Vaccinazioni, giù le mani dall'Oms | Io e il mio bambino

08 giugno 2016

Vaccinazioni, giù le mani dall'Oms

Vaccinazioni, giù le mani dall'Oms

Lo abbiamo scritto la scorsa settimana: anche Procura di Trani ha accertato che non esiste alcun legame fra il vaccino trivalente, che protegge il bebè da parotite, morbillo e rosolia, e l’insorgere dell’autismo. Una delle bufale meglio custodite dal web, nonostante sia stata smascherata da molti anni. Il pm Michele Ruggiero, infatti, dopo aver acquisito i pareri di un team di consulenti, ha negato questa correlazione, chiedendo l’archiviazione dell’indagine. La notizia ha sollevato il consueto vespaio di polemiche, come sempre capita quando si parla di vaccinazioni. E non soltanto perché le associazioni anti-vaccinali sono particolarmente agguerrite. Stavolta i consulenti della procura pugliese hanno scontentato proprio tutti.

Nell’affermare infatti quanto ormai la comunità scientifica internazionale proclama da anni, e cioè che l’autismo è una patologia che nulla ha a che vedere con la prassi vaccinale, i periti si sono spinti oltre, bacchettando le linee guida dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, che in materia si limiterebbero “semplicemente a dire che i vaccini non dovrebbero essere usati se il paziente ha la febbre alta o altri segni di malattie gravi“, mentre sarebbe più opportuno “consigliare un’attenta e dettagliata raccolta anamnestica delle condizioni fisiologiche e patologiche del bambino, ma anche dei suoi familiari, unitamente a una valutazione dell’ambiente in cui vive, su come viene alimentato e trattato e sulle caratteristiche psico-comportamentali dei genitori“.

Vaccini sì, insomma, ma con cautela, e solo dopo aver sottoposto a esami tutta la famiglia, valutato la dieta, analizzato il contesto ambientale. Una pronuncia ambigua, che dà un colpo al cerchio e uno alla botte, senza però fare chiarezza sul tema. Che di luce, invece, ha molto bisogno, visto il crollo drammatico della prassi vaccinale in Italia e il ritorno alla ribalta di malattie che sembravano ormai debellate, come la poliomielite. Un problema rilevante, che sta spingendo alcune Regioni a una decisione clamorosa: vietare l’iscrizione alla scuole materne pubbliche e private convenzionate del bimbo sprovvisto di vaccinazioni pediatriche.

Che fare, dunque? La professoressa Susanna Esposito, pediatra e infettivologa di chiara fama, presidente WAidid, Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici, è molto più che tranchant e bolla le affermazioni dei consulenti di Trani come “una stupidaggine totale. Sono sbagliate due volte, e si tratta di svarioni concettuali. Anzitutto perché l’Oms fornisce unicamente delle indicazioni epidemiologiche. Per capirci, stabilisce che per debellare il morbillo è necessaria una copertura vaccinale pari al 95% della popolazione”. Mostra l’obiettivo, non spiega come arrivarci. Poiché le sue linee guida devono essere valide e applicabili in tutto il mondo – né potrebbe essere diversamente – tocca al singolo Paese elaborare nel dettaglio la sua strategia vaccinale. Dunque, semmai le rimostranze dovrebbero essere indirizzate nei confronti del nostro ministero della Salute.

Ma c’è un altro errore da matita blu che la professoressa Esposito vuole sottolineare, nella pronuncia dei periti di Trani: “Poiché non esiste alcuna correlazione fra vaccinazione e autismo, che senso ha prescrivere esami? E di quale tipo? Nei pazienti autistici è stata riscontrata una familiarità con problemi neurologici, questo è ormai acclarato. Ma il vaccino non c’entra. Il punto è che oggi non esistono evidenze scientifiche che spieghino le cause scatenanti questa grave patologia”. Sul tema, c’è molto ancora da scoprire. E, comunque, sono altre le ipotesi più accreditate. Una molto interessante, confermata dai dati di alcune ricerche, ha messo in luce una possibile relazione lungo l’asse intestino-cervello. Due organi che dialogano in maniera molto fitta, anche se la loro lingua in parte ci è ancora ignota.

In particolare, “un fattore determinante nello sviluppo dei sintomi dell’autismo potrebbe essere un’alterazione del microbiota intestinale“, afferma Esposito, cioè del complesso di batteri e microrganismi presenti nell’intestino fondamentale per la nostra salute in quanto regolatore di molti processi vitali. Il nostro sistema immunitario convive con il microbiota e lo controlla: quando però questa funzione di regolazione viene meno, l’individuo va incontro a una serie di problemi e può sviluppare alcune patologie. Fra le quali – questa è l’ipotesi – anche l’autismo. Se questa interpretazione trovasse ulteriori conferme, significherebbe che una corretta alimentazione, per esempio, o l’utilizzo di opportuni integratori come i probiotici, e in generale qualunque intervento “per modificare la qualità del microbiota”, precisa la professoressa Esposito, potrebbero sbarrare la strada a questa terribile malattia.

Fulvio Bertamini

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