Osteopatia, un’alleata contro i disturbi del bebè. Un ambulatorio a Milano
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13 marzo 2019

Osteopatia, un’alleata contro i disturbi del bebè

Apre a Milano un ambulatorio di osteopatia dedicato ai più piccoli

Osteopatia, un’alleata contro i disturbi del bebè

È stato appena inaugurato un nuovo servizio all’Ospedale San Giuseppe di Milano per offrire un trattamento osteopatico sia ai piccoli prematuri sia ai bambini nati a termine, che ne hanno bisogno per prevenire o risolvere alcuni lievi disturbi dei primi mesi. Vediamo, insieme all’esperto, in quali casi l’osteopatia può giovare al bebè.

Favorisce il benessere dei più piccoli

“L’osteopatia è una medicina complementare che si fonda su conoscenze mediche tradizionali, ma non prevede l’uso di farmaci”, spiega Andrea Arcusio, osteopata e responsabile dell’Ambulatorio di osteopatia perinatale dell’Ospedale San Giuseppe, che si trova all’interno del Dipartimento di Riabilitazione Specialistica diretto dai dottori Bruno Conti e Franco Cosignani. Negli ultimi anni sono stati numerosi gli studi che hanno dimostrato l’utilità e l’efficacia di un trattamento osteopatico per i bambini nati prima del termine e per i neonati che presentano “condizioni di rischio”, legate alla gravidanza o al parto, che potrebbero associarsi ad anomalie strutturali e disfunzioni somatiche. L’osteopatia è una buona risposta anche per quei malesseri che possono presentarsi nelle prime settimane dopo la nascita, quali sonno disturbato, rigurgito frequente, difficoltà nella suzione al seno, pianto prolungato e rigidità degli arti. Nei primi anni di vita, poi, l’osteopatia può essere d’aiuto anche ai bambini che soffrono di otite ricorrente.

Un trattamento dolce, a misura di bebè

Per i bimbi che vengono alla luce nel punto nascita dell’Ospedale San Giuseppe, è il neonatologo che, d’accordo con l’osteopata, valuta la necessità di un trattamento. Il servizio, però, è accessibile anche dopo le dimissioni dal reparto e per i bambini nati in altri ospedali: basta la prescrizione medica del pediatra, con la dicitura “valutazione osteopatica” per prenotare una visita (per ulteriori informazioni, si può scrivere a: sportello.nascite@multimedica.it). Ma come funziona nella pratica? “Quando il trattamento osteopatico riguarda un neonato, l’approccio manuale è dolce e assolutamente indolore, tanto che spesso i piccoli si addormentano durante la seduta”, spiega Andrea Arcusio. E i benefici sono praticamente immediati. “La maggior elasticità delle strutture fa sì che la reazione terapeutica sia particolarmente rapida”, conferma l’esperto. “In genere, già dopo il primo trattamento si può notare un cambiamento per quanto riguarda la frequenza, l’intensità o la durata del disturbo. Spesso sono sufficienti due o tre sedute per risolvere definitivamente il problema”.

Un supporto prezioso per i bimbi prematuri

Per i piccoli nati prima del termine l’osteopatia può rivelarsi una valida alleata per favorire uno sviluppo psico-neuromotorio armonioso e fisiologico. “L’approccio manuale può migliorare la funzionalità respiratoria ed è utile in presenza di un occipite piatto, ovvero quando la testolina del bambino appare un po’ schiacciata, una caratteristica frequente nei prematuri che trascorrono molto tempo sdraiati”, dice l’esperto. L’osteopatia, inoltre, può favorire lo sviluppo complessivo del piccolo. “La prematurità predispone a un rallentamento nell’acquisizione delle varie tappe, perché lo sviluppo passa attraverso la relazione con il genitore e, durante il ricovero, il piccolo ha meno occasioni di interagire con mamma e papà rispetto a quando accade con un bambino nato a termine. Durante la seduta, l’osteopata agisce su due fronti: intervenendo direttamente e spiegando ai genitori come muovere e accudire il bimbo per favorire il suo sviluppo”.

Quando la nascita è un po’ più difficile

L’osteopatia può venire in aiuto anche dei bimbi a termine che però hanno avuto una nascita un po’ complicata. È il caso dei piccoli nati dopo un travaglio molto lungo (superiore alle otto ore) o, al contrario, troppo rapido (durato meno di due ore), dei bambini nati con cesareo perché podalici e dei gemelli. “Una valutazione osteopatica è indicata anche in tutti i casi di parto distocico, quando il bimbo si presenta di faccia o con la fronte, quando è stato necessario ricorrere alla ventosa e/o effettuare la manovra di Kristeller durante la fase espulsiva”, spiega l’esperto.

Se c’è qualche “segnale” sospetto

Ci sono anche alcune condizioni sintomatiche che rendono auspicabile una valutazione osteopatica. “Un controllo è opportuno in presenza di asimmetrie o irregolarità del cranio, sospetta o diagnosticata plagiocefalia, alterazioni posturali, rigidità degli arti e/o della colonna vertebrale, alterazioni posturali dei piedini”, spiega Arcusio. “Una valutazione è consigliata anche in presenza di un lato rotazionale del cranio preferenziale, ovvero se si nota che il bimbo tende a tenere la testa girata sempre dallo stesso lato. Durante la seduta, l’osteopata coglie l’occasione per offrire alla mamma una chiave di lettura del linguaggio corporeo del bambino. Una competenza molto utile per il genitore perché gli permette di rispondere al meglio alle esigenze del suo piccolo”.

Così risolvi i piccoli disturbi dei primi tempi

Nelle prime settimane di vita del bebè, ci sono alcuni lievi disturbi che possono interferire con il suo benessere e sono fonte di dubbi e preoccupazioni per i neogenitori. “Sonno molto disturbato, rigurgiti particolarmente frequenti, ostruzione del dotto lacrimale, pianto intenso e difficile da consolare, accentuata irrequietezza in occasione del bagnetto o del cambio del pannolino: in tutti questi casi, l’osteopatia può rivelarsi efficace per migliorare la situazione fino a risolvere definitivamente il problema”, dice l’esperto. “Non solo: l’osteopatia può essere utile anche per la buona riuscita dell’allattamento. Se il bimbo presenta difficoltà di suzione, non legate a qualche caratteristica anatomica materna, un trattamento può aiutarlo a poppare in modo corretto”.

Osteopatia in caso di mal d’orecchie ricorrente

L’otite media-secretiva è un disturbo frequente in età prescolare, legata alle caratteristiche anatomiche dell’orecchio stesso. Le ridotte dimensioni e la limitata inclinazione della tromba di Eustachio, il condotto che collega l’orecchio con il rino-faringe (la parte posteriore di naso e gola), determinano un ristagno di secrezioni che può causare l’otite. “La situazione si risolve spontaneamente con la crescita, ma nel frattempo, se il bambino soffre di episodi ricorrenti di otite, con un trattamento osteopatico si favorisce il drenaggio del muco”, spiega l’osteopata. “Intervenendo sulle cause, si riduce la comparsa del disturbo”.

 

di Giorgia Cozza

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