Neonato, anche lui ha i suoi diritti e vanno sempre rispettati

20 novembre 2019

Neonato, anche lui ha i suoi diritti e vanno sempre rispettati

In occasione della Giornata mondiale dei diritti dei bambini, ricordiamo cosa è importante garantire ai nostri piccoli, fin dalla nascita

Neonato, anche lui ha i suoi diritti e vanno sempre rispettati

Il termine “neonato” non compare mai. La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia di cui si celebra oggi il 30° anniversario non considera i più piccoli. O meglio, li fa rientrare nella più ampia categoria dei bambini e degli adolescenti, senza riconoscere loro diritti particolari. Eppure già 20 anni fa era partita da Firenze la proposta di una “Carta europea per i diritti del neonato”, mai approvata al Parlamento di Bruxelles. Oggi l’attenzione si concentra sui neonati pretermine, che hanno una Carta tutta per loro e che non sempre viene rispettata. Per tutti gli altri, i 6 diritti fondamentali di cui si era discusso sono dati in gran parte per acquisiti. Ma ora vanno mantenuti.

Carta dei prematuri, poco rispettata

Approvata dal Senato nel 2010, la “Carta dei Diritti del Bambino nato Prematuro” è stata la prima al mondo a rispondere all’appello lanciato a quei tempi dall’OMS. Ma ancora non viene rispettata in pieno. “L’articolo 4, che prevede un contatto continuo con la famiglia, non viene ancora garantito H24 da tutte le terapie intensive neonatali”, fa notare Fabio Mosca, presidente della Sin, la Società Italiana di Neonatologia che ha collaborato alla stesura della Carta. “Gli articoli successivi, che prevedono un sostegno anche psicologico ai genitori, proiettati in un mondo ignoto e inatteso, non possono essere considerati un optional”.

I 6 diritti fondamentali di tutti i neonati

Anche i neonati che nascono a termine hanno i loro diritti, se pur non riconosciuti a livello ufficiale. “Il neonato è un bambino e, quindi, per lui vale la Convenzione Onu: l’assenza del termine non mi sembra grave”, sostiene il professor Mosca, “Ormai in tutti i 418 punti nascita italiani si garantisce il rooming-in e si promuove il latte materno: si tratta di diritti acquisiti che ora vanno però mantenuti”. Da tenere a mente, anche all’uscita dell’ospedale. Ecco quali, secondo la “Carta europea per i diritti del neonato”.

  1. Diritto alla vita

Appena nato, ogni bambino ha il diritto di essere aiutato, se necessario, a sopravvivere. Se ha qualche problema deve essere rianimato prontamente. E quindi gli si deve garantire la nascita vicino o all’interno di strutture dotate di elevati standard di sicurezza assistenziale. Non dovrebbero più sussistere differenze regionali o socio economiche.

  1. Diritto a restare con la mamma

A meno che non vi sia uno stato critico di salute, il neonato ha il diritto di non subire il “furto della mamma”, cioè di non essere separato mai da lei e di restare nella stessa camera come previsto dal rooming-in. Se per ragioni di salute il neonato ha bisogno di cure particolari, deve comunque essergli garantito il conforto della famiglia e il contatto “pelle a pelle”.

  1. Diritto al latte materno

Per quanto possibile, deve essere garantito al neonato solo nutrimento che provenga dalla mamma. È stato dimostrato che nei primi giorni non ha bisogno d’altro che del colostro e in seguito del latte materno. Il principio da cui deriva questo diritto è che il latte materno rappresenta per il neonato garanzia di salute.

  1. In caso di malattia, diritto all’analgesia

Soltanto dall’inizio degli anni ’90 si riconosce al neonato la capacità di provare sofferenza come gli altri. Oggi tutti gli ospedali devono garantire il diritto alle procedure analgesiche in caso di manovre assistenziali invasive. Prima di ricevere sedativi veri e propri, ha il diritto di avere i genitori accanto. Già la loro presenza ha un forte effetto analgesico.

  1. Diritto a essere accolto e accudito

Il neonato ha diritto all’accoglienza da parte di una famiglia e della società. E questo implica prima di tutto amore e rispetto tra le mura domestiche. Ha il diritto a essere considerato una persona a tutti gli effetti. E se non c’è nessuno che possa occuparsi di lui, è lo Stato che deve farsene carico.

  1. Diritto alla salute

A ogni neonato deve essere garantito il massimo potenziale di salute. Ad esempio, ha diritto di essere messo a dormire a pancia in su perché così si riduce la probabilità della Sids, la cosiddetta morte in culla. Oppure ha il diritto di non vivere in un ambiente inquinato non solo dal fumo della sigaretta, ma anche dallo smog cittadino. O ancora ha il diritto di essere vaccinato e di viaggiare in automobile sugli appositi seggiolini.

 

di Chiara Sandrucci

 

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