolazione.

1. Esavalente

È una singola vaccinazione che immunizza contro sei differenti infezioni: difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae B. Si somministrano tre dosi nel primo anno di vita: una nel corso del 3° mese, una nel 5° e la terza nell’11°. Nel calendario vaccinale, a 5 anni è previsto un richiamo delle sole anti-difterite, tetano, pertosse e polio. L’intero ciclo è obbligatorio. Dai 14 anni è previsto un richiamo ogni 10 anni di vaccino anti-tetano, pertosse e difterite. Da quali malattie protegge i nostri bambini?
DIFTERITE: è un’infezione provocata dalla tossina prodotta dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Nella forma più diffusa, la tossina attacca e danneggia i tessuti di gola, naso e tonsille. Il contagio avviene per contatto diretto con una persona infetta, attraverso lo scambio di goccioline di saliva. La malattia si manifesta con la comparsa di una membrana grigiastra sulle mucose della gola che può occludere le vie aeree e uccidere per soffocamento. Produce danni anche a carico di cuore, reni e sistema nervoso. La mortalità varia dal 3% al 23% a seconda della rapidità di intervento con un’anti-tossina specifica e antibiotici. Poiché il vaccino immunizza contro la tossina prodotta dal batterio e non contro il batterio, i vaccinati che entrano in contatto con l’agente patogeno possono diventare portatori sani. Ciò significa che il batterio è ancora in circolazione e che abbassare la guardia sulla vaccinazione espone a grave rischio i non vaccinati.
TETANO: è un’infezione batterica, provocata dal Clostridium tetani, e anche in questo caso l’agente patogeno è una tossina, prodotta dal batterio, che attacca il sistema nervoso e produce spasmi dolorosi. La mortalità è elevata: 40% circa. Il batterio non si trasmette da persona a persona, ma è presente nell’ambiente, nel suolo, sotto forma di spore. Può penetrare nell’organismo attraverso ferite profonde o necrotiche, dove, in assenza di ossigeno, prolifera e rilascia la tossina. “Il vaccino immunizza contro la tossina, e non contro il batterio, e ha un’efficacia limitata nel tempo: occorre ripetere un richiamo ogni 10 anni per avere la certezza di essere protetti”, spiega Bonanni.
POLIOMIELITE: è un’infezione di origine virale. Il responsabile, il Poliovirus, si trasmette da persona a persona per via feco-orale, con l’ingestione di acqua o alimenti contaminati, e si riproduce nell’intestino umano. Nell’1% dei casi di infezione, attacca il sistema nervoso provocando paralisi, che può essere completa e permanente e bloccare anche i muscoli indispensabili per la respirazione. “Il Poliovirus sta per essere completamente eradicato nel mondo: secondo gli esperti, è questione di pochi anni. Quando ciò accadrà, non sarà più necessario vaccinare i nuovi nati, ma abbassare la guardia adesso potrebbe dargli nuovo vigore”, osserva Bonanni. Il vaccino usato nei Paesi a maggior rischio è a virus vivi attenuati: blocca la replicazione del virus nell’intestino e arresta la catena della trasmissione, ma in un caso su un milione può provocare esso stesso malattia e paralisi. “Dato che in Italia al momento non è riscontrata la presenza del virus, il vaccino in uso nel nostro Paese è quello a virus inattivati, che non impedisce del tutto la replicazione del virus nell’intestino, ma previene il coinvolgimento del sistema nervoso dal rischio di attacchi e non comporta quel caso su un milione di paralisi”, spiega l’esperto.
EPATITE B: infezione virale, provocata dall’Hepatitis B virus, si trasmette per via sessuale o al contatto con sangue infetto, anche a seguito dell’uso di strumenti contaminati, come uno spazzolino condiviso, in presenza di piccole lesioni delle gengive, o la puntura accidentale con un ago infetto. La malattia colpisce il fegato e può diventare cronica, danneggiando progressivamente l’organo, fino alla cirrosi epatica o al tumore. Il vaccino contiene solo una parte del virus, quindi non può provocare l’infezione.
HAEMOPHILUS INFLUENZAE B: è un batterio che causa un’infezione simil-influenzale, che di solito si risolve in pochi giorni, ma può evolvere in gravi forme invasive, come polmonite, meningite e sepsi, potenzialmente letali e responsabili di danni permanenti. Si trasmette per via aerea e colpisce soprattutto i bambini sotto i 5 anni di età. Il vaccino contiene frammenti del batterio.
PERTOSSE: malattia molto contagiosa, provocata dal batterio Bordetella pertussis, di norma è benigna in età adulta, ma può comportare gravi conseguenze nei primi mesi o anni di vita. Causa tosse persistente e difficoltà respiratoria che dura per settimane, anche se trattata con gli antibiotici appropriati. Sia la vaccinazione sia la malattia non danno immunità permanente. Per proteggere il bebè nei primi mesi, in attesa che possa ricevere la prima dose di vaccino, è raccomandata la vaccinazione della futura mamma nel terzo trimestre, così da passare al piccolo gli anticorpi attraverso la placenta.

2. Trivalente + anti-varicella

Può essere somministrato il vaccino trivalente (MPR), che protegge da tre infezioni virali (morbillo, parotite, rosolia), con quello monovalente (varicella), oppure il quadrivalente (MPRV) che difende dalle quattro infezioni. Nel calendario vaccinale, sono previste una dose tra l’11° e il 13° mese di vita e una seconda a 5 anni, per recuperare i pochi casi in cui la prima non ha avuto effetto. La protezione, poi, dura per tutta la vita. Il vaccino contiene virus vivi attenuati, quindi può dare una leggera forma di esantema e qualche linea di febbre a distanza di alcuni giorni dalla somministrazione, reazione che non rende il bambino contagioso. Ecco le infezioni da cui la quadrivalente protegge i nostri bimbi.
MORBILLO: causato da un virus del gruppo dei Paramyxovirus, è molto contagioso e si trasmette per via aerea. Provoca febbre alta e un’eruzione cutanea di puntini rosso vivo. Le complicanze più comuni sono diarrea, polmonite e otite, ma può provocare anche encefalite ed è letale nello 0,2% dei casi. Non esistono terapie efficaci.
PAROTITE: anch’essa causata da un virus del gruppo dei Paramyxovirus, si trasmette per via aerea e provoca febbre e tumefazione delle ghiandole parotidee. Può comportare complicanze gravi: encefalite, meningite, pancreatite e perdita dell’udito. Nei maschi adulti può causare infiammazione dei testicoli e sterilità. In gravidanza è associata a un rischio elevato di aborto spontaneo.
ROSOLIA: causata da un virus della famiglia dei Togaviridae, si trasmette per via aerea. Di norma ha un decorso benigno: provoca un lieve rialzo febbrile e la comparsa di macchie rossastre. L’obiettivo del vaccino è arrestare la catena della trasmissione ed eradicare il virus che in gravidanza è associato a un rischio elevato di aborto e malformazioni. Alle donne in età fertile che non sono state vaccinate nell’infanzia o non hanno avuto la malattia, si consiglia la vaccinazione prima di cercare una gravidanza.
VARICELLA: altamente contagiosa, è provocata dal virus Varicella zoster. Può comportare complicanze anche gravi, soprattutto se contratta in età adulta: polmonite, encefalite, artrite, epatite. In gravidanza è associata ad aborti spontanei e può essere trasmessa al feto, a cui può provocare difetti neurologici e lesioni agli occhi.

Coperture vaccinaliSiamo sulla buona strada

3. Anti-pneumococco

Lo Streptococcus pneumoniae, comunemente noto come pneumococco, è un batterio responsabile di otite, bronchite, polmonite e infezioni invasive più gravi, come la meningite e la sepsi. È la prima causa di meningite batterica in Italia. Oggi sono disponibili due vaccini: uno immunizza contro i 13 ceppi più diffusi di pneumococco ed è possibile somministrarlo fin dal 3° mese di vita. È raccomandato ma non obbligatorio. Le dosi previste sono tre, nel corso del 3° mese, del 5° e tra l’11° e il 13° mese. L’altro vaccino disponibile è attivo contro 23 ceppi e può essere somministrato a partire dal compimento dei 2 anni in dose singola.

4. Anti-meningococco

Dopo lo pneumococco, il meningococco è il batterio più frequentemente responsabile di meningite e sepsi in Italia. Sono circa 200 ogni anno i casi di infezione invasiva da meningococco, letale nel 10% dei casi. Quando non uccide, comporta un rischio elevato di danni neurologici permanenti e mutilazioni. “I due sierogruppi più diffusi sono B e C; altri meno diffusi ma comunque presenti in Italia sono Y, A e W”, spiega Rino Rappuoli, Chief Scientist di GSK Vaccini, lo scienziato che nel 2000 ha messo a punto il vaccino contro il meningococco B.
ANTI-MENINGOCOCCO B: è raccomandato ma non obbligatorio. Le dosi previste sono due, da somministrare a un mese di distanza tra il 3° e il 5° mese di vita, una nel 6° mese e una nel 13° mese.
ANTI-MENINGOCOCCO C: è raccomandato ma non obbligatorio. La dose prevista è una, da somministrare tra il 13° e il 15° mese.
ANTI-MENINGOCOCCO ACWY: è raccomandato ma non obbligatorio per l’adolescente, a partire dal quattordicesimo anno di vita, sia nel caso in cui abbia già ricevuto da piccolo il vaccino anti-meningococco C, sia nel caso in cui non l’abbia mai ricevuto.

5. Anti-HPV

La vaccinazione contro il Papillomavirus umano non è obbligatoria ma raccomandata e offerta gratuitamente sia alle bambine sia ai bambini nel dodicesimo anno di vita. Il virus, a trasmissione sessuale, è molto diffuso nella popolazione e ne esistono numerosi ceppi. Alcuni provocano la crescita di fastidiose escrescenze nell’area genitale o anale, i cosiddetti condilomi. Altri possono provocare un’infezione cronica che, col tempo, può determinare l’insorgenza di tumori del collo dell’utero, dell’ano, della vulva e tumori testa-collo. In commercio si trovano due vaccini, uno bivalente che protegge da due ceppi cancerogeni, il 16 e il 18, e uno tetravalente che protegge anche da due ceppi portatori di condilomi, il 6 e l’11. È prevista la somministrazione di due dosi a distanza di 6 mesi una dall’altra.

Le armi per combattere la meningite

La meningite batterica è una malattia rara ma grave, che colpisce soprattutto i bimbi nei primi 5 anni di età, è letale nel 10% dei casi e spesso lascia danni permanenti: mutilazioni e deficit neurologici. “Oggi abbiamo gli strumenti per prevenirla. Dobbiamo usarli per difendere quanti più bambini possibile”, dice lo scienziato Rino Rappuoli. Ci sono 5 vaccini, che – insieme – formano un ombrello protettivo pressoché completo: quelli contro i meningococchi B, C e ACWY, gli pneumococchi e l’Haemophilus influenzae B, le cause più comuni di meningite e sepsi batterica nei bambini. Solo la vaccinazione contro l’Haemophilus è obbligatoria nel calendario vaccinale. Le altre sono facoltative ma raccomandate e offerte gratuitamente. È essenziale che i genitori siano consapevoli della loro importanza. Per questo, il Comitato Nazionale Liberi dalla Meningite ha lanciato la campagna di informazione M-Team, con la partecipazione della campionessa mondiale di tuffi Tania Cagnotto, la food blogger Sonia Peronaci, la pediatra dell’Ospedale Bambino Gesù Elena Bozzola e Amelia Vitiello, presidente del Comitato, che 11 anni fa perse la figlia per una meningite.

di Maria Cristina Valsecchi

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