Sole e atopia? Binomio possibile. Parola all'esperto in 3 domande chiave
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30 maggio 2019

Sole e atopia? Binomio possibile, parola d’esperto

Sole e atopia? Binomio possibile, parola d'esperto
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Ci siamo, estate in arrivo. Mare, sabbia, cloro, sole e atopia. Come comportarsi? L’esposizione al sole, con le dovute cautele, può avere effetti positivi per tutto l’organismo, anche per i bimbi che soffrono di dermatite atopica. Una malattia infiammatoria cronica della pelle che si manifesta con rossori evidenti, forte fastidio, prurito intenso e pelle molto secca. I primi anni di vita sono quelli più critici. Verso i 3, 4 anni in genere regredisce spontaneamente. Di rado si presenta oltre la pubertà. Tra periodi di fase acuta e quelli di remissione (quando non si manifesta) condiziona fortemente la vita quotidiana di tutta la famiglia. Nel frattempo, come comportarsi per alleviare i sintomi e dilatare i periodi di remissione? Quali precauzioni adottare quando si parla di sole a atopia?

Per sostenere le famiglie interessate, torna alle Terme di Comano il consueto appuntamento con le Giornate della Dermatite Atopica. Sabato 1 e domenica 2 giugno, visite mediche gratuite per bimbi da 0 a 11 anni e consulenze per i genitori. Mediche e psicologiche. In più, informazioni sul disturbo, sulle terapie e sulla gestione quotidiana. Una due giorni ideale per sciogliere tutti i dubbi. Come quelli che riguardano l’estate, tra bagni al mare e in piscina, sabbia e sole. Per portarci avanti, abbiamo fatto 3 domande mirate a Mario Cristofolini, ricercatore delle Terme di Comano.

1. Come prepararsi alle prime esposizioni? Sole e atopia vanno sempre d’accordo?

La dermatite atopica può migliorare con l’esposizione solare. Merito delle proprietà immuno-modulatorie (che agiscono cioè sul sistema immunitario) dei raggi ultravioletti. Sole e atopia, quindi, sono compatibili e, anzi, consigliabili. L’esposizione al sole, però, è sconsigliata sotto i 12 mesi. Dopo, il piccolo può godere dei benefici del sole, ma con importanti raccomandazioni. L’esposizione deve essere graduale, nelle ore meno calde (prima delle 11 e dopo le 17) e con una protezione molto alta. Le scottature, in età pediatrica, predispongono al rischio di melanoma da adulti. Nei bambini atopici, poi, è preferibile usare creme solari specifiche e prive di profumi. Meglio preferire linee dedicate e, in generale, filtri fisici minerali rispetto a quelli chimici, che spesso danno sensibilizzazione. La sera, come doposole, un emolliente in crema. O acqua termale in spray, utile per lenire, idratare e rinfrescare la pelle.

2. Bagni in mare e piscina: come regolarsi?

Il sale sulla pelle infiammata può risultare molto fastidioso, anche doloroso, e peggiorare l’irritazione. Portare i bimbi atopici al mare, però, può regalare molti benefici. Meglio, quindi, organizzarsi per tempo. Trattando la pelle in modo adeguato in previsione delle vacanze, arrivando all’appuntamento in una fase non acuta, senza lesioni ed esiti da grattamento. Stesse precauzioni anche per la piscina: sì, a patto che la dermatite non sia in fase acuta. Un consiglio: meglio un costume in cotone, evitando fibre sintetiche ed elastici.

3. Quali prodotti scegliere per la detersione e l’idratazione?

Il cardine della terapia di base della dermatite atopica è lo skin care. Ossia un’attenta e quotidiana attenzione al ripristino e al mantenimento della barriera cutanea alterata. Nel quotidiano, non si può prescindere da una corretta detersione, fondamentale per il benessere cutaneo, come l’idratazione. In generale, meglio detergere per affinità, usando una formula in olio. Che sfrutta il potere solvente dei lipidi nei confronti dei grassi, senza che sia necessaria acqua.
Gli idratanti funzionano riducendo la secchezza cutanea e la perdita transdermica di acqua, quindi il prurito. Esistono emollienti diversi, in forme differenti. L’utilizzo varia in funzione del grado di secchezza, della sede di applicazione e dell’estensione dell’area interessata. L’emolliente ideale dovrebbe essere in grado di idratare bene la cute, calmare il prurito e la sensazione di bruciore. Non solo. Dovrebbe anche ridurre l’infiammazione, sostituire i lipidi carenti nella barriera e contrastare i microrganismi patogeni. Inoltre, non dovrebbe avere un cattivo odore, dovrebbe essere il più sterile possibile, non contenere conservanti, irritanti o allergeni topici e profumazioni. La maggior parte dei prodotti in commercio sono emulsioni più o meno fluide, creme o latti. Quelli con maggior contenuto lipidico sono indicati per l’inverno.

di Giada Salonia

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