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06 novembre 2018

L’allattamento diventa un piacere. Con qualche piccolo accorgimento

L’allattamento diventa un piacere. Con qualche piccolo accorgimento

Per le neomamme l’allattamento è un impegno fondamentale, che a volte può anche spaventare, perché sembra che il piccolo rifiuti il seno, perché non cresce a sufficienza, perché si addormenta dopo pochi minuti e poi si sveglia urlando e vuole mangiare di nuovo. Situazioni che vanno affrontate ma che non devono spingere a pensare all’allattamento come a una fatica o a un dovere spiacevole. Il momento del nutrimento del piccolo va al contrario vissuto come un grande piacere. Ne sono convinte Cecilia Antolini e Silvia Dalvit Ménabé, autrici del libro “I miei quattro trimestri”, in cui celebrano la naturalezza di certi gesti, antichi come l’uomo eppure sempre attuali.

Quattro trucchi da provare in fretta

“Le cose da fare per facilitare l’allattamento sono quattro e tutte piacevoli – suggeriscono. Anzitutto bisogna godersi la gravidanza, nove mesi durante i quali imparare a rallentare e ascoltare il nostro corpo. Dopo decenni in cui abbiamo dovuto alzarci quando volevamo dormire, prestare attenzione quando volevano fantasticare, rimanere sedute quando volevano correre, la gravidanza rappresenta il momento in cui concederci il lusso di seguire il ritmo del nostro corpo. Anche perché così si arriva al parto con un corpo riposato, rilassato e forte, di cui si conoscono bene segnali e sensazioni”.

Il secondo consiglio è quello di godersi il parto, che non è certo una passeggiata, ma è un momento unico e bellissimo. “Gli stessi ormoni che regolano il concepimento del bambino ne regolano la nascita e il nutrimento – sottolinea Cecilia Antolini – . Un parto disturbato disturba l’allattamento e fare in modo che sia un buon parto non è solo più piacevole per noi, è anche molto utile da un punto di vista pratico”.

Il ruolo dei padri è essenziale

La terza via prevede di condividere con il partner, che ha un ruolo di supporto fondamentale nel periodo dell’allattamento. “Un uomo che capisce cosa facciamo quando allattiamo capirà che fisicamente è una grande fatica, ci supporterà con dolcezza e non permetterà a nessuno di vederci come delle fissate” insiste Silvia Dalvit Ménabé. Infine, il quarto ingrediente per allattare serenamente deriva dall’uso della cortesia con amici e parenti che parlano di bilancia e orari fissi. Quello che dicono e suggeriscono non serve quasi mai quando si tratta di parto e allattamento. Meglio seguire il proprio corpo e il cuore, senza farsi venire dubbi e paure per colpa di certe interferenze.

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Servono anche gli strumenti giusti

Certo per agevolare l’allattamento oggigiorno ci sono anche strumenti che risultano preziosi. Per le donne dinamiche, che non si rassegnano a stare sempre a casa, ad esempio, un aiuto cruciale deriva dal tiralatte. Certo vale la pena di scegliere l’apparecchio adatto, come il tiralatte elettrico Materno Life di Nuvita. Adatto ad un uso quotidiano, agisce attraverso un’aspirazione delicata, simulando la poppata del neonato e permettendo quindi di ottenere un flusso di latte continuo senza fatica e nessun fastidio. Il tiralatte Nuvita Materno Life utilizza una tecnologia 3 fasi:

  • 1^ fase con 4 livelli di massaggio e stimolazione automatici
  • 2^ fase con 5 livelli di estrazione personalizzabili. L’aspirazione è delicata ed imita le 2 fasi naturali di suzione del neonato: inizialmente piccole poppate veloci e poco profonde per stimolare; successivamente poppate  lente e profonde per favorire un maggior flusso di latte in uscita dal seno.
  • 3^ fase “anti-stasi”: particolarità unica di questo modello, è la funzione drenante “anti-stasi”, selezionabile su richiesta, per favorire lo svuotamento del seno per prevenire rischi di ingorghi mammari.

Il tiralatte elettrico Materno Life, infine, funziona sia collegato alla rete elettrica, sia con quattro batterie standard, in modo da poterlo utilizzare tranquillamente anche fuori casa. Viene proposto al pubblico incluso di un biberon anti-colica  Mimic®, che facilita  l’alternanza seno-biberon grazie alla tettarella speciale che imita il capezzolo materno per forma, elasticità e  movimento.

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