Svezzamento: come conservare le prime pappe?
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08 gennaio 2019

Svezzamento: come conservare le prime pappe?

Le regole per conservare eventuali avanzi della sua pappa in tutta sicurezza

Svezzamento: come conservare le prime pappe?

Quando al latte si accostano gradualmente i primi assaggi di cibo solido, ecco che possono fare la loro comparsa alcuni dubbi legati alla conservazione degli alimenti, soprattutto se sono fatti in casa. Se il piccolo avanza una certa quantità di pappa, è possibile riproporla al pasto successivo? E come regolarsi con carne, pesce e sughi? Vediamo insieme come procedere per conservare le prime pappe in frigorifero e nel congelatore in modo che restino fresche e mantengano le loro proprietà nutritive.

Attenzione ai rischi di infezioni

Una premessa importante: quando gli alimenti sono destinati ai più piccoli, è sempre preferibile preparare una quantità di pappa che possa essere consumata al momento. “Nessun alimento in natura è sterile, cioè privo di microbi: dopo un certo tempo, tutti i cibi tendono ad alterarsi, subendo una modificazione di caratteristiche, quali l’aspetto e il sapore”, spiega Maria Rita Spreghini, nutrizionista e pedagogista dell’Unità Operativa di Educazione Alimentare dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. “Se si consuma un prodotto contaminato da sostanze tossiche o microrganismi patogeni, c’è il rischio di un’intossicazione o di una tossinfezione alimentare. Ecco perché quando si decide di conservare le prime pappe in frigorifero, fresche o già cucinate, o di congelarle, bisogna fare molta attenzione alle temperature e ai tempi di conservazione”.

Congelatore: è quello giusto?

Non tutti i congelatori sono uguali ed è importante conoscere le caratteristiche del proprio elettrodomestico. Come? Controllando il simbolo con le ‘stelle’ (*) che indica la temperatura e il periodo di conservazione dei cibi: una sola stella corrisponde a una conservazione del cibo surgelato a -6°C per una settimana al massimo, due stelle segnalano una temperatura di -12°C e un mese di conservazione; tre stelle corrispondono a -18°C e un anno di conservazione, quattro stelle corrispondono a -18°C e un anno di conservazione, ma segnalano anche che si può procedere col congelamento di cibi freschi. “Quando parliamo di alimenti surgelati, ci riferiamo ai prodotti industriali sottoposti a un processo di surgelamento mediante appositi macchinari che garantiscono il raggiungimento di temperature molto basse in tempi brevi”, spiega l’esperta. “Tutti i congelatori sono in grado di conservare i cibi surgelati acquistati al supermercato, ma solo quelli che ricadono nella categoria ‘4 stelle’ possono congelare efficacemente gli alimenti freschi”.

Pappa a base di brodo, in frigorifero per un giorno

Quando per i primi assaggi si sceglie di proporre al piccolo una pappa a base di brodo di verdura, come gestire eventuali avanzi? Soprattutto in quei casi in cui il bambino si è limitato a un paio di cucchiate e, poi, ha perso interesse per la pappa? È necessario gettare tutto o è possibile tenerlo per il pasto successivo? E le verdure bollite, come patate, carote, zucchine, si possono conservare in frigorifero? “In genere, gli alimenti che sono stati sottoposti a cottura possono essere tenuti in frigorifero per 2-3 giorni, ma nel caso di alimenti destinati a un bambino piccolo, il suggerimento è di limitare a un giorno la conservazione”, spiega Maria Rita Spreghini. “La pappa avanzata a mezzogiorno potrà quindi essere riproposta alla sera”. Se al bimbo vengono offerti omogeneizzati di verdura, carne, pesce o frutta, quando non si utilizza tutto il contenuto di un vasetto, l’indicazione è quella di chiudere bene il barattolo e conservarlo in frigorifero per un periodo massimo di 24 ore, come consigliato dalle aziende produttrici.

Un surplus di brodo da congelare

Molti genitori, per risparmiare tempo e avere una porzione di brodo di verdura sempre pronta, preferiscono prepararne una quantità abbondante e congelarla in diversi contenitori. “In questo caso è necessario lasciar raffreddare il brodo prima di versarlo nei contenitori monodose, apporre un’etichetta con la data sul barattolo e poi riporlo subito nel congelatore, dove potrà rimanere per un periodo massimo di 1-2 mesi a una temperatura sempre conforme a -18°”, spiega l’esperta. “Quando si vuole utilizzare il brodo, è preferibile lasciarlo scongelare in frigorifero, non a temperatura ambiente. Per accelerare i tempi, si può procedere allo scongelamento con la tecnica a bagnomaria, ovvero collocando un contenitore che supporti il calore in una pentola con acqua molto calda. Una volta scongelato, il brodo dev’essere consumato entro 24 ore, superata questa soglia dovrà essere gettato”.

Latte di proseguimento: gli avanzi sono da buttare

Quando un bimbo fa colazione o merenda con il latte di proseguimento, può capitare che un po’ avanzi. Come gestire l’alimento che non è stato consumato? “Il latte si conserva fino a un massimo di 2 ore dal momento in cui è stato preparato, quindi, se il bambino fa una breve pausa, è possibile offrirgli nuovamente il biberon per terminare il pasto”, spiega la dottoressa Spreghini. “Se invece il pasto è terminato e ci sono avanzi, non possono essere riutilizzati per quello successivo e devono essere eliminati”.

Sugo di pomodoro per la sua prima pastasciutta

Quando il bimbo inizia a mangiare pasta e pastina, o ad assaggiare la pastasciutta dei genitori, è opportuno prestare attenzione alla conservazione dei sughi. “Una volta cucinato, può essere conservato in frigorifero per 2-3 giorni, in un barattolo di vetro pulito o in un apposito contenitore di plastica per alimenti”, spiega l’esperta. “Prima di chiudere i contenitori con il coperchio, è buona norma attendere che il sugo – ma l’indicazione vale per tutti gli alimenti – sia raffreddato per evitare che il vapore si condensi sul coperchio, ricadendo poi sul cibo. Il sugo di pomodoro, purché ben cotto, può anche essere congelato. In questo caso si possono utilizzare barattoli di vetro puliti, facendo attenzione a non riempirli fino all’orlo, o gli appositi contenitori per alimenti. Unica accortezza: non versarlo nel contenitore appena terminata la cottura, ma attendere che abbia raggiunto la temperatura ambiente. È opportuno apporre un’etichetta con la data sul recipiente e consumare questo tipo di preparati entro 2-3 mesi”.

Sughi di carne: come gestirli?

Possono essere tranquillamente conservati in frigorifero per due giorni, oppure congelati, purché siano stati preparati con ingredienti freschi (non congelati a loro volta). Il tempo di conservazione varia dai 2 ai 3 mesi, a seconda del tipo di carne utilizzato. “Fondamentale è la scelta dei contenitori”, dice l’esperta. “Meglio usare barattoli di vetro, ben lavati e asciugati e provvisti di coperchio. Se si utilizzano recipienti appositi per alimenti, è opportuno controllare che sia presente il simbolo europeo – il disegno di una forchetta e di un coltello – che è un importante indice di sicurezza e garantisce che la plastica sia idonea per stare a contatto con gli alimenti”.

Carne e pesce freschi: occhio ai giorni!

Quando si acquistano alimenti confezionati, il riferimento per i tempi di conservazione è la data di scadenza indicata sull’imballaggio, ma come regolarsi nel caso dei cibi freschi? La carne cruda tritata si conserva in frigorifero (a 3°-4° C) per un massimo di 12 ore: una volta acquistata, conviene quindi consumarla o utilizzarla per la preparazione del ragù in tempi brevi. Nel caso delle fettine di carne bovina, i tempi sono un po’ più lunghi: si parla di 3-7 giorni (sempre in frigorifero a 3°-4°C); per la carne bianca l’indicazione è di 1-5 giorni. Il pesce fresco dev’essere sempre consumato entro 1-3 giorni, ma è necessario riporlo nella zona più fredda del frigorifero (nei ripiani più alti), perché l’indicazione è di conservarlo a una temperatura di 1°-2° C.

Conservare le prime pappe: i cibi da non congelare

“I fattori che influenzano maggiormente la conservabilità di un alimento sono il contenuto di acqua e di grassi: una maggior quantità di acqua e grassi corrisponde a una minor conservabilità”, conclude l’esperta. “Ecco perché alcuni alimenti – ad esempio, maionese, salse a base di uova, creme, besciamella, budini, uova sode e verdure con un contenuto molto alto di acqua – non sono adatti per essere congelati”.

 

di Giorgia Cozza

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