Più sereni e sicuri i bimbi portati addosso | Io e il mio bambino

04 maggio 2018

Più sereni e sicuri i bimbi portati addosso

La consuetudine di portare i bimbi in fasce e marsupi favorisce uno sviluppo emotivo più armonioso. Dei benefici del babywearing in termini di relazione con il genitore e di benessere del bambino, si è parlato pochi giorni fa in occasione del primo convegno italiano dedicato esclusivamente a questo tema, organizzato a Roma dalla Scuola del Portare

Più sereni e sicuri i bimbi portati addosso

La prima edizione del convegno sul babywearing si è appena conclusa, ma gli organizzatori annunciano che questo interessante appuntamento è destinato a ripetersi, a cadenza biennale, in città diverse. La seconda edizione si terrà nel 2020 a Milano per offrire l’opportunità ai genitori di saperne di più e agli operatori del settore materno-infantile di approfondire vari aspetti di questa modalità di accudimento. “L’idea di un convegno è nata proprio per far conoscere i risultati degli studi scientifici condotti sul babywearing” spiega Antonella Gennatiempo, laureata in psicologia, fondatrice e direttrice della Scuola del Portare. “Babywearing che ad oggi viene ancora visto con scettiscismo o più come un modo di trasportare i bambini che come quello che realmente è, ovvero un modo di prendersene cura favorendo il loro sviluppo”. La fascia e vari supporti per portare non sono quindi da intendersi come mere alternative a carrozzina e passeggino, da utilizzare solo per la passeggiata. “La fascia è un vero e proprio strumento d’amore” sottolinea l’esperta, “che grazie al contatto e al contenimento favorisce uno sviluppo cognitivo ed emotivo più armonioso. D’altronde il portare offre la risposta a un bisogno primario del neonato, quello di contatto e vicinanza con il genitore”.

Tanti benefici per il bambino

Il bimbo portato in fascia fa esperienza del mondo da una posizione privilegiata. Fasciato al corpo del genitore riceve una ricca gamma di stimoli sensoriali che ne favoriscono la maturazione cognitiva. Ma non solo. “Studi effettuati nel campo delle neuroscienze sostengono che il contatto favorisce le basi per un attaccamento sicuro”, spiegano Antonella Gennatiempo e Guido Viola, neuropsicomotricista dell’età evolutiva e osteopata. “Il contatto pelle a pelle a la fascia offrono al nostro corpo informazioni e stimolano la produzione di ormoni positivi – quali serotonina e dopamina – che contribuiscono allo sviluppo di un temperamento più controllato nell’infanzia, ma anche successivamente quando il bambino sarà un giovane adulto. Grazie alle ultime ricerche di psiconeuroendocrinoimmunologia oggi riusciamo a comprendere l’importanza di un contatto dolce, amorevole e sicuro, come quello offerto dalla fascia e dalla consuetudine di portare i bimbi”.

Perché piace il babywearing?

Negli ultimi anni la consuetudine di portare i bimbi ha conosciuto una grande espansione. Fasce, mei-tai, marsupi stanno conquistando un numero crescente di genitori. Tra i vantaggi di questa scelta ci sono sicuramente quelli pratici, dato che la mamma si prende cura del suo bambino e allo stesso tempo ha le mani libere per dedicarsi ad altro. Fuori di casa poi, con il piccolo nella fascia ci si sposta agevolmente per la città, si possono fare acquisti e si può salire e scendere dai mezzi pubblici senza l’ingombro della carrozzina. Ma la comodità non è l’unica ragione che spinge i genitori ad abbracciare il babywearing e, a detta degli esperti, neppure la principale. “Credo che il babywearing sia così evocativo, stimoli una risposta profonda nel genitore, perché risveglia una memoria genetica, una memoria della specie che ci ha visto all’origine dei tempi genitori portatori, che si spostavano con i loro cuccioli sempre addosso”, considera Antonella Gennatiempo. In pratica sarebbe una sorta di eredità ancestrale, iscritta nelle nostre cellule, a farci apprezzare la consuetudine di portare i bimbi. “E per quanto riguarda i benefici per la relazione”, continua l’esperta, “sappiamo che con il nostro bimbo addosso è più facile entrare in sintonia, intuire i suoi bisogni grazie ai linguaggio non verbale dettato dagli ormoni dell’amore”.

Piccoli prematuri fasciati al corpo del genitore

La fascia può rivelarsi una preziosa alleata anche per le famiglie premature, ovvero per quei genitori e quei bimbi che hanno vissuto la difficile esperienza di una nascita pretermine. Per il periodo in cui il bimbo è ricoverato in ospedale sono ormai noti da tempo i benefici terapeutici della Kangaroo Mother Care, ovvero del contatto pelle a pelle con il genitore. Posato sul petto della mamma il bimbo si verifica una sincronia termica che permette al piccolo di risparmiare energie preziose per crescere, i parametri vitali si regolarizzano, l’avvio dell’allattamento è favorito. “E soprattutto il bonding con il genitore è facilitato” sottolinea Antonella Gennatiempo. “Dopo la dimissione dall’ospedale, i genitori hanno bisogno di un po’ di tempo per recuperare fiducia nelle proprie competenze e sintonizzarsi con il loro piccino, senza la mediazione di figure mediche. In questo può aiutarli il portare, inizialmente con una fascia elastica che è quella che più di tutte ricrea una condizione simbiotica. La fascia elastica avvolge il bimbo, ma anche il genitore, dando loro modo di recuperare quel bisogno di contatto reso ancor più intenso dalla separazione improvvisa legata alla nascita prematura”.

Una consuetudine che aiuta i neopapà

Portare è piacevole per entrambi i genitori, ma per il papà può davvero rappresentare una marcia in più. “In un periodo in cui mamma e bambino hanno un rapporto ancora fortemente esclusivo, il portare aiuta il papà a entrare in relazione con il suo piccino”, sottolinea Antonella Gennatiempo. “La vicinanza fisica, il contatto, favoriscono la crescita dell’intimità e la reciproca conoscenza. Quando il neonato si muove nel supporto di stoffa, a contatto con il corpo del padre, il neopapà sperimenta delle sensazioni simili a quelle vissute dalla futura mamma, quando il bimbo si muoveva nel pancione. Tutto questo ha un impatto a livello ormonale ed influisce positivamente sull’attaccamento padre-figlio. Infine, essere portato ha un effetto calmante sul bimbo, ciò significa che anche il papà ha un modo per tranquillizzare il suo bimbo e questo lo fa sentire capace e competente. A tutto vantaggio del benessere di entrambi: padre e figlio”.

 

di Giorgia Cozza

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