Sonni un po' agitati? | Io e il mio bambino

16 aprile 2012

Sonni un po’ agitati?

Sonni un po' agitati?

ll bambino ha ormai preso un suo ritmo e tu potresti finalmente dormire un po’ di più senza interruzioni… invece continuano le alterazioni dell’equilibrio sonno-veglia post partum. “Si tratta di un’insonnia da adattamento che si presenta in seguito a condizioni di stress, come la gravidanza e l’allattamento. In genere si manifesta sotto forma di numerosi e brevi risvegli o, addirittura, impossibilità a riprendere sonno nelle ultime ore della notte“, dice la dottoressa Susanna Mondini, responsabile del Centro di Medicina del Sonno del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Il disturbo è associato a calo dell’umore, malinconia, ansia legata alle nuove responsabilità genitoriali, sintomi causati dall’alterazione dei livelli di progesterone, prolattina e cortisolo. È quindi importante mettere in pratica tempestivamente qualche accorgimento perché un sonno disturbato in termini di durata e qualità produce in breve tempo riflessi negativi sul metabolismo e sull’attività mentale.

Il rituale che aiuta

“Suggerisco di cenare almeno 2 ore prima di coricarsi e di prediligere cibi facilmente digeribili e che alimentano la produzione di serotonina – molecola concilia-sonno – come pasta, riso, latte. Fare qualche esercizio di stretching e un bagno tiepido prima di coricarsi aiuta a rilassare i muscoli; una buona lettura pronta sul comodino serve a non pensare ai problemi della giornata appena trascorsa o che si presenteranno domani”, dice la dottoressa Mondini. È molto importante cercare di mantenere orari regolari – sia per coricarsi sia per il risveglio – che tengano conto delle esigenze del bambino, ma anche del bioritmo della mamma: è importante non addormentarsi la sera accompagnando il piccolo a nanna ed evitare le sieste durante il giorno.

Le parole-mantra

Una strategia concilia-riposo è quella di ripetere nella tranquillità della propria stanza alcune sillabe, l’ideale è l’antica OM. L’esercizio va eseguito a letto, se possibile con la finestra della camera un po’ aperta per favorire il ricambio d’aria. Durante l’esecuzione, immagina un’onda che sale lentamente dai piedi al viso, concentrati sul respiro e ascoltare le percezioni. Continuare a respirare associando al respiro la ripetizione delle sillabe: bisogna inspirare poi, durante l’espirazione, pronunciare “om” buttando fuori tutta l’aria, “sentire” aria fresca che entra e aria calda che esce. Il mantra ha un potere terapeutico eccezionale. L’Università europea di ricerca Maharishi, fondata in Svizzera, lo ha dimostrato: ripetere questi semplici suoni con regolarità consente una riduzione del fabbisogno di ossigeno, e quindi del consumo energetico, che si rispecchia nel rallentarsi del battito cardiaco e della velocità di respirazione. Elementi che comportano un abbassamento della pressione arteriosa e un rilassamento muscolare progressivo che predispongono al sonno.

Temperatura e umidità

Quando fa troppo caldo o freddo diventa difficile dormire. La regolazione del ritmo sonno-veglia dipende dall'”orologio biologico” posto nel cervello che regola anche la nostra temperatura corporea: quando stiamo per addormentarci, questa si abbassa e rimane bassa durante la notte. Se invece aumenta, è difficoltoso addormentarsi e il sonno è disturbato. Cosa fare per aiutare l’orologio biologico? Controllare che nella stanza ci siano 18-20° e che l’umidità non superi il 40%. Per raggiungere l’obiettivo, occorre ricordarsi di cambiare spesso l’aria della stanza in cui si dorme.

Articolo di Maria Angela Masino

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