Pelle a pelle con la mamma: un pieno di salute!

14 gennaio 2016

Pelle a pelle con la mamma: un pieno di salute!

Pelle a pelle con la mamma: un pieno di salute!

Posati sul petto della mamma, pelle a pelle con lei, i bimbi appena nati vivono una situazione di intenso benessere, ma non solo. Questa consuetudine si è rivelata un importante strumento terapeutico che favorisce la salute dei neonati e, in particolare, dei bimbi nati prima del termine. Lo ribadiscono i risultati di una metanalisi della rivista Pediatrics.

Per i bebè pretermine, una pratica “salvavita”

Per i piccoli venuti alla luce troppo presto e con un basso peso alla nascita, è un vero e proprio toccasana. “Un team di ricercatori di Boston ha preso in esame più di mille studi dedicati al contatto pelle a pelle tra mamma e bebè e ne ha selezionati 124”, spiega Guglielmo Salvatori, pediatra, responsabile di alta Specializzazione in Nutrizione Neonatale dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. “I risultati evidenziano che la Kangaroo Mother Care riduce il rischio di mortalità del 36% e protegge il bimbo dal rischio di infezioni anche molto serie, come la sepsi”. Un dato importante, a dimostrazione del fatto che il contatto non offre benefici solo a livello psicologico, ma influisce in modo determinante sulla salute del piccolo. “La neonatologia moderna insegna che il genitore fa bene al bambino e il bambino fa bene al genitore”, commenta l’esperto. “Dopo una nascita prematura, il primo contatto deve avvenire il prima possibile e il più a lungo possibile. Questo vale anche per i neonati pretermine le cui condizioni non sono ancora del tutto stabili”.

 

Tanti benefici per la salute del piccolo

Ma cosa si intende per contatto pelle a pelle? “Il piccolo con indosso solo un cappellino e il pannolino viene posato sul petto della mamma”, spiega il dottor Salvatori. “Il corpo della madre funziona come un termosifone: si è visto che così il bimbo mantiene una giusta temperatura corporea, senza bisogno di incubatrice. A contatto con la mamma, il neonato è tranquillo, la frequenza cardiaca si regolarizza, l’ossigenazione è migliore e si riduce il rischio di ipoglicemia. Grazie a questa vicinanza, la neomamma produce anticorpi mirati per gli agenti patogeni che entrano in contatto con il bimbo, e questi anticorpi vengono poi passati al bebè tramite il latte materno. Secondo alcuni studi, inoltre, il contatto pelle a pelle riduce la percezione del dolore e può influire positivamente sullo sviluppo del sistema nervoso. Il risultato di tutti questi benefici di salute è che il ricovero ospedaliero diventa più breve e si riducono i casi di ri-ospedalizzazione”.

 

Così mamma e bimbo si ritrovano

Il contatto è la via per riavvicinarsi dopo la separazione della nascita per tutte le coppie mamma-bambino, e rappresenta una risorsa ancor più preziosa per chi ha vissuto l’esperienza traumatica di un parto prematuro. “Per la mamma sentire il corpicino nudo del suo bimbo, il tocco delle manine sulla pelle, è una sensazione intensa, bellissima”, dice Guglielmo Salvatori. E il bambino ritrova il battito del cuore, la voce, il profumo della mamma, si sente contenuto, protetto, rassicurato. Una situazione di intenso benessere per entrambi, che favorisce e rafforza il loro legame.

 

Un aiuto per l’allattamento

Il contatto pelle a pelle favorisce anche la buona riuscita dell’allattamento al seno. Secondo la metanalisi, aumenta del 50% la probabilità di allattamento esclusivo al momento della dimissione ospedaliera, con effetti positivi anche sulla durata delle poppate: quando mamme e bimbi possono stare vicini dopo la nascita, l’allattamento dura più a lungo.

 

Un “passo” per diventare Ospedale Amico dei bambini

Visti i benefici di salute garantiti dal contatto pelle a pelle, questa è l’accoglienza che dovrebbe essere riservata a tutti i neonati. “Infatti, uno dei dieci passi indicati da Unicef e OMS per diventare Ospedali amici dei bambini è quello di lasciare il bimbo sul petto della mamma, per almeno un’ora subito dopo la nascita”, spiega l’esperto.

 

di Giorgia Cozza

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