Singhiozzo | Io e il mio bambino

23 settembre 2010

Singhiozzo

Il singhiozzo è dovuto a una improvvisa contrazione del diaframma, che spinge l’aria nei polmoni causando la chiusura delle corde vocali e producendo il caratteristico rumore. Nella stragrande maggioranza dei casi, compare senza un preciso motivo e, dal punto di vista medico, non riveste un particolare significato.
L’indigestione o uno stomaco troppo pieno possono causare la compressione del diaframma e, di conseguenza, il singhiozzo. Per lo stesso motivo, il singhiozzo si manifesta qualora si bevono troppe bevande gassate. È frequente, soprattutto, nei primi mesi di vita, poiché nel lattante il cardias, la valvola che mette in comunicazione l’esofago con lo stomaco, non è ancora del tutto sviluppata e, quindi, non si chiude perfettamente. O, ancora, il singhiozzo può comparire dopo una crisi di pianto, dopo un rigurgito o quando il bambino mangia troppo voracemente: in tutte queste situazioni ingurgita molta aria che causa il singhiozzo.
Nel caso si tratti di un lattante, per farlo cessare, si può fargli bere alcuni cucchiaini d’acqua, attaccarlo al seno per qualche secondo o dargli il biberon. Se il bambino è più grande, oltre ai rimedi indicati per i lattanti, si possono ottenere risultati pizzicando forte la punta del mignolo del bambino oppure si può dargli un cucchiaino di miele o zucchero, ripetendo il tentativo per tre volte, con intervalli di due minuti tra l’uno e l’altro, se il primo fallisse.
Da non fare assolutamente invece è chiudere il naso al piccolo per costringerlo a trattenere il respiro: in molti casi si ottiene solo l’effetto di farlo piangere disperatamente.

Quando rivolgersi al pediatra
Può essere d’aiuto interepellarlo se:
• il singhiozzo dura da più di tre ore: il tempo necessario perché lo stomaco si vuoti;
• il bambino dà segnali di sofferenza: piange, è irrequieto, ha la febbre.

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