Quinta malattia | Io e il mio bambino

23 settembre 2010

Quinta malattia

Più frequente in primavera, la quinta malattia – o megaloeritema infettivo polimorfo – rientra nelle malattie esantematiche. È causata da un virus, il Parvovirus B19, e colpisce in particolare i bambini in età scolare. Ciò nonostante, è raro che si verifichino vere e proprie epidemie negli asili o nelle scuole dal momento che il virus è poco contagioso e, comunque, lo è soltanto nei giorni immediatamente prima della comparsa dell’esantema, per poi cessare di esserlo nel periodo durante il quale permangono le macchie sulla pelle del bambino.

Il virus penetra attraverso le mucose delle vie respiratorie superiori; si trasmette quindi attraverso la saliva, il muco, gli starnuti o anche semplicemente parlando. In genere si manifesta dopo un periodo di tempo che va dai 4 ai 14 giorni e il periodo di incubazione è di circa 7-28 giorni dal momento del contagio, durante i quali il bambino non presenta alcun sintomo.

Sintomi della quinta malattia sono, inizialmente, mal di gola, febbricola e stanchezza. Dal terzo giorno le guance appaiono molto arrossate e calde al tatto, mentre la pelle sul mento, sulla fronte e intorno alla bocca, è pallida. Successivamente compaiono sul tronco, le natiche e gli arti superiori e inferiori macule-papule, cioè macchioline lievemente rilevate al tatto, di colore rosso. Le macchie, dai contorni irregolari, si diffondono alle spalle, al tronco e nel giro di una decina di giorni sul lato esterno delle braccia e delle gambe e sulle natiche. Spesso provocano prurito. Possono durare da 2 a 40 giorni e non danno desquamazione.

Ma non sempre i sintomi della malattia sono così evidenti. Per questa ragione la quinta malattia spesso non viene diagnosticata e può essere scambiata per un’orticaria provocata da una reazione allergica. Tuttavia, una volta contratta l’infezione da Parvovirus B19, il bimbo è immune da un secondo eventuale contagio.

La durata della quinta malattia è in media di 11 giorni, ma può variare da un minimo di 2 giorni a un massimo di 4-5 settimane. Non è necessario sottoporre il bambino a una terapia particolare, ma bisogna avere qualche riguardo circa l’alimentazione, che deve essere leggera. Se il prurito è fastidioso si possono applicare sulla pelle degli asciugamani bagnati con acqua fredda.

Quando rivolgersi al pediatra

Ecco in quali casi può essere necessario rivolgersi al pediatra:

• il bambino assumeva farmaci nel periodo immediatamente precedente il manifestarsi della malattia,
• la febbre si alza,
• ha forte prurito.

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