Tanto latte: cosa fare? | Io e il mio bambino
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11 dicembre 2018

Tanto latte: cosa fare?

Se l'alimento materno è troppo abbondante, il bimbo può trovarsi in difficoltà durante la poppata, ma bastano alcuni semplici accorgimenti per risolvere il problema

Tanto latte: cosa fare?

Uno dei timori più diffusi tra le neomamme è quello di non avere abbastanza latte per nutrire al meglio il proprio bebè, ma cosa succede se invece l’alimento materno è troppo? Quando la produzione è più abbondante rispetto alle necessità del bambino, possono presentarsi problemi? Ecco i consigli dell’esperta per le neomamme che hanno tanto latte.

Un riflesso di emissione molto forte

Quando il bimbo si attacca al seno, il corpo materno secerne due ormoni: la prolattina, che favorisce la produzione di altro latte, e l’ossitocina, che innesca la fuoriuscita dell’alimento dalla mammella. Se la mamma ha una produzione molto abbondante, tra una poppata e l’altra, i dotti si dilatano e si riempiono di latte. Così, il riflesso di emissione, ovvero il meccanismo di ‘rilascio del latte’ attivato dall’ossitocina, dà il via a un getto particolarmente intenso, che può mettere in difficoltà il bambino. “Se il neonato è attaccato in modo corretto, con il capezzolo orientato verso il fondo della gola, viene ‘inondato’ di latte e può in alcuni casi sentirsi affaticato durante la poppata”, spiega Francesca Garofalo, consulente professionale in allattamento materno (IBCLC) a Padova. “I segnali di questo disagio sono evidenti: il piccolo succhia per due o tre minuti, poi si stacca, inarca la schiena e allontana il seno con le manine. Quando la madre prova a riattaccarlo, piange, si agita e non vuole poppare. Per la mamma è una situazione molto frustrante, perché non ne capisce il motivo. Anzi, spesso il suo timore è che il bimbo pianga insoddisfatto perché… non riceve abbastanza latte”.

Un aiuto dalla posizione

Quando c’è un riflesso di emissione forte, la poppata può trasformarsi in una ‘battaglia’, in cui il piccolo oppone resistenza. “Un aiuto può venire dalla posizione”, spiega la consulente professionale. “La mamma potrà allattare sdraiata oppure seduta con la schiena reclinata indietro, come su una sedia a dondolo, per rallentare un po’ la forza del flusso. Particolarmente indicata è la posizione in cui il bimbo è posato sul petto della mamma, supina o semisdraiata, e può gestire bene il flusso di latte, ed eventualmente staccarsi e riattaccarsi. Sono invece da evitare tutte le posizioni in cui il seno si trova più in alto rispetto alla bocca del piccolo. Un altro accorgimento utile è quello di staccare il bimbo quando si sente il riflesso di calata del latte, quindi alcuni secondi o minuti dopo l’inizio della poppata. Così, il piccolo non è al seno mentre il latte arriva con maggior forza: la mamma potrà asciugare le gocce fuoriuscite con un asciugamano o un fazzoletto e riprendere la poppata quando il ‘getto’ è più rallentato”.

Come gestire le poppate se si ha tanto latte?

Quando c’è una produzione troppo abbondante, può capitare che il bebè soffra di mal di pancia. “Visto che il seno è pieno, il bambino riceve una quantità maggiore di ‘primo’ latte, ricco di acqua, sali minerali e lattosio”, spiega Francesca Garofalo. “Se poppa alcuni minuti da un seno, si stacca e, poi, poppa dall’altro, assume molto lattosio, uno zucchero che può fermentare e provocare dolore al pancino. Tra i segnali del disturbo, ci sono le feci ‘a spruzzo’ e di colore verde”. In questo caso, la mamma può provare ad allattare sempre dallo stesso seno per 2-3 ore (o anche più, fino a un massimo di 6 ore). I vantaggi sono duplici: nelle poppate successive, il bimbo riceve un latte più grasso e meno zuccherino e, allo stesso tempo, la produzione si ricalibra verso il basso. Infatti, quando l’alimento materno resta nel seno, l’organismo rallenta la produzione. Nell’intervallo di tempo in cui un seno è ‘a riposo’, può essere necessario estrarre un po’ di latte (con la spremitura manuale o un tiralatte), per alleviare la tensione e non rischiare ingorghi. Attenzione, però, a non svuotare completamente il seno: si rischierebbe l’effetto contrario, cioè di incrementare la produzione.

Un occhio di riguardo per il seno

Le donne che hanno una produzione di latte molto abbondante sono più ‘a rischio’ di ingorgo mammario. “È importante che la mamma impari a riconoscere le sue sensazioni: quando il seno è molto pieno, per evitare ingorghi, è necessario svuotarlo quel tanto che basta per alleviare la sensazione di pienezza e risolvere il disagio”. Se si verifica un ingorgo, occorre drenare (cioè svuotare) il seno. Possono essere d’aiuto massaggi e impacchi caldo-umidi, da applicare prima e durante la poppata.

Quando il latte è un dono

Le mamme che hanno tanto latte possono decidere di donarlo a una delle Banche del Latte Umano Donato, attive presso alcuni ospedali italiani, che lo destineranno a bimbi che ne hanno bisogno. Il latte donato aiuterà a superare le difficoltà iniziali di tanti piccoli che sono nati troppo presto o con un problema di salute. Per info, visita il sito dell’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato.

 

di Giorgia Cozza

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