apri modal-popupadv apri modal-popupadv

19 novembre 2018

T-Proteggo: la campagna per i diritti dei bambini prematuri

Un'occasione per far conoscere le esigenze dei neonati venuti alla luce troppo presto e delle loro famiglie e per promuovere la condivisione di emozioni legate a questa esperienza

T-Proteggo: la campagna per i diritti dei bambini prematuri

Ogni anno in Italia, circa 35mila bambini nascono quando non è ancora giunto il loro momento di abbandonare il rifugio sicuro del grembo materno. Questo significa che il 7% delle coppie che diventano genitori si trova ad affrontare l’esperienza difficile, spesso traumatica, di una nascita prematura. Negli ultimi anni l’assistenza ai neonati pretermine ha compiuto passi da gigante, ma c’è ancora molto lavoro da fare per accogliere le esigenze di questi piccoli e per sostenere adeguatamente le loro famiglie. Per richiamare l’attenzione su queste esigenze, Vivere Onlus e la Società Italiana di Neonatalogia (SIN) in collaborazione con AbbVie, hanno presentato a fine ottobre la campagna T-Proteggo che ha individuato i passi ancora da compiere per rispettare i diritti dei bimbi prematuri ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale e in Patologia Neonatale. “La campagna nasce dalla volontà di riaccendere il dialogo tra le istituzioni, i reparti di Neonatalogia e le associazioni dei genitori per una migliore e più omogenea assistenza e gestione del neonato pretermine”, commenta Fabio Mosca, presidente della Società Italiana di Neonatalogia. “Strategie di prevenzione, elevata qualità assistenziale e follow-up prolungato dopo la nascita rappresentano alcuni dei punti cardine da sviluppare”.

Diritti dei bambini prematuri: tra tutti, avere accanto mamma e papà

Tra i diritti che è fondamentale arrivare a garantire in tutti i punti nascita spicca la vicinanza del genitore senza limiti di orari, di giorno e di notte. “L’organizzazione dell’assistenza ai neonati prematuri vede punte di assoluta eccellenza nel nostro Paese, ma c’è ancora molto da fare, anche perché la situazione regionale è tuttora molto disomogenea”, spiega Martina Bruscagnin, presidente di Vivere Onlus. “È urgente e necessario garantire l’accesso ai genitori 24 ore su 24, ai reparti di Terapia Intensiva Neonatale in tutte le regioni. La presenza dei genitori, infatti, oltre a essere importante per la relazione affettiva e di attaccamento, favorisce lo sviluppo neuro-comportamentale del neonato come scientificamente riconosciuto. Poter stare con il proprio bambino senza limiti di orario è basilare al fine di sostenere l’allattamento e ridurre e contenere il dolore del piccolo”.

T-Proteggo: informazioni e sostegno per i genitori

Altro punto importante evidenziato dalla campagna T-Proteggo è la necessità di informazioni e sostegno per i genitori. Secondo i risultati di un’indagine Doxa, presentati in occasione della campagna, un terzo dei genitori arriva al parto senza aver mai sentito parlare di nascita prematura. Quando un neonato viene alla luce prima del tempo e viene ricoverato in Terapia Intensiva o in Patologia Neonatale, il genitore si ritrova catapultato in un mondo completamente nuovo e sconosciuto, alle prese con emozioni molto forti: paura per la salute del proprio bambino, ansia, speranza, spesso senso di colpa. “Sarebbe utile, per evitare che il genitore arrivi all’esperienza di una nascita pretermine completamente impreparato e quindi smarrito e spaventato, che il ginecologo facesse un accenno a questa situazione durante la gravidanza, con grande serenità”,  dice Elisabetta Ruzzon, presidente dell’Associazione Il Pulcino (Associazione delle famiglie dei bambini nati pretermine e a termine, ricoverati in un’unità di terapia intensiva del Veneto) e responsabile della comunicazione di Vivere Onlus. “Va loro spiegato che il 6% delle nascite avviene prematuramente, che esistono reparti dove vengono assistiti bimbi nati anche a 23 settimane, che quando un bimbo nasce prima non è colpa di nessuno, semplicemente può accadere e, se succede, il bambino riceverà ottime cure grazie ai progressi della medicina”,
La campagna T-Proteggo richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di accompagnare i genitori per tutta la durata del ricovero, offrendo loro informazioni chiare ed esaurienti e sostegno emotivo.

Dopo la dimissione, un attento follow-up

E dopo le dimissioni? Quando il piccolo torna finalmente a casa con la sua famiglia, genitori e bimbo non possono essere lasciati soli. “È necessario che venga garantito un attento follow-up dei neonati pretermine almeno nei primi tre anni di vita, anche attraverso la costruzione di una rete tra tutte le realtà socio-sanitarie del territorio”, sottolinea Martina Bruscagnin. Ma anche le mamme e i papà hanno ancora bisogno di sostegno. Sempre secondo i dati raccolti da Doxa, il 57% dei genitori sente infatti la mancanza di un supporto psicologico una volta rientrati a casa e il 41% ritiene necessario un aiuto nella gestione dei primi anni di vita del bambino.
“È il momento di realizzare una vera sinergia a livello nazionale, finalizzata a migliorare la salute del bambino nato prematuro e ad assicurare un adeguato sostegno socio-sanitario alle famiglie”, commenta Mauro Stronati, past president della Società Italiana di Neonatologia. “Un percorso che coinvolge in primo luogo i genitori, ma che deve prevedere la partecipazione attiva anche delle Istituzioni”.

Condivisione e testimonianze in rete

Testimonial d’eccezione di T-Proteggo è l’ex pallavolista, campione del mondo, Andrea Lucchetta, che ha lanciato una call to action, invitando le famiglie, ma in generale tutti coloro che sono sensibili al tema, a partecipare alla campagna condividendo, nei prossimi mesi, esperienze e riflessioni sul web. “Abituato a fare muro contro l’indifferenza, vorrei far postare sui social qualsiasi messaggio utile a sensibilizzare i followers sulla campagna T-Proteggo”, spiega Andrea Lucchetta. “Come proteggo un pallone in difesa, chiedo a tutti di proteggere i diritti dei neonati prematuri postando foto sui social, video, storie, utilizzando l’hashtag #Tproteggo, per accendere l’attenzione sulle problematiche e difendere i diritti dei bimbi prematuri”.

Per saperne di più su progetti e iniziative legati alla prematurità, il riferimento è il Coordinamento Nazionale Vivere Onlus, cui aderiscono molte delle associazioni di genitori attive dal nord al sud Italia. Per informazioni è possibile consultare il sito di Vivere Onlus o scrivere un’e-mail.

 

di Giorgia Cozza

Commenti