Sarà troppo “mammone”? | Io e il mio bambino
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05 novembre 2014

Sarà troppo “mammone”?

Sarà troppo “mammone”?

Non vuole staccarsi dalla mamma, pretende che sia solo lei a fargli il bagno o a metterlo a letto, fa scene strazianti quando deve separarsene per andare al nido. Come capire se l’attaccamento alla figura materna di nostro figlio è un po’ eccessivo?

Un comportamento naturale nei piccoli

“Occorre tenere presente innanzitutto che, soprattutto sotto i 12 mesi, l’attaccamento alla mamma è un atteggiamento sano”, sottolinea la psicoterapeuta Manuela Trinci. “Una volta si parlava addirittura di ‘simbiosi’, per indicare la relazione madre-figlio, sicuramente molto speciale, che caratterizza questa prima fase di vita. In seguito, a poco a poco, dovrebbe avvenire un percorso di progressivo allontanamento, che porta il bimbo a una crescente indipendenza e autonomia”.

Un problema che nasce con le prime separazioni

E se invece ci sembra che il bimbo faccia sempre “troppa” fatica a separarsi dalla mamma? È un atteggiamento che può accentuarsi con le prime separazioni, come l’inizio del nido? “È chiaro che, più il bambino è piccolo, più l’ingresso al nido richiede un periodo di adattamento, da concordare, con attenzione, insieme alle educatrici”, afferma l’esperta. “Bisogna fare in modo che ci sia una certa continuità – se ad esempio va al nido due giorni sì e uno no, è difficile che possa abituarsi – e tener conto anche delle componenti personali del singolo bambino. Per esempio, è abituato a stare solo con la mamma per tutto il giorno oppure ha già a che fare anche con altre figure di riferimento?”.

Rivedi le sue – e le tue – abitudini

Spesso i bambini che hanno problemi di separazione dalla mamma particolarmente accentuati sono quelli in cui persiste un rapporto molto forte di dipendenza dalla figura materna: ad esempio, dormono nel lettone, oppure la mamma li imbocca ancora. “A volte è la mamma stessa, in modo non sempre consapevole, a far fatica a staccarsi dal proprio bambino”, commenta Manuela Trinci.

Fatti aiutare nelle cure quotidiane

Da questo punto di vista, gioca un ruolo molto importante il coinvolgimento del papà. “Se il bambino, fin da piccolo, è abituato a essere seguito nelle cure quotidiane sia dalla mamma sia dal papà – e magari, all’occorrenza, anche da altre figure alternative, come una nonna, una zia o una tata – sicuramente riuscirà a gestire i momenti di separazione in modo più equilibrato”.

di Francesca Mascheroni

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