Nati prematuri: ogni anno, nel mondo, sono 15 milioni

18 ottobre 2019

Nati prematuri: ogni anno, nel mondo, sono 15 milioni

Una nuova piattaforma, sviluppata dalla SIN, consentirà di garantire cure ancor più efficaci in tutte le regioni italiane

Nati prematuri: ogni anno, nel mondo, sono 15 milioni

La nascita pretermine, quella che si verifica prima del compimento delle 37 settimane di gravidanza, rappresenta la principale causa di morbilità e mortalità perinatale. Nel mondo, ogni anno, sono 15 milioni i nati prematuri. Per loro è indispensabile ma migliore assistenza possibile.

Un network per raccogliere i dati

Per garantire ai piccoli nati prematuri la migliore assistenza possibile, la Società Italiana di Neonatologia ha sviluppato INNSIN. Un network che si rivolge alle circa 240 strutture ospedaliere italiane che ospitano un reparto di patologia o di terapia intensiva neonatale.

Questo strumento consentirà di confrontare le proprie casistiche con quelle di altre strutture presenti sul territorio e dei circa 1200 centri aderenti al Vermont Oxford Network (VON). “Disporre di dati e informazioni su casi affrontati in precedenza è fondamentale per favorire interventi appropriati ed efficaci. E garantire la migliore assistenza possibile”, spiega il Presidente della SIN, Fabio Mosca.

Oltre a promuovere la collaborazione tra i network, INNSIN permetterà di implementare la ricerca, valutare gli effetti delle procedure assistenziali e identificare le aree di criticità.
“I dati raccolti potrebbero, cioè, contribuire a far emergere una variabilità degli indici di mortalità e morbilità tra le regioni e tra i singoli centri, riflettendo le differenze nell’organizzazione dei servizi di assistenza perinatale”, spiega Adele Fabiano, Dirigente Medico U.O. Neonatologia e TIN Policlinico Casilino di Roma e Componente del Comitato Scientifico del Neonatal Network della SIN (INNSIN).

Il database unico può contribuire, così, a un’adeguata programmazione dei servizi e al miglioramento delle cure in ambito clinico a tutti i livelli. Tra gli obiettivi, migliorare l’assistenza dopo le dimissioni dei nati prematuri.

L’importanza del follow-up per i nati prematuri

Il lancio della piattaforma si inserisce in un piano di raccolta dati più articolato. Che la SIN sta promuovendo allo scopo di istituire un network dedicato al follow-up. “Obiettivi sono la prosecuzione delle cure nel modo più adeguato possibile dopo le dimissioni e la diagnosi precoce di eventuali disturbi neurologici e sensoriali”, spiega Fabio Mosca.

“I numerosi progressi nell’assistenza, infatti, hanno permesso di aumentare notevolmente la sopravvivenza dei pretermine. Tuttavia, soprattutto nelle forme più gravi, la prematurità può essere associata a problematiche di tipo neurologico – come ritardo o anomalie
del neurosviluppo -, respiratorio – come broncopneumodisplasia -, o neurosensoriale – come disturbi visivi e uditivi”, spiega Adele Fabiano.

Le possibili complicazioni a lungo termine sono tra i principali motivi di preoccupazione per genitori e personale sanitario, insieme al rischio di infezioni neonatali. “Per affrontarle in maniera tempestiva, è fondamentale che ogni prematuro sia monitorato con attenzione e inserito in adeguati programmi di follow-up fino all’età scolare. O, almeno, nei primi 2 anni. La raccolta dati, in questo contesto, può essere utile per istituire programmi di intervento precoce nell’assistenza. E per fornire un adeguato counselling e supporto alle famiglie, migliorandone la qualità di vita”.

 

di Michela Crippa

Commenti