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11 settembre 2018

Torno al lavoro, e l’allattamento?

I consigli dell'esperta per conciliare il ritorno in ufficio e le esigenze del bambino. E le indicazioni su come procedere se la mamma decide, invece, di interrompere le poppate

Torno al lavoro, e l’allattamento?

Il bambino ha iniziato lo svezzamento e la mamma sta per riprendere la sua vita professionale. Come organizzarsi a questo punto per le poppate? Ci sono mamme che sono felici di continuare l’allattamento e altre che, invece, decidono di interrompere. Vediamo insieme come gestire le due situazioni.

Un aiuto dalle poppate

Le poppate possono essere valide alleate della mamma e del bambino nel momento delicato della prima separazione. “La routine quotidiana del piccolo è destinata a subire importanti cambiamenti, ma il proseguimento dell’allattamento ha un effetto rassicurante per lui”, spiega Francesca Garofalo, consulente e presidente de La Leche League. “La poppata rappresenta un gesto semplice e immediato per ritrovarsi e fare il pieno di coccole non appena la mamma torna a casa”. E anche per lei l’allattamento può essere di grande conforto: soprattutto se la ripresa lavorativa avviene prima di quanto avrebbe desiderato, il fatto di poter proseguire le poppate per tutto il tempo che lei e il suo bambino vorranno è consolante. “Per la mamma è una bella soddisfazione sapere che il suo bimbo può continuare a godere degli importanti benefici di salute garantiti dal suo latte”, sottolinea l’esperta.

Come proseguire l’allattamento?

“Quando madre e bambino sono insieme le poppate possono avvenire a richiesta, come prima”, dice l’esperta. “Nelle ore in cui è al lavoro, invece, il bimbo mangia la pappa, gioca e scopre nuovi rituali e consuetudini, ad esempio per l’addormentamento, con la persona che si occupa di lui”.  Se durante la giornata lavorativa la mamma sente tensione al seno, potrà spremere un po’ di latte manualmente o, se lo possiede, con un tiralatte, quel tanto che basta per alleviare il fastidio. “Il seno in breve tempo comincerà a non riempirsi più negli orari in cui madre e bambino sono lontani, mentre continuerà a produrre il latte necessario per il piccolo alla sera e nei weekend”, spiega Francesca Garofalo.

E se lo svezzamento procede a rilento e il bimbo si limita a pochi assaggi? La mamma potrà estrarre un po’ di latte, riporlo in frigorifero e lasciarlo a disposizione di chi si occupa del piccolo affinché il giorno dopo glielo offra al momento del pranzo o della merenda. E quando la mamma torna a casa… si poppa! A questo proposito ricordiamo che per tutto il primo anno di vita, la legge prevede per le mamme lavoratrici dipendenti un permesso per l’allattamento di due ore, cumulabili tra loro.

Ma cosa fare in caso di trasferta, se la mamma dovesse restare lontana da casa per un weekend o una settimana a causa di impegni di lavoro? In questo caso è necessario interrompere l’allattamento? “No, anzi”, spiega Francesca Garofalo. “L’importante è drenare il seno una o più volte al giorno, in base alle sensazioni provate. Appena la mamma torna a casa, la poppata aiuterà lei e il bambino a recuperare il tempo trascorso lontani, colmando il bisogno di rassicurazione del piccolo”.

Come estrarre il latte?I consigli per fare una scorta

Se la mamma dice basta

Come regolarsi, invece, se la mamma con il rientro al lavoro preferisce concludere l’esperienza dell’allattamento? “Premesso che secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del ministero della Salute, il latte materno dovrebbe restare l’alimento principale, cui si accostano i primi cibi solidi, per tutto il primo anno di vita, se la mamma ha deciso che per lei è giunto il momento di interrompere le poppate, il primo suggerimento è di procedere con gradualità”, sottolinea Francesca Garofalo. “Concludere l’allattamento in modo brusco o improvviso rischia di rendere ancora più faticosa per il bambino l’esperienza già impegnativa del distacco dalla mamma. Da evitare, quindi, quei metodi che venivano suggeriti in passato, come cospargere il seno di pepe o altre sostanze dal gusto sgradevole. Basta procedere con un po’ di pazienza, dando così al piccolo la possibilità di abituarsi. Infine, se la scelta della mamma di interrompere le poppate è motivata dalla speranza di ‘semplificare’ il distacco, è doveroso sottolineare che in realtà la conclusione dell’allattamento può rappresentare una difficoltà aggiuntiva per lei, da gestire in un momento già impegnativo. Se possibile, sarebbe meglio rimandare almeno un poco questo passo”.

Parola d’ordine: gradualità

Una volta stabilito che è il momento giusto per concludere l’allattamento, come procedere? La mamma potrà ridurre la frequenza delle poppate eliminandone una ogni due o tre giorni e lasciando per ultima quella a cui il bimbo è più affezionato (per molti bambini è quella dell’addormentamento serale). Durante il giorno il suggerimento è di prevenire la richiesta, evitando quelle situazioni in cui è più probabile che il bambino cerchi il seno della mamma. Per alcuni bimbi è utile trascorrere più tempo all’aria aperta, altri si “distraggono” giocando. Per le poppate notturne può essere d’aiuto abituare il piccolo a bere qualche sorso d’acqua da una borraccia o dal biberon, anziché poppare.

“L’importante è osservare le reazioni del bambino, rassicurarlo della nostra presenza e del nostro amore con un surplus di coccole ed essere pronte a fare un passo indietro rinviando l’addio definitivo al seno di qualche settimana se si nota che proprio non è pronto”, sottolinea l’esperta. Capita spesso che un cambiamento che sembra impossibile affrontare in un determinato momento diventi assolutamente gestibile dopo un breve periodo di tempo.

Quali cure per il seno?

Se la conclusione dell’allattamento avviene con gradualità, diminuendo nell’arco di alcune settimane le poppate, il corpo materno riduce gradualmente, fino a cessare del tutto, la produzione di latte. Questo fa sì che non siano necessarie accortezze particolari, se non quella di spremere un po’ di latte, nel caso in cui si provi una sensazione di pienezza o tensione.

Se invece l’interruzione delle poppate avviene in modo repentino, il seno ha bisogno di tempo per “capire” che non deve più produrre latte e diventa necessario svuotarlo ogni volta che si sente fastidio, con un tiralatte o con la spremitura manuale. “In questo caso, non appena è risolta la sensazione di disagio, occorre interrompere l’operazione per evitare di stimolare ulteriormente la produzione”, avverte l’esperta.

Quando chiedere aiuto

Se la mamma è in difficoltà, perché il bambino non accetta la novità, è inquieto e nervoso, o perché il seno fatica a ricalibrare la produzione verso il basso, conviene chiedere aiuto a una figura esperta in allattamento. Le consulenti de La Leche League e le consulenti professionali IBCLC sono disponibili anche in questa situazione per offrire supporto e suggerimenti mirati alle mamme.

 

di Giorgia Cozza

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