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25 settembre 2018

Pidocchi, novità nei trattamenti

Tutte le strategie per combattere questi fastidiosi parassiti, dai prodotti tradizionali a un innovativo trattamento che sfrutta flussi di aria calda per debellarli

Pidocchi, novità nei trattamenti

Le vacanze sono ormai un ricordo e grandi e piccoli sono pronti a rientrare alle loro attività quotidiane. Settembre riserva novità: iniziano gli inserimenti al nido per i più piccoli, i più grandicelli rientrano in classe. Tanta gioia, ma anche qualche sorpresa poco piacevole. Riemerge, infatti, in queste settimane – come ogni anno – la pediculosi. Ecco tutti i trattamenti per i pidocchi, con un occhio alle nuove strategie.

Una stagione “a rischio”

I pidocchi proprio con l’inizio dell’autunno hanno un picco di diffusione, perché le temperature di questa stagione sono più favorevoli alla sopravvivenza del fastidioso parassita, di colore grigio-biancastro, che si nutre del nostro sangue e vive sul cuoio capelluto e sui capelli. I pidocchi pungono il capo depositando un liquido che provoca prurito e si riproducono attraverso le uova (dette lendini), non sempre facili da scovare: le lendini si attaccano tenacemente al capello, specie all’altezza della nuca e dietro le orecchie, e la loro rimozione richiede l’uso di un apposito pettinino a denti fitti.

Piccole epidemie all’asilo

La diffusione dei pidocchi tra i bambini dai 2 ai 10 anni, più che tra gli adulti, è favorita dal fatto che questo parassita, incapace di volare o saltare (come vorrebbe una falsa credenza), passa da una testolina all’altra grazie al contatto diretto dei capelli (durante il gioco, ad esempio) o per uno scambio di pettini, spazzole, mollette, cerchietti (attività molto amata dai piccoli).

Da qualche anno a questa parte, la diffusione del parassita sembra in aumento: non esistono statistiche ufficiali, ma molti dirigenti scolastici lamentano un incremento della pediculosi rispetto al passato. Le cause? Di certo, la mancanza di un presidio medico fisso a scuola, che in passato garantiva il controllo delle teste dei bambini, mentre l’attuale normativa vieta espressamente alle educatrici di asilo e alle maestre della primaria di toccare il capo dei bambini per controllare la presenza di uova. Nei nidi e negli asili, il personale scolastico si limita così a osservare se i piccoli si grattano e ad avvisare le famiglie, fornendo come supporto l’opuscolo informativo dell’Ats, l’azienda regionale di tutela della salute, che spiega come effettuare i trattamenti a casa.

Come combattere i pidocchi?

“Oggi disponiamo di trattamenti efficaci”, spiega Andrea Diociaiuti, responsabile del Centro delle Dermatosi Croniche Complesse e Genodermatosi del Bambino Gesù di Roma. “Si tratta di prodotti a base di piretrine, permetrina, alcol benzoico e, per i più grandicelli, malathion. Nei casi di resistenza ai comuni trattamenti, è possibile utilizzare il dimeticone, che non ha limiti di età e ha mostrato una buona efficacia. Inoltre, il più delle volte non si tratta di veri casi di resistenza, in quanto la persistenza di uova sul capello a più di 1 cm di distanza dal cuoio capelluto è segno di un’infestazione ormai superata. Questa informazione è spesso ignorata dai genitori, che credono di non riuscire a debellare i pidocchi dalla testa del proprio bambino”. Invece, i pidocchi morti e le lendini, che rimangono attaccati ai capelli dopo il trattamento, dovranno poi essere rimossi con l’apposito pettinino d’acciaio a denti fitti.

In arrivo un nuovo trattamento

Lozioni, shampo, l’odiato pettinino a denti stretti che tanto infastidisce i bambini: ogni mamma sa quanto la rimozione del parassita richieda tempo (il trattamento va ripetuto dopo 7/8 giorni) e un discreto dispendio economico (gli shampo specifici consigliati per gli under 6 si acquistano in farmacia e sono piuttosto costosi). Posto che, come affermano i medici delle Ats, la miglior prevenzione alla diffusione dei pidocchi è il controllo regolare delle teste dei bambini, si stanno diffondendo anche in Italia nuovi metodi di trattamento per la pedinculosi.  Si tratta di centri privati di lotta ai pidocchi, veri e propri negozi su strada, che sfruttano un macchinario ad aria calda e costante, brevettato da un’azienda americana, che promette, dopo il trattamento e il controllo da parte di un operatore specializzato, l’assoluta eliminazione dei parassiti in una sola seduta di un’ora. Si tratta di apparecchi valutati cleared dalla Food and Drug Administration americana, ovvero considerati equivalenti ad altri apparecchi già presenti nel mercato americano. Ma questo trattamento è adatto ai più piccoli? “I trattamenti innovativi proposti da questi centri non possono essere utilizzati in bambini di età inferiore ai 4 anni”, avverte il dermatologo Andrea Diociaiuti. “Non possono essere trattati tutti i pazienti che non sono in grado di collaborare e di comunicare adeguatamente la percezione di calore e di dolore. Pertanto, oltre ai bambini piccoli, anche persone con ritardo psicomotorio. Inoltre, sono controindicati in caso di dermatiti del cuoio capelluto o di ‘capelli non pettinabili’”.

 

di Francesca Amé

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