Sorriso bello e sano fin da piccoli, con visite e controlli ad hoc

18 novembre 2019

Sorriso bello e sano fin da piccoli, con visite e controlli ad hoc

I dentini vanno curati con attenzione, già dai primissimi mesi. Seguendo una corretta igiene orale, buone abitudini e mettendo in agenda controlli periodici con l'odontoiatra

Sorriso bello e sano fin da piccoli, con visite e controlli ad hoc

La carie è il disturbo in assoluto più diffuso al mondo. A sostenerlo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Con dati sul sorriso dei piccoli che fanno riflettere: 2 bambini su 10 soffrono di carie e un bambino su due ha un problema alla bocca. E non si tratta solo di un problema di disinformazione. O di impossibilità di affrontare delle cure. In Italia, ad esempio, la salute orale sta migliorando. Ma sono molte le persone che non fanno nemmeno una visita all’anno.

Non solo. L’ultima ricerca realizzata dal Censis, in collaborazione con Andi-Associazione nazionale dentisti italiani, ha rivelato che sono oltre 17 milioni gli italiani che non hanno mai fatto una visita odontoiatrica. Rimandando il più possibile quello che sembra essere un appuntamento poco gradito. Circa l’80% degli italiani dichiara di aver paura del dentista. Di questi, il 20% ne è addirittura terrorizzato, al punto da arrivare ad avere attacchi di panico e ansia.

Familiarizzare per non avere paura

“Oggi si consiglia di fare un primo controllo già a 1 anno di vita. O, comunque, entro i 6 mesi dalla comparsa del primo dentino”, spiega Cristina Dall’Agnola, odontoiatra a Milano. “Questo indipendentemente da eventuali problemi o dubbi dei genitori. Lo scopo è mettere in atto il prima possibile una strategia di prevenzione. E aiutare il bambino a familiarizzare con l’ambiente odontoiatrico”.

Così, dopo le prime volte, il piccolo potrà vivere questa esperienza come una visita di routine, affidandosi alle cure con il sorriso. Senza tensioni e paure che possono invece svilupparsi se la prima esperienza coincide con un intervento d’emergenza o situazioni di dolore.

Con i piccoli bisogna saperci fare

Anche i bimbi possono essere suscettibili all’effetto “camice bianco”. E intimidirsi o bloccarsi davanti al pediatra o altri medici. Molto dipende dall’atteggiamento di mamma e papà: più sono sereni, più il piccolo si sentirà tranquillo. Anche il medico, però, ha un ruolo importante. E il suo atteggiamento può aiutare molto il bambino.

Lo stesso vale per l’odontoiatra. Che nei primi incontri può dedicare qualche minuto a “fare amicizia”. Spiegando al bambino a cosa servono le attrezzature presenti nello studio, magari con un pizzico di fantasia e un bel sorriso. Senza esagerare, però. I più piccini hanno una pazienza molto limitata. Non appena possibile, quindi, l’odontoiatra deve riuscire a conquistare la fiducia del bimbo, farlo sedere sulla poltrona e riuscire a visitarlo. 

Primi dentini e piccoli disturbi

L’eruzione dei primi dentini può essere accompagnata da disturbi di lieve entità e comunque passeggeri, specie per i molaretti. La forma piatta e tagliente dei denti anteriori ne agevola l’uscita, a differenza di ciò che accade con i molari, che sono più grandi e larghi. Gengive gonfie e infiammate, salivazione abbondante, irritabilità, sonno disturbato e, in alcuni casi, febbre, diarrea e inappetenza.

“Nel caso compaiano questi sintomi, si può applicare una crema specifica ad azione calmante. O, in alternativa, massaggiare le gengive con una garza sterile imbevuta di acqua fredda”, consiglia Cristina Dall’Agnola. Sempre efficaci, poi, gli appositi dentaruoli, da mordere per attenuare il fastidio. Ne esistono anche con un liquido refrigerante all’interno per sfruttare l’azione disinfiammante e leggermente anestetica del freddo. Utili anche i farmaci omeopatici, che sfruttano i principi attivi di alcuni tipi di erbe, come la camomilla, l’erba gatta, il timo e la calendula.

Ciuccio: non oltre i 3 anni

La maggior parte dei bimbi ricorre al ciuccio, al pollice o a entrambi. La suzione è un riflesso istintivo”, spiega l’esperta. “Il mio consiglio è di abbandonare questa abitudine non oltre i 3 anni. Per non correre il rischio che interferisca con il suo sorriso. Alterando l’allineamento dei denti e la formazione di un morso aperto anteriore, cioè denti superiori che non toccano quelli inferiori, dentini superiori sporgenti o palato stretto”.

Alterazioni poi difficili da correggere e che, invece, possono regredire spontaneamente una volta abbandonato il ciuccio. Attenzione: meglio il ciuccio del dito. Quando arriva il momento di sospendere la suzione, è molto più facile togliere l’oggetto del desiderio. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Un bel sorriso: questione di igiene e buone abitudini

Come convincere i piccoli a farsi lavare i dentini senza capricci? L’ideale è trasformare l’appuntamento con lo spazzolino in un gioco. Lasciando scegliere lo spazzolino che piace di più, magari diversificando i modelli nei vari momenti della giornata. “È importante riuscire a trasmettere fin da subito il messaggio che i denti vanno lavati dopo ogni pasto. O, se non è possibile, almeno al mattino e alla sera”, risponde Cristina Dall’Agnola.

Quello della sera, poi, è l’appuntamento più importante: pulizia accuratissima e, poi, a letto, evitando di reintrodurre zuccheri. “Severamente vietato dare ai bambini il biberon con la camomilla zuccherata o il latte, anche non zuccherato. O, peggio ancora, il ciuccio intinto nel miele”, raccomanda l’esperta. “Durante il sonno la produzione di saliva si riduce e lo zucchero si deposita più facilmente sui denti aumentando il rischio di carie. E quella da biberon è la più aggressiva in assoluto. L’educazione a un sorriso sano passa anche attraverso l’alimentazione. Meglio non abituare i più piccoli a un consumo eccessivo di dolci, caramelle e bibite zuccherate”.

Lavarsi i dentini in compagnia, con i genitori o un fratellino, può essere divertente e utile. Ai più piccoli piace emulare i grandi. E, nel farlo, possono capire meglio movimenti e durata dello spazzolamento. Ma qual è la tecnica corretta per un sorriso sano? “Lo spazzolino va mosso in verticale, dall’alto verso il basso e viceversa. Cioè dalla gengiva al dentino, sia sulla parte esterna sia su quella interna. Poi, occorre pulire la superficie masticatoria di molari e premolari spazzolando orizzontalmente, con lo spazzolino perpendicolare ai denti”. Via libera anche alle canzoncine disponibili online, con tanto di cartoni animati ad hoc per invogliare i bimbi a fare un bel lavoro.

Dentini puliti, fin dalla nascita

L’abitudine alle manovre di igiene orale inizia da lontano. Da 0 a 6 mesi è già necessario ogni sera pulire delicatamente le gengive con una garza sterile tiepida e umida. O con appositi guantini in microfibra. Così si eliminano i residui di latte e si abitua il piccolo allo spazzolino.

Da 12 a 36 mesi il bimbo deve iniziare a prendere confidenza con lo spazzolino. Ma spetta sempre ai genitori pulire i denti. Fino ai tre anni, però, niente dentifricio: il bambino non controlla perfettamente la deglutizione e potrebbe ingerirne troppo.

Da 3 a 6 anni si inizia a responsabilizzare il bambino, lasciando che si pulisca da solo i denti con un dentifricio a basso contenuto di fluoro. Sempre sotto la supervisione (e la “rifinitura”) dei genitori.

Il calendario delle visite

“Tra i 6 e i 36 mesi, si osservano soprattutto la salute delle mucose orali e delle gengive. Si verifica anche lo stato dell’eruzione dei denti da latte e dei frenuli. Questa è una valutazione che in genere viene fatta alla nascita. Un frenulo linguale corto, infatti, può trattenere la lingua impedendo un adeguato allattamento al seno e, nel tempo, una corretta pronuncia. Inoltre, un frenulo gengivale inadeguato può causare il diastema degli incisivi superiori, cioè uno spazio evidente che li separa”, spiega l’esperta.

Tra i 3 e i 6 anni si controlla che siano usciti tutti i denti da latte e se ne verifica la salute. Si accerta la mobilità del frenulo labiale superiore e si intercettano e abitudini viziate da indirizzare. Come la persistenza della suzione del dito o del ciuccio, la deglutizione atipica e l’igiene alimentare. Se necessario, si rivedono insieme al bambino le procedure di igiene orale.

Tra i 6 e i 12 anni si verificano la salute dei denti, la loro modalità di combaciamento e che la permuta sia iniziata e prosegua adeguatamente. A 6 anni, se è necessario, si può fare la prima OPT, la panoramica delle arcate dentarie.

Attenzione: i dentini soggetti a patologie vanno sempre trattati. “Il fatto che i denti da latte ‘poi cadano’ non è un buon motivo per non curarli. Un buon trattamento dei denti decidui, e la loro permanenza in bocca fino alla permuta, è un ottimo punto di partenza per la futura salute orale”, suggerisce Cristina Dall’Agnola.

Quando spuntano i dentini da latte?

I denti decidui sono 20, così suddivisi per ogni arcata dentale: 2 incisivi centrali, 2 incisivi laterali, 2 canini e 4 molaretti. Gli incisivi centrali inferiori sono di solito i primi a spuntare, tra il 3° e il 6° mese di vita. I superiori compaiono leggermente più tardi, di solito tra il 5° e il 7° mese di vita. L’eruzione degli incisivi centrali e laterali delle due arcate si completa, generalmente, entro il primo anno. In seguito, tra il 12° e il 18° mese, arrivano i primi molari decidui, tra il 18° e il  24° mese i canini e, tra il 24° e il 30° mese, i secondi molari.

La cronologia, però, può subire anche notevoli sfasamenti, con l’eruzione del primo dentino addirittura a un anno d’età. Questa eventualità non comporta in genere problemi specifici se non l’esigenza di un monitoraggio dell’evoluzione.

Prima visita: preparalo così

Quando il bambino raggiunge un’età in cui è consapevole, puoi aiutarlo ad affrontare con serenità la prima visita. Ecco i consigli dell’esperta.

  • Informalo della visita qualche giorno prima. Spiegandogli cosa farà il dentista o l’igienista e perché questo appuntamento è necessario. Il tutto con tranquillità, un bel sorriso e un linguaggio semplice. Descrivendogli anche come sarà lo studio medico e la sala con la poltrona.
  • Prendi appuntamento in uno studio specializzato in odontoiatria pediatrica. Se possibile, durante le ore mattutine, quando il bambino è più riposato.
  • Evita di dirgli di “fare il bravo” o di “non piangere”. Queste frasi potrebbero insospettirlo o, addirittura, spaventarlo.
  • A seconda del tipo di cura, evita di dire che con certezza non sentirà dolore. È meglio che il bambino sia preparato all’eventualità di avere qualche fastidio. Una bugia, anche se in buona fede, potrebbe causare sfiducia verso il genitore e il dentista.
  • Se lo desidera, permettigli di portare con sé il giocattolo o il peluche del cuore: gli darà maggiore sicurezza.

 

di Giada Salonia

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