Terremoto, come proteggere i bambini? | Io e il mio bambino

16 gennaio 2019

Terremoto, come proteggere i bambini?

Abitiamo in una terra sismica, è vero. Lo dimostrano le frequenti scosse che si sono verificate negli ultimi mesi. Ma, anche se non si possono prevedere - e prevenire - queste fatalità naturali, occorre mettere in atto tutti gli accorgimenti possibili per tutelare i nostri bambini

Terremoto, come proteggere i bambini?

Mettere in sicurezza la nostra casa, sapere come comportarsi in caso di terremoto e verificare se l’asilo ha l’idoneità antisismica e un piano d’emergenza: ecco le misure fondamentali per proteggere i nostri bimbi, sin da neonati. È importante, inoltre, mostrarsi tranquilli davanti a loro, per rassicurarli e allontanare i loro timori.

Con i neonati, non manifestare ansia e paura

Più sono piccoli, meno risentono dello spavento e del disagio provocati da un terremoto. È quanto dimostrato da una ricerca condotta su 2mila bambini abruzzesi dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma dopo il terremoto del 2009 a L’Aquila. “Nella fascia d’età tra i 3 e i 5 anni non sono stati rilevati problemi gravi, né la sindrome post traumatica da stress che colpisce i bambini più grandi facendogli rivivere a ripetizione gli attimi drammatici del terremoto”, spiega Stefano Vicari, responsabile dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. “Il fattore età è protettivo: la memoria dei più piccoli non è ancora così consolidata e soprattutto le emozioni sono vissute attraverso il filtro degli adulti”. L’atteggiamento migliore è, quindi, il non manifestare – per quanto possibile – ansia e paura, ma mostrarsi tranquilli e rassicuranti. “È importante che, anche in condizioni di estremo disagio, ogni famiglia cerchi di ricreare i suoi momenti di intimità e di unione”, afferma l’esperto.

Ogni casa può diventare più sicura

Non è vero che non si può fare niente: le case, anche quelle vulnerabili, possono migliorare di molto la loro sicurezza anche con interventi a basso costo. “È importante che noi adulti sappiamo quando e come è stata costruita la nostra casa, su quale tipo di terreno, con quali materiali e, soprattutto, se è stata successivamente modificata rispettando le norme sismiche. Ci si può rivolgere all’ufficio tecnico del proprio Comune oppure a un tecnico esperto. In base a queste informazioni, si possono realizzare efficaci interventi di miglioramento sismico”, assicura Daniela Di Bucci, geologa dei terremoti dell’Ufficio rischio sismico e vulcanico della Protezione Civile. “Bastano, poi, semplici attenzioni per scongiurare banali incidenti: nelle camere non andrebbero posizionate mensole o pensili sopra letti o divani. Librerie e armadi vanno fissati alla parete, evitando di disporre oggetti pesanti in alto. È poi molto utile immaginare una mappa mentale della propria casa, per individuare i punti più sicuri e indicarli ai bambini: i vani delle porte, gli angoli delle pareti, i tavoli robusti sotto cui eventualmente proteggersi. Se si vive in una zona in cui è in corso una sequenza sismica, può essere utile lasciare aperta la porta della cameretta dei bambini, per evitare che una scossa più forte possa bloccarla”.

Cosa fare durante una scossa di terremoto

Se la terra comincia a tremare, niente panico. Bisogna sapere esattamente cosa fare. Chi è informato reagisce meglio ed è meno vulnerabile. Lo insegnano la campagna Iononrischio, che si svolge ogni anno in ottobre nelle piazze italiane, e il progetto Edurisk, sviluppato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per le scuole, che continua a operare con campagne mirate, a livello regionale e locale. “Soprattutto se si hanno bambini, si deve restare calmi e lucidi: non bisogna assolutamente precipitarsi giù dalle scale, che sono la parte più fragile degli edifici e tanto meno prendere l’ascensore, che potrebbe fermarsi”, consiglia l’esperta. “Bisogna allontanarsi da vetri e finestre, che potrebbero rompersi, e da tutto ciò che ci può cadere addosso. Si deve, invece, mettersi nei punti più resistenti dell’abitazione: pareti portanti, muri maestri, architravi, i vani delle porte e gli angoli in genere, oppure sotto il tavolo o il letto, per proteggersi dalla caduta di calcinacci, mobili, lampadari e altre suppellettili. E aspettare che tutto finisca”. Quando la scossa è terminata, è importante vestire i bambini e mettergli le scarpe: è probabile che si trascorra fuori qualche ora e bisogna pensare a proteggerli anche per la lunga attesa che si profila. Se invece al momento della scossa ci si trova per strada, bisogna allontanarsi dagli alberi o dalle linee elettriche ed evitare di stare vicini alle case, per non essere colpiti da vasi, tegole, cornicioni e camini. Il comportamento più sicuro è portare i bambini nella piazza o nel grande spazio aperto più vicino.

Verifica se l’asilo è sicuro

Gli asili nido e le scuole dell’infanzia, al pari delle altre scuole, devono avere per legge un piano di emergenza ed evacuazione: riguarda il rischio di incendio e comprende anche quello sismico. “Nel caso degli asili nido, questi piani sono elaborati tenendo conto del fatto che ci sono anche bambini piccoli, non ancora in grado di camminare”, afferma la geologa. “Inoltre, è bene che i genitori controllino che vangano fatte le necessarie esercitazioni, in modo da rendere per quanto possibile automatiche le azioni da compiere in caso di emergenza”. Ma come capire se l’asilo è sicuro? “Le nuove scuole vengono costruite con criteri antisismici, mentre il Dipartimento della Protezione Civile segue lo svolgimento delle verifiche sismiche di alcune altre, individuate in base a provvedimenti normativi”, spiega l’esperta.

 

di Chiara Sandrucci

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