Stitichezza | Io e il mio bambino

23 settembre 2010

Stitichezza

Stitichezza

I pediatri parlano di stitichezza vera e propria quando il bambino si scarica meno di tre volte la settimana, almeno una volta su quattro deve compiere uno sforzo doloroso nel defecare e, una volta su quattro, forma feci molto dure di forma sferica. La stipsi si caratterizza anche per il fatto che, nonostante lo stimolo, il bambino ha difficoltà a evacuare, e prova dolore e tensione a livello anale. Spesso, nelle feci si trovano piccole perdite di sangue rosso vivo perché, a causa della loro durezza, le feci creano minuscoli tagli sulle pareti dell’ano, chiamati ragadi. Il dolore che prova nel defecare fa sì che il bambino trattenga ancor di più la scarica; inoltre, se abitualmente stitico, il bimbo soffre di meteorismo e ha ammassi di feci nella parte inferiore dell’addome.

Se si escludono rari casi di malattia, le cause di stipsi nei bambini sono il tipo di alimentazione e la ritenzione volontaria delle feci.
1. L’alimentazione – Scarsa assunzione di liquidi, inadeguato consumo di frutta e verdure, insufficiente apporto di cibi ricchi di fibre: sono queste le principali cause della stitichezza. Gli alimenti ricchi di fibre, in particolare, sono importanti perché, non essendo digerite, rimangono nell’intestino, trattengono l’acqua e creano il volume necessario per sollecitare l’evacuazione.
2. Le tensioni emotive – Verso i 2 anni, il bambino può vivere la perdita delle feci come la perdita di una parte di sé e quindi come un avvenimento da evitare o almeno da ritardare il più possibile. Non solo: un trasloco, l’inserimento all’asilo, la nascita di un fratellino sono tutte situazioni di stress che possono provocare stitichezza nel bambino, che inconsapevolmente attira così l’attenzione su di sé. In altri casi, il bambino sviluppa la stitichezza perché si trova in un ambiente nuovo come quello dell’asilo o della scuola e non si sente a suo agio nell’usare la toilette dove sono presenti altri bambini. Per questo trattiene le feci e, a volte, anche l’urina.
3. Le malattie – Febbre e vomito possono causare disidratazione e conseguentemente stitichezza. Le ragadi, spesso conseguenza della stitichezza, possono esserne, a loro volta, la causa: il bambino si trattiene per evitare il dolore che prova nel rilasciare le feci. In caso di stitichezza leggera.
• Se il piccolo è allattato al seno, spesso la stitichezza deriva dall’alimentazione della mamma, che beve troppo poco o non consuma cibi ricchi di fibre e mucillagini che facilitano l’evacuazione. Cambiando l’alimentazione della mamma, cessa anche la stitichezza del lattante. La stipsi del bambino allattato al seno può anche essere un segno che mangia poco: la mamma ha meno latte di quanto creda. Per risolvere questo dubbio basta pesarlo: se non cresce regolarmente, il latte non è sufficiente.
• Qualora il bambino sia nutrito con latte artificiale, è possibile che nel preparare la formula si usi poca acqua. Consigliandosi con il pediatra, è necessario verificare la preparazione.
• Nel caso si sia iniziato a nutrire il bambino con le pappe, gli si amministrano passati di verdure con zucchine, coste, spinaci, fagiolini e piselli. Frutta fresca a pezzi o frullata, come pere, frutti di bosco, fichi, prugne, o frutta secca, come datteri e fichi.
• Dopo i due anni, una corretta alimentazione è il modo più naturale ed efficace per sconfiggere definitivamente la stitichezza. Basterà, per esempio, arricchire l’alimentazione di fibre, quindi far sì che il menu quotidiano includa sempre cereali integrali, verdure e frutta. Inoltre, è di estrema importanza far bere al bambino molti liquidi, da sei a otto bicchieri d’acqua al giorno, escludendo però bevande gassate o dolcificate che tendono a provocare fermentazioni intestinali.
• Chi svolge un’intensa attività fisica è meno soggetto a soffrire di stitichezza. Se il bambino non ha la possibilità di stare molto all’aperto dove può correre e muoversi, deve praticare regolarmente uno sport o frequentare un centro ricreativo: l’oratorio, una palestra, una scuola di danza o la piscina. L’abitudine di sedersi davanti alla tv o al computer appena finito il pasto rende difficile la digestione ed è una delle cause principali di stitichezza.
• Si deve ricorrere ai lassativi solo dietro prescrizione del medico e nella quantità e nelle modalità da lui indicate.

In caso di stitichezza grave.
La stitichezza grave è rara. Si manifesta spesso fin dai primi giorni di vita con feci poco frequenti, gonfiori, vomito, ritardo nella crescita. In questo caso, bisogna ricorrere urgentemente al pediatra.

Quando rivolgersi al pediatra
Chiamatelo se:
• il bambino accusa un dolore molto forte alla pancia;
• il dolore è costante e dura per più di 2 ore.
• il bambino non si scarica da più di 5 giorni;
• non trattiene le feci;
• le ragadi anali sono profonde;
• c’è presenza sangue nelle feci;
• il bambino si rifiuta di usare il vasino;
• gli episodi di stipsi sono ricorrenti.

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