Scarlattina | Io e il mio bambino

23 settembre 2010

Scarlattina

Scarlattina

A differenza delle altre malattie esantematiche, la causa della scarlattina non è un virus, bensì un batterio: lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A, appartenente alla stessa famiglia dei germi responsabili della tonsillite. Il batterio si diffonde attraverso un contatto diretto con il muco o la saliva del bambino infetto, con le goccioline emesse con la tosse, gli starnuti o anche solo parlando e penetra nell’organismo attraverso le mucose del naso e della bocca. A volte la scarlattina può essere trasmessa anche da oggetti usati dal bambino: giocattoli, abiti…

I periodi di massima diffusione sono il tardo autunno, l’inverno e la primavera. Raramente si manifesta sotto i 2 anni; più frequente, invece, che si contragga in età scolare.

Il periodo di incubazione della scarlattina va da 2 a 5 giorni, anche se in alcuni casi può ridursi a un unico giorno o estendersi a una settimana.

Dopo il contagio, la scarlattina si sviluppa in 4 tempi.
1. Tra il primo e il secondo giorno, la scarlattina si manifesta in modo improvviso con febbre alta che spesso arriva a 39-40 gradi, brividi, mal di testa, vomito, un forte mal di gola, tonsille ingrossate e ricoperte da chiazze bianche; le ghiandole poste sul collo e sotto le mandibole sono gonfie e doloranti. Il bambino non ha voglia di mangiare, sia per il mal di gola sia per una sensazione di nausea. Entro le prime 12-48 ore compare l’esantema, prima all’inguine poi alle ascelle e al collo e nell’arco di 24 ore si estende a tutto il corpo.

2. Dal terzo al quinto giorno la pelle si copre di minuscoli puntini rossi fitti e un po’ rilevati, che si diffondono anche sotto le ascelle, nelle pieghe dei gomiti e dell’inguine. Si estendono poi fino a creare un’unica chiazza scarlatta, da cui deriva il nome della malattia. Sulla lingua, le papille si ingrandiscono causando quella che per il suo colore i medici chiamano ‘lingua a lampone’.

3. Dal sesto all’ottavo giorno la febbre cala e il bambino sta meglio.

4. Dopo l’ottavo giorno e per un periodo di tempo piuttosto lungo la pelle comincia a desquamarsi: prima il viso poi il tronco, producendo piccole scaglie di cute di tipo polveroso. Da ultimo, la desquamazione colpisce il palmo delle mani e le piante dei piedi.

Il bambino è contagioso per tutta la durata dei sintomi. Nel caso in cui segua una terapia antibiotica, invece, cessa di essere contagioso a partire da 48 ore dopo la prima assunzione del farmaco. Per tutta la durata della malattia, poi, è bene che il bambino beva molto, soprattutto spremute di arancia, limone e pompelmo.

Quando rivolgersi al pediatra
Chiamate il pediatra se:
• il bambino perde saliva e fa molta fatica a deglutire;
• le urine del bambino diventano scure;
• dopo una settimana dall’inizio dell’esantema, la febbre inizia a salire di nuovo;
• il bambino ha male all’orecchio, ha un forte mal di testa che può fare sospettare una sinusite, ha i bronchi infiammati, ha difficoltà a respirare.
• per chiedere di far eseguire un tampone faringeo in caso di sintomi anche lievi come: mal di gola, febbricola, una lieve eruzione cutanea.

I dubbi più comuni
È vero che la scarlattina si può prendere più volte?
Poiché esistono almeno tre ceppi di batteri che possono causare la scarlattina, è possibile che un bambino si possa ammalare di nuovo. Quindi è importante consultare sempre il pediatra per decidere quale cura adottare.

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