Riflessi neonatali: quali sono i riflessi del neonato più comuni?
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19 ottobre 2018

Ecco tutti i riflessi neonatali più comuni

Tutti i bambini vengono alla luce con una serie di riflessi innati, che li aiutano a confrontarsi con la nuova realtà che li accoglie fuori dal pancione

Ecco tutti i riflessi neonatali più comuni

Alcuni riflessi neonatali, come quelli di suzione e deglutizione, sono fondamentali per la sopravvivenza del neonato, mentre altri sono destinati a scomparire entro le prime settimane di vita, per lasciare il posto alle azioni volontarie. “Osservando questi riflessi, detti arcaici, il pediatra ottiene importanti informazioni per valutare il sistema neurologico e lo sviluppo del piccolo”, spiega Elena Bernardini, pediatra di famiglia. Vediamo quali sono, nel dettaglio i riflessi del neonato.

I primi riflessi neonatali

Riflesso di suzione e deglutizione: il bambino, già alla nascita, possiede un fortissimo istinto. Se gli si sfiora la guancia, volta il viso e cerca con la bocca il seno, pronto per succhiare. Suzione e deglutizione sono riflessi neonatali arcaici che garantiscono la sopravvivenza del bebè: il bimbo li ha esercitati già prima di nascere, succhiando il pollice e deglutendo il liquido amniotico nel pancione della mamma.

Riflesso di prensione: è un’altra reazione già presente nella vita prenatale, quando il piccolo stringeva le dita intorno al cordone ombelicale. Dopo la nascita, si può notare questo riflesso quando si sfiora il palmo della sua manina e il piccolo afferra automaticamente l’oggetto con cui è venuto a contatto. Secondo alcuni studiosi, questa caratteristica sarebbe da ricollegare al comportamento dei primati che, appena nati, si aggrappano al corpo materno e devono tenersi attaccati mentre la madre è in movimento. Negli esseri umani, la funzione originaria sarebbe stata sostituita da un altro ruolo, comunque importante, ovvero quello di esplorare il mondo attraverso il tatto. La reazione riflessa a uno stimolo tattile nelle prime ore di vita è così forte che permette al neonato di sostenere da solo (ad esempio, aggrappandosi alle dita di un adulto) il peso del suo corpo. Questo riflesso neonatale si trasformerà gradualmente in un’azione volontaria e il bimbo imparerà ad afferrare gli oggetti per “studiarli”, scuotendoli, osservandoli, portandoli alla bocca e… assaggiandoli.

Riflesso di Moro: si attiva quando il bebè viene preso in braccio senza sostenere bene la testolina, per cui il capo si flette leggermente indietro. In questa situazione, il neonato reagisce di scatto (come se si spaventasse) stendendo il dorso, aprendo le braccia e le mani e rannicchiando le gambe. Si tratta della sua risposta a uno stimolo improvviso, che potrebbe rappresentare un pericolo.

Riflesso di marcia: è destinato a scomparire velocemente entro le prime settimane di vita. Grazie a questo riflesso, sembra quasi che il bebè “cammini”: se tenuto sospeso in posizione eretta, con i piedi che sfiorano una superficie di appoggio, il neonato muove le gambe accennando alcuni passi di marcia.

Diving-reflex (o riflesso di immersione): permette al neonato di andare in apnea se immerso nell’acqua. Questo è un riflesso neonatale collegato a una valvola che chiude automaticamente il passaggio d’aria tra la bocca e i polmoni (in pratica, il bimbo non “beve”). Secondo alcuni studiosi si tratta di un “ricordo” della vita intrauterina, per altri la reazione del neonato è paragonabile a quella di tutti i mammiferi che, se cadono in acqua, trattengono il respiro anche se non appartengono a specie acquatiche. Il diving-reflex è destinato a scomparire entro le prime settimane di vita. “Ma anche quando questo riflesso è ancora attivo, il bimbo non dovrà mai essere perso di vista durante il bagnetto“, raccomanda la pediatra.

Tra i riflessi neonatali, il “breast crawl”

Tra i riflessi neonatali, c’è anche il breast crawl (dall’inglese “strisciare verso il seno”), una competenza innata che si manifesta nei primi minuti di vita: il bebè, posato sul seno della madre, è in grado – guidato solo dall’istinto e aiutato dall’olfatto – di dirigersi verso il capezzolo e di iniziare a succhiare il colostro. Affinché questa competenza possa manifestarsi, è però necessario che il piccolo, subito dopo la nascita, sia posato sul petto della madre – pelle a pelle – e lasciato tranquillo, senza interferenze esterne (anche il bagnetto dovrebbe essere rimandato a un momento successivo).

di Giorgia Cozza

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