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28 dicembre 2018

Telefono Rosso: 30 anni al servizio delle mamme e dei futuri bebè

Un numero gratuito di consulenza telefonica per tutelare il benessere della donna e del bambino, fin dalla gravidanza e, poi, nei primi mesi di vita del bebè

Telefono Rosso: 30 anni al servizio delle mamme e dei futuri bebè

Hai preso un antibiotico e non sapevi di essere incinta? Hai la febbre alta e aspetti un bimbo? Devi fare una radiografia e vuoi sapere quali rischi corre il nascituro? Sono tanti i dubbi che possono guastare la serenità di una futura mamma, spesso amplificati dagli allarmi infondati che circolano in rete e col passaparola. La soluzione migliore, in questi casi, è rivolgersi agli esperti. Come quelli del Telefono Rosso, il servizio gratuito di consulenza telefonica del Policlinico Gemelli di Roma, che in questi giorni compie 30 anni di attività. Gli operatori, specialisti qualificati che hanno la possibilità di consultare in tempo reale la letteratura scientifica più aggiornata per chiarire qualunque perplessità, rispondono al numero 06.3050077 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, al solo costo della telefonata. Il servizio è rivolto alle aspiranti mamme in fase preconcezionale, alle donne in attesa e alle neomamme in allattamento.

Prima del concepimento: i consigli per prepararsi al meglio

“Dal 5 al 7% delle donne che ci chiamano non aspetta ancora un bambino, ma sta progettando una gravidanza”, dice il ginecologo Marco De Santis, responsabile del Telefono Rosso. “Metà di loro è affetta da una patologia cronica, assume farmaci e si rivolge a noi per valutare i rischi connessi alla prosecuzione della terapia durante l’attesa. Si sente dire che le future mamme non devono prendere medicine in gravidanza, ma non è vero. Le patologie materne vanno tenute sotto controllo, per il bene delle dirette interessate e anche dei nascituri. Autosospendere una cura quando si scopre di aspettare può essere estremamente pericoloso. L’importante è organizzarsi per tempo, prima del concepimento, e rivedere la terapia scegliendo farmaci con il minimo impatto sul feto, modulando opportunamente il dosaggio. Nella maggior parte dei casi la donna può realizzare in piena serenità il progetto di maternità senza mettere a repentaglio la propria salute. Il nostro appello, quindi, è di chiamarci possibilmente prima di cercare una gravidanza. Sono le circostanze in cui possiamo essere maggiormente d’aiuto”.

Durante l’attesa: i rischi più temuti

Il 93% delle donne che si rivolgono al Telefono Rosso in gravidanza ha assunto un farmaco prima di scoprire di essere incinta e teme effetti nocivi sul feto, il 4% si è sottoposta o deve sottoporsi a una radiografia. Nell’1,5% dei casi il quesito riguarda un’infezione contratta dalla futura mamma, nello 0,5% l’assunzione di prodotti fitoterapici e nell’1% il contatto accidentale con sostanze chimiche potenzialmente teratogene. “La donna che sa di aspettare non deve assumere alcun farmaco di propria iniziativa, neppure quelli da banco che non richiedono ricetta medica”, dice il ginecologo. “Deve consultare il medico curante che valuterà eventuali rischi. La stessa avvertenza vale per i prodotti fitoterapici. Il fatto che siano di origine naturale non li rende automaticamente innocui: contengono principi attivi che possono attraversare la barriera della placenta e che possono interferire con altre sostanze assunte. Tisane, estratti vegetali e altri prodotti di dubbia provenienza possono contenere contaminanti. L’importante è chiedere indicazioni al medico ed evitare il fai da te. Detto questo, bisogna sapere che per i farmaci assunti nelle primissime settimane di attesa, quando la donna ancora non sapeva di essere incinta, di solito vale la regola del ‘tutto o niente’: se un danno c’è stato in fase così precoce, la gravidanza si interrompe spontaneamente, in caso contrario prosegue senza conseguenze”. Anche sulle radiografie, che destano grande preoccupazione, il parere degli specialisti è rassicurante. “Oggi la maggior parte degli esami diagnostici richiede un dosaggio molto basso di radiazioni, ben al di sotto della soglia di pericolosità per il nascituro”, osserva De Santis. “Ed è possibile mettere in atto alcune accortezze per ridurre al minimo l’esposizione del feto: sistemi di protezione che schermano l’addome durante l’irraggiamento”. Nessuna gravidanza è sicura al 100%. Il rischio di malformazioni congenite nella popolazione generale è del 5% circa e alcuni fattori possono accrescerlo, ma si tratta di evenienze rare. “Tra le donne che si sono rivolte a noi negli ultimi due anni di attività, abbiamo rilevato un rischio aumentato di danno solo nel 16% dei casi”, dice il ginecologo.

S.O.S. neomamme: farmaci e allattamento

Tante sono le donne che chiamano il Telefono Rosso dopo la nascita, per chiedere chiarimenti sull’assunzione di farmaci in allattamento. “Anche in questo caso c’è tanta disinformazione, che causa un allarmismo ingiustificato e, talvolta, spinge le neomamme a sospendere l’allattamento o, al contrario, a rinunciare a farmaci necessari per il loro benessere e la loro salute”, dice De Santis. “Ultimamente abbiamo registrato un aumento di donne con disturbi dell’umore o depressione, a cui vengono prescritti medicinali senza dar loro indicazioni sulla compatibilità con l’allattamento o, prima della nascita, con la gravidanza. Noi non abbiamo la possibilità di fare prescrizioni o modificare terapie, ma possiamo fornire informazioni, rassicurazioni quando è il caso e, se occorre, metterci in contatto col medico curante della persona che chiede il nostro aiuto, per trovare insieme la soluzione più soddisfacente”.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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