Proteine: non esagerare! | Io e il mio bambino
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05 dicembre 2018

Proteine: non esagerare!

Sono fondamentali per la crescita, è vero. Ma spesso le proteine che diamo ai nostri bambini sono troppe. Ecco come regolarsi e gli errori da evitare

Proteine: non esagerare!

L’omogeneizzato di carne, poi la minestrina, con l’aggiunta di un cucchiaino di grana, per dare “più sostanza”… Le proteine sono i mattoni fondamentali del nostro corpo e di certo i bimbi ne hanno bisogno nella loro dieta quotidiana, ma in che misura? Oggi se ne danno troppe, avvertono gli esperti. E il rischio è di favorire il futuro sovrappeso del bambino.

Per i più piccoli, latte di mamma o formula

“Nei primi sei mesi di vita l’unico alimento di cui il piccolo ha bisogno è il latte materno, che è relativamente povero di proteine”, spiega Claudio Maffeis, direttore della Pediatria a Indirizzo Diabetologico e Malattie del Metabolismo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona. “Ne contiene circa 1 grammo ogni 100 ml. Quando il latte materno non è disponibile, si utilizza latte in formula che ha una concentrazione di proteine di poco superiore al latte umano. Il latte intero vaccino ne contiene molte di più, circa 3,5 grammi per 100 ml: questa, appunto, è una delle ragioni per cui si raccomanda di non somministrare latte vaccino nel primo anno di vita”.

Latte vaccinoNo nel primo anno di vita

Il fabbisogno a seconda dell’età

Superati i sei mesi, il bimbo comincia ad assaggiare i primi alimenti diversi dal latte e, parallelamente, riduce il numero di poppate quotidiane. “La quantità giornaliera raccomandata di proteine da sei mesi a un anno è di circa 1,32 grammi per chilogrammo di peso del piccolo”, dice Maffeis. “Dall’anno al compimento dei tre anni, passa a 1 grammo per chilogrammo di peso. Oltre i 3 anni è ancora più bassa”. Durante lo svezzamento, il bambino riceve proteine dalle fonti più disparate: il latte materno o in formula che continua a consumare, i cereali della pappa, la carne, il pesce, le uova, il formaggio e i vegetali, soprattutto i legumi. “Di norma dai 6 mesi all’anno di età il piccolo fa 2-3 poppate al giorno, con l’aggiunta di due pappe e della frutta”, spiega il pediatra. “La pappa di solito contiene brodo vegetale, cereali, come il semolino, un po’ di olio extravergine d’oliva e una fonte di proteine, che può essere carne, pesce, legumi, un ovetto oppure formaggio. Meglio limitarsi a uno di questi alimenti a scelta, quindi non aggiungere il formaggio alla minestrina se il bimbo mangia anche la carne o le lenticchie. Sappiamo che oggi la dieta dei bambini italiani nei primi anni di vita è troppo ricca di proteine, un fattore che può favorire futuri problemi di sovrappeso”.

Mangia pocoSarà vero?

Non solo proteine

Proteine a parte, l’alimentazione deve apportare in giusta misura tutti i principi nutritivi di cui il bambino ha bisogno. Per esempio i grassi. “Il latte materno ne è particolarmente ricco, perché i piccoli hanno bisogno di grassi in proporzione maggiore rispetto ai bambini più grandicelli e agli adulti”, dice Maffeis. “Ecco perché si raccomanda di aggiungere alla minestrina un cucchiaino di olio d’oliva. Un’altra fonte di acidi grassi e sali minerali preziosi sono i semi oleosi, come le noci e le mandorle. Ne bastano piccole quantità sbriciolate nella pappa”. Per quanto riguarda le fibre, è meglio limitarle fino all’anno di età. “Ai più piccoli si raccomanda di dare i legumi decorticati, cioè privi della parte fibrosa esterna”, spiega il pediatra. “Dopo l’anno si può progressivamente inserire la fibra sotto forma di frutta, verdura e legumi non più decorticati”. Infine, attenzione al sale, che non va mai aggiunto alle pappe dei più piccoli. “Il loro fabbisogno di sodio è pienamente coperto da quello contenuto negli alimenti”, dice l’esperto. “Un eccesso può predisporre all’ipertensione”.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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