Primi mille giorni, i più importanti per la salute del bimbo
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03 ottobre 2018

Primi mille giorni, i più preziosi per la salute del bimbo

Sono i più importanti, i più delicati, quelli che più di tutti avranno un impatto diretto sulla salute del bambino, anche futura

Primi mille giorni, i più preziosi per la salute del bimbo

Il ministero della Salute (Dipartimento Prevenzione) ha recentemente sottolineato che i primi 1000 giorni di vita sono fondamentali per un adeguato sviluppo fisico e psichico e molti interventi preventivi e/o curativi realizzati con tempestività in questa primissima finestra temporale portano a risultati di salute positivi a breve, medio e lungo termine per il singolo individuo e per la collettività. Per questo il progetto Nutripedia – InformaTi per crescere punta la sua attenzione sui primi 1000 giorni.

Di questi, circa 1/3 sono di gravidanza. Ma perché è così importante fare grande attenzione all’alimentazione e allo stile di vita in questo periodo? “Perché la vera prevenzione delle malattie che si sviluppano in età adulta inizia proprio nella pancia della mamma”, risponde Annamaria Marconi, Professore di Ginecologia e Ostetricia del Dipartimento di Scienze della salute e Direttore della Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Milano.

“Durante la gravidanza si ‘programma’ non solo il benessere del nascituro, ma anche quello dell’adulto di domani. Il ‘latte fetale’ – cioè il nutrimento del feto in utero – dipende da quello che mangia la mamma. Eccessi e carenze alimentari, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, sono in grado di determinare un ambiente poco favorevole a cui il feto deve poi adattarsi, modificando la funzione di organi e sistemi. Cambiamento che potrebbe persistere anche dopo la nascita”, spiega l’esperta.

Imparare a “giocare d’anticipo”

“Quando non si esclude una gravidanza o, addirittura, si inizia a metterne una in programma, è importante investire a lungo termine sulla salute del bebè, scegliendo di agire su abitudini e stili di vita ‘mutabili’ fin da subito”, raccomanda la ginecologa, “adottando un’alimentazione sana, integrandola con micronutrienti essenziali come l’acido folico, fondamentale per tutte le donne, non fumando, accantonando l’alcol, praticando esercizio fisico e contenendo l’aumento di peso in base al proprio indice di massa corporea, in linea con le raccomandazioni internazionali”. Certo, ad alcune è richiesto di impegnarsi un po’ di più…

“Se la donna è sovrappeso od obesa è importantissimo che cerchi di arrivare al momento del concepimento con un peso ‘normale’, afferma Annamaria Marconi. “L’obiettivo si raggiunge sia con una dieta sana, da non abbandonare più e da far diventare un’abitudine per tutta la famiglia, sia con l’esercizio fisico, che sarà un toccasana anche durante l’attesa. Per le donne che hanno patologie e prendono farmaci, poi, è essenziale confrontarsi in anticipo con il medico curante per stabilire eventuali modifiche della terapia e per cominciare la gravidanza nelle migliori condizioni di salute. Per tutte, in ogni modo, è essenziale che la gravidanza venga seguita dagli esperti regolarmente,
in modo da intercettare precocemente possibili deviazioni dalla normalità”.

Made in Italy anche a tavola

Sempre più studi evidenziano che la dieta mediterranea, patrimonio dell’UNESCO dal 2010 e diffusamente considerata un regime alimentare “protettivo” per la salute nell’età adulta, possa giocare un ruolo importante anche nei primi 1000 giorni. Uno studio eseguito su 66.000 future mamme dimostra che l’elevata aderenza a una dieta molto simile a quella mediterranea è associata a un rischio di parto pretermine ridotto rispetto a quanto osservato in donne poco aderenti o che si orientano verso una dieta di tipo “western”, cioè ricca in alimenti processati, raffinati e dolci. Una bassa aderenza nelle prime fasi della gravidanza sembra associarsi anche a un peso alla nascita più basso.

Giada Salonia

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