Pastelli e matite: occhio alla sicurezza | Io e il mio bambino

Pastelli e matite: occhio alla sicurezza

Pastelli e matite: occhio alla sicurezza

Centoquarantamila pastelli ritirati in ottocento negozi italiani, perché con colori tossici e potenzialmente dannosi per la salute, non conformi alle norme di sicurezza. Una notizia che non può mancare di destare preoccupazione tra i genitori, dato che le matite colorate erano destinate ai piccolissimi, bimbi della scuola materna e della primaria, che spesso portano i pastelli alla bocca.

Colori tossici, importati dalla Cina

La notizia è di ieri: nella vernice esterna della partita di pastelli fluorescenti, sequestrata dalla Guardia di Finanza e sottoposta ad analisi chimiche ad hoc, era presente una sostanza (ftalati di tipo DEHP in quantità tre volte superiore al limite consentito) che, oltre ad avere effetti cancerogeni, può causare deficit mentali nei più piccoli e danni permanenti a carico di vari organi (fegato, polmoni, reni) e dell’apparato riproduttivo. Immediato il ritiro del prodotto, importato dalla Cina e già distribuito in centinaia di negozi sul territorio italiano. Ed è stato sequestrato anche il container carico di nuove confezioni di pastelli tossici, intercettato al porto di La Spezia. La notizia è ancora più inquietante perché le matite colorate sono utilizzate da bimbi piccoli, che non solo le maneggiano (e poi portano le manine alla bocca), ma possono rosicchiare l’estremità del pastello, ingerendo direttamente le sostanze dannose.

Come scegliere il materiale scolastico

Per proteggere i nostri bambini dal rischio di entrare in contatto con sostanze tossiche dannose per la loro salute, è fondamentale acquistare solo prodotti sicuri. “Il primo passo è verificare sempre la presenza sulla confezione del marchio CE della Comunità Europea“, spiega Isabella Mori, responsabile del servizio di consulenza e tutela PIT di Cittadinanzattiva. “Questo perché i prodotti destinati all’infanzia, realizzati all’interno dell’Unione Europea, devono rispettare precisi standard di sicurezza e il marchio CE attesta la loro conformità alle normative vigenti“. “Pastelli, matite colorate e penne che presentano la marcatura CE seguono la Direttiva Europea per la Sicurezza dei Giocattoli, che quest’anno è stata modificata restringendo i limiti stabiliti per i requisiti chimici“, rassicura Natale Consonni, direttore dell’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli. “Si suggerisce, inoltre, di acquistare questa tipologia di articoli da aziende note e qualificate, rivolgendosi a negozi di fiducia. Altro punto importante sono le avvertenze e le etichette presenti sull’articolo o sul suo imballaggio, che dovrebbero essere sempre visionate e conservate dai genitori. Infine, è fondamentale la supervisione di un adulto durante l’utilizzo di pastelli, penne, colle e altri articoli di questo tipo, per assicurare un loro uso corretto da parte dei più piccoli“.

Attenzione al marchio

Ma nel verificare la presenza del marchio della Comunità Europea è importante fare attenzione. “C’è un marchio molto simile che può generare confusione: le lettere sono le stesse, la C e la E, ma si riferiscono alla dicitura China Export“, sottolinea Isabella Mori. “L’unico particolare che permette di distinguere i due simboli è la distanza tra le lettere, che nel marchio della Comunità Europea è piuttosto ampia, mentre nella sigla di China Export molto ravvicinata“. E se ci si accorge di aver erroneamente acquistato o ricevuto in dono oggetti di cancelleria che non riportano il marchio CE? “Meglio evitare di farli usare ai propri bambini”, conclude l’esperta. “Quando si tratta di salute dei più piccoli, occorre prudenza“.

  • Per informazioni sulla scelta dei giocattoli: si può visitare il sito del ministero della Salute, alla pagina Sicurezza giocattoli.
  • Per saperne di più: si può consultare il sito dell’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli, www.icqglobal.com, e la sezione consumatori del sito www.cittadinanzattiva.it
  • Per riconoscere il corretto marchio CE, maggiori informazioni in questa pagina: 

Articolo di Giorgia Cozza

 

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