Raffreddore | Io e il mio bambino

23 settembre 2010

Raffreddore

Raffreddore

I raffreddori nei bambini sono più frequenti che negli adulti. Al di sotto dei 5 anni, è abituale che i piccoli si ammalino anche cinque o sei volte all’anno: non hanno ancora un valido sistema di difesa contro le infezioni e, frequentando l’asilo, è facile che siano contagiati. Inoltre, il bambino che dorme poco e si alimenta in modo scorretto è più esposto alle malattie da raffreddamento. Infatti, in risposta allo stress, le ghiandole surrenali liberano alcune sostanze che riducono l’attività del timo, la ghiandola che ha il compito di difendere l’organismo dalle infezioni.

Sintomi classici sono irritazione della gola, naso chiuso, perdita di liquido dal naso, starnuti, bruciore agli occhi, ingrossamento dei linfonodi del collo. Il raffreddore ha un periodo di incubazione di 2-4 giorni, dopodiché si manifestano i primi sintomi: starnuti, naso chiuso, secrezioni liquide dal naso ed irritazione della gola, che durano circa una settimana. Tosse e raucedine sono presenti nel 30-40 per cento dei casi, e possono durare 2-3 settimane, mentre mal di testa e altri sintomi generali non sono sempre presenti o evidenti come nel caso delle infezioni da virus dell’influenza. La febbre spesso non è presente e se compare in genere non è elevata e dura meno di 3 giorni. I sintomi peggiorano rapidamente nel 2°-3° giorno di malattia e durano circa una settimana, ma nei bambini più piccoli l’infezione può durare oltre 14 giorni.

II raffreddore è molto contagioso. Per essere infettati, a volte, è sufficiente respirare le goccioline contenenti il virus che vengono disperse nell’aria attraverso la tosse e gli starnuti, oppure basta stringere la mano di una persona raffreddata e strofinarsi poi gli occhi o il naso con le dita o anche toccare oggetti contaminati: giocattoli, maniglie, asciugamani, mobili…Non esistono in commercio dei farmaci specifici e adatti a curare il raffreddore. Si possono però mettere in atto alcuni accorgimenti per alleviarne i sintomi. Tra questi il più importante è quello di tenere pulito il naso del bambino.
Ecco, di seguito quanto consigliano gli esperti:

1. In caso di secrezioni abbondanti e chiare: il naso va tenuto pulito aspirando il muco piuttosto che soffiando con forza perché, in tal caso, si rischia di spingere la secrezione dentro l’orecchio e nelle cavità del naso. Per rimuovere il muco, lo si può aspirare con una pompetta di gomma con la punta di plastica trasparente. Si acquista in farmacia e nei negozi per la prima infanzia

2. In caso di naso chiuso con poche secrezioni o muco secco: si fa sdraiare il bambino, con la testa lievemente più bassa del tronco e si ammorbidisce il muco introducendo con molta cautela, con una pompetta, nelle narici del bambino, una soluzione fisiologica tiepida (si prepara facendo sciogliere 2 cucchiaini di sale fino da cucina in mezzo litro d’acqua). Dopo pochi minuti, con la pompetta, si aspira il muco oppure lo si pulisce con un fazzoletto. Il trattamento va ripetuto più volte al giorno.

3. In caso di febbre oltre i 38 gradi: può essere necessario somministrare farmaci antinfiammatori, ma solo su prescrizione del pediatra.

4. Per alleviare il mal di gola: con i bambini di età superiore ai 4 anni, risultano efficaci gargarismi con acqua salata.

5. Per alleviare i sintomi della tosse: si deve tenere umida l’atmosfera della stanza, facendo bollire una pentola d’acqua o installando un umidificatore.

6. In caso di occhi rossi: si sciacquano frequentemente con batuffoli di cotone inumiditi in acqua bollita. Quando rivolgersi al pediatra
Chiamatelo se:
• il bambino respira con fatica e la situazione non migliora dopo aver pulito il naso;
• il bambino ha il collo rigido o un forte mal di testa;
• vomita ripetutamente;
• ha forti dolori addominali;
• il bambino ha mal d’orecchie, di gola o alle cavità paranasali;
• il bambino ha febbre alta (più di 38 gradi) da 3 giorni;
• è un lattante e non si riesce a liberargli il naso dal muco;
• il muco nasale è giallo da più di 24 ore o è presente da più di 15 giorni;
• il muco nasale contiene sangue;
• la pelle sotto il naso è screpolata o coperta di croste;
• gli occhi sono arrossati, lacrimano e presentano una suppurazione giallognola;
• dopo una settimana il raffreddore non accenna a migliorare;
• l’infezione si è estesa ai seni delle ossa nasali o a quelli delle frontali causando mal di testa e sinusite;
• oppure, l’infezione interessa i bronchi, la trachea e l’orecchio;
• il raffreddore si ripete con molta frequenza nell’arco dell’anno.

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