Pasti condivisi con il bebè oppure separati? Opinioni a confronto

28 agosto 2019

Pasti condivisi con il bebè oppure separati? Opinioni a confronto

Stare a tavola insieme è un'esperienza appagante per tutta la famiglia. Ma non sempre è possibile. Ecco le esperienze di due mamme e il parere dell'esperto

Pasti condivisi con il bebè oppure separati? Opinioni a confronto

Quando il piccolo comincia a mangiare come mamma e papà, è meglio stare tutti insieme a tavola o dedicare un momento a parte solo per lui? L’idea dei pasti condivisi è sicuramente allettante. Specialmente se il bimbo si diverte ed è interessato a quello mangiano anche gli adulti. Per qualcuno, però, il momento della pappa è molto impegnativo. E preferisce dedicarsi solo al pasto del bebè per poi godersi più serenamente il proprio. Oppure sono gli orari di lavoro a rendere impossibile mangiare tutti insieme. Ecco le testimonianze di due mamme che per il momento della pappa hanno scelto un approccio diverso. E il parere dell’esperto.

Laura: mangiamo tutti alla stessa ora

Stare tutti insieme è la soluzione che ci è venuta naturale, spiega la mamma di Laerte, 2 anni. I pasti condivisi sono un momento importante per la famiglia. È bello poterlo condividere, grandi e piccini. Già prima dello svezzamento, Laerte è stato a tavola con noi, tenuto in braccio mentre mangiavamo. Poi, quando ha iniziato a stare seduto bene ed è arrivato il momento delle prime pappe, abbiamo cominciato a usare il seggiolone. Il suo pasto era pronto prima della nostra pastasciutta. Ma la tavola era già apparecchiata e, mentre finivo di cucinare per noi, mio marito iniziava a imboccare Laerte. Poi, quando anche lui aveva il piatto davanti, alternava una cucchiaiata di pappa per il piccolo e una forchettata per sé. Chiaramente non è stato sempre facile, ma sono stata contenta di questa scelta.

Sara: prima la bimba, poi noi

Durante la settimana, al momento del pranzo noi siamo al lavoro e con nostra figlia c’è con la baby sitter, racconta la mamma di Lisa, un anno. Per la cena, da quando ha iniziato lo svezzamento, siamo organizzati così: lei mangia prima e noi ceniamo quando lei è andata a dormire. Finora questa per noi è stata una buona soluzione. Perché il papà ci tiene a passare del tempo con lei, ma rientra piuttosto tardi dal lavoro. Quindi io la faccio cenare, poi papà e bimba trascorrono una mezz’ora giocando insieme, e quando Lisa si addormenta tocca a noi mangiare. Gli unici pasti condivisi sono i pranzi della domenica. Negli ultimi tempi, la piccola ha iniziato a stare sveglia un po’ di più. Così, dopo aver mangiato la sua pappa, mentre ceniamo ci fa compagnia, seduta a tavola con noi. L’obiettivo ora è trovare un buon compromesso per l’orario della cena e, così, non dividerci più!.

Il parere del pediatra: con i pasti condivisi, la famiglia si riunisce

“La consuetudine di mangiare insieme permette a mamma, papà e bimbo di ritrovarsi dopo una giornata magari trascorsa fuori casa, per dialogare e passare del tempo in intimità”, sottolinea Leo Venturelli, pediatra di famiglia a Bergamo. Il piccolo apprende così il piacere di mangiare. E ha la possibilità di assaggiare le pietanze cucinate per tutti. La dieta mediterranea, infatti, è indicata già a partire dal sesto-settimo mese. Nella pratica quotidiana, però, ogni famiglia dovrà organizzarsi in base alla propria situazione, agli orari di lavoro dei genitori e alle esigenze di tutti. Se i pasti condivisi non sono possibili e il bambino non può attendere troppo per mangiare, si troveranno soluzioni alternative. Come quella di anticipare il pasto del piccolo e poi farlo sedere a tavola con mamma e papà.

 

di Giorgia Cozza

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