Sonno disturbato? Arriva la fata della nanna | Io e il mio bambino

03 marzo 2016

Sonno disturbato? Arriva la fata della nanna

Sonno disturbato? Arriva la fata della nanna

Sarà che non ci sono più le mamme “mono tasking” di una volta, sarà che i bambini percepiscono tensioni e stanchezza, il fatto è che far addormentare un neonato è oggi un’impresa. Per la quale servirebbe la competenza di una vera professionista. E come per magia, la professionista è nata e il suo sito,www.lefatedellananna.it, spopola di richieste su Internet.

Il metodo relax si ispira a Tracy Hogg

Richieste di consulenza da tutta Italia, che la fata della nanna, al secolo Rondine De Luca, fatica a soddisfare. Complice, tra le voci del suo curriculum, il nome dell’americana Tracy Hogg, autrice del best seller “Il linguaggio segreto dei neonati” e inventrice del metodo “easy” per far addormentare i bambini da soli.

Come funziona “l’incantesimo”

Basta una giornata insieme alla famiglia, assicura la fata della nanna, per mettere a punto un piano personalizzato, correggendo comportamenti sbagliati e insegnando a bambini (e genitori!) ad avere il meritato riposo.

Il segreto? Nessun segreto, a ben guardare, ma i vecchi consigli della nonna: orari regolari, autonomia nell’addormentamento, una giusta dose di rassicurazioni: «E’ vero – confessa una mamma che si è servita della sua consulenza. – Sapevo anch’io quello che avrei dovuto fare con mio figlio di sei mesi, ma non riuscivo a metterlo in pratica. Rondine De Luca, dopo avermi tracciato il percorso, mi ha dato la forza per seguirlo».

Mini-corso di autostima per mamma e papà

Ma un segreto, se così lo si vuol chiamare, in realtà c’è ed è la sicurezza che Rondine De Luca riesce a infondere a mamma e papà: «E’ quello che in medicina si chiama effetto placebo: una terapia o una medicina cambia i suoi effetti a seconda dei modi e della persona che la somministra» commenta lo psicoterapeuta Fabio Sbattella. «Accudire un bambino piccolo che non dorme provoca forti emozioni e l’emozione è carica di fisicità e se c’è una persona accanto a noi che ci mette il respiro, il sorriso, lo sguardo, le mani, i processi emotivi funzionano molto meglio».

Quando “la magia” funziona

Una volta le mamme in difficoltà si affidavano alle balie: donne ricche di latte e di carezze. Anche oggi, al rientro a casa dopo una giornata di lavoro,  serve una guida: «Per aiutarci in queste situazioni ci serve una persona che ai nostri occhi sia autorevole, abbia cioè già affrontato con successo il nostro stesso problema, non una ma tante volte». E rassicuri nel difficile mestiere di genitori: «Per questo l’autorevolezza deve andare di pari passo con un atteggiamento amorevole, che incoraggia e non giudica». Questione di sguardi, di gesti, di sorrisi. Di quell’alchimia che si crea fra due esseri umani, che alcuni chiamano relazioni, altri empatia, altri ancora magia.

Alessandra Bonetti

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