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21 dicembre 2018

Bebè: le 5 regole dʼoro per il suo benessere

Bebè: le 5 regole dʼoro per il suo benessere

Durante l’attesa molti futuri genitori, mese dopo mese, iniziano a immaginarsi il loro bambino, provando a proiettarsi in un quotidiano scandito dalle abitudini e dai ritmi modellati sulle esigenze del nuovo arrivato. Durante questo esercizio di fantasia, tutti sperano che il loro piccolo nasca sano e forte, che sia tranquillo, che mangi a sufficienza e senza problemi. E che dorma, profondamente e a lungo. Quando il bebè arriva davvero, però, una cosa è subito chiara: ogni piccino è fatto a modo suo e, in genere, non tarda a farlo capire. Alcuni sembrano non voler dormire mai, piangono spesso e sembrano sempre affamati. Altri appaiono particolarmente tranquilli, mangiano poco e vanno spesso sollecitati: sono i neonati “sonnolenti”.

Strategie per il suo confort

family-healthComportamenti inusuali o che si discostano molto dall’idea di neonato che si era formata durante l’attesa, preoccupano profondamente i neogenitori, che non riescono a capire se il piccolo sta bene, se si alimenta correttamente, se qualcosa di quello che fanno per accudirlo è sbagliato. Una volta escluse eventuali concomitanti problematiche di salute, confrontandosi in prima battuta con gli esperti del punto nascita subito dopo la dimissione o, se già assegnato, con il pediatra, ci sono alcune regole d’oro per valutare e tutelare al meglio il benessere del bebè.

1. Controllare il pannolino. Per capire se il bimbo assume abbastanza latte, se è ben idratato, non basta basarsi solo sulla durata e sul numero delle poppate, soprattutto quando il piccolo è allattato al seno e non si ha la certezza di quanto latte ha bevuto. Per essere tranquilli bisogna monitorare la diuresi e il numero di scariche nelle 24 ore in base a precisi parametri (vedi tabella).

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2. Riconoscere in tempo i “segnali di fame”: il pianto è un segnale tardivo e un bambino innervosito e agitato difficilmente
riuscirà ad attaccarsi e a poppare serenamente. Quando il bebè ruota il capo a destra e sinistra come se cercasse il seno, se porta le mani alla bocca e apre e chiude gli occhi, vuol dire che ha fame. Prima si risponde alla sua richiesta, più tranquillo sarà durante la poppata e più facilmente assumerà tutto il latte di cui ha bisogno. Al contrario, se non sembra interessato e, addirittura dorme, sarà improbabile riuscire a nutrirlo. Per stimolarlo o svegliarlo, è possibile provare a massaggiare delicatamente braccia, gambe e dorso.

3. Incoraggiare l’alimentazione con latte materno. Se il neonato si mostra svogliato o appare nervoso e fatica a prendere il seno spontaneamente, si può provare a spremere qualche goccia di colostro affinché ne senta odore e sapore e vedere se questo lo aiuta. Se non basta, non bisogna rinunciare a nutrirlo con il latte materno, ricorrendo alla raccolta con il tiralatte e offrendolo con il biberon fino a quando il bebè non popperà da solo.

4. Favorire il contatto pelle a pelle, appoggiando il neonato con il pannolino direttamente sul petto della mamma. Senza timori, perché il calore del corpo materno garantisce la corretta temperatura a quello del neonato. In questo modo si rafforza il legame, aumenta la sintonia e la mamma impara a riconoscere precocemente il desiderio del piccolo di poppare. Non solo: il contatto di pelle favorisce la colonizzazione batterica del bebè con i batteri “buoni” della mamma.

5. Non coprire troppo il neonato, specialmente quando appare molto tranquillo. Il calore ha un effetto sedativo, indesiderato quando si avvicina l’ora della poppata.

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