Nanna e caldo: le 8 domande delle mamme all'esperta del sonno

30 luglio 2019

Nanna e caldo: le 8 domande delle mamme

Tra pisolini che saltano e serate tiratardi, i ritmi dei bambini cambiano e dormire diventa più complicato. Per non parlare del clima e dell’eventuale cambio di lettino durante le vacanze, che possono rivelarsi faticosi. Che fare?

Nanna e caldo: le 8 domande delle mamme

Non scoraggiamoci se in estate il piccolo fatica a dormire. Nanna e caldo non vanno d’accordo. Tanto che, a volte, farlo addormentare è una battaglia dura da vincere. Ma le soluzioni ci sono. Ecco le risposte di Luana Nosetti, responsabile del Centro dei Disturbi Respiratori nel Sonno presso la Clinica Pediatrica dell’Università dell’Insubria a Varese, ai principali dubbi delle mamme.

1. Pisolino: occorre mantenerlo come a casa?

Assolutamente sì: il sonnellino non va in vacanza! Quanto più il bambino è piccolo, tanto più ha bisogno di un momento di riposo diurno per recuperare le energie. In questo periodo dell’anno, è normale e salutare che i bimbi trascorrano molte ore all’aperto. E che siano impegnati in tante attività, ma poi hanno più che mai bisogno di un pisolino compensatorio. La durata ideale è di una o due ore, all’incirca nello stesso orario. Quel che più ‘turba’ i bambini è cambiare orari ogni giorno. Meglio, dunque, evitare di farli dormire una volta alla mattina e la volta dopo al pomeriggio. I bimbi stanno bene quando hanno abitudini fisse, se pur leggermente modificate rispetto all’inverno.

2. Si può farlo addormentare dove capita o meglio tornare in albergo?

Non è necessario che il bambino dorma in un ambiente chiuso: può anche restare all’aperto. Ma in un luogo fresco e ombreggiato, possibilmente al riparo da rumori eccessivi. La luce forte ostacola l’addormentamento, così come il calore intenso del primo pomeriggio. Meglio evitare l’accoppiata nanna e caldo. No, quindi, al pisolino in spiaggia nel momento più caldo della giornata. Sì, ad esempio, alla pineta. Se si addormenta nel passeggino, la seduta andrebbe ricoperta di un tessuto traspirante di cotone. I tessuti sintetici, infatti, contribuiscono ad aumentare la temperatura corporea. I pisolini all’aperto possono essere altrettanto ristoratori di quelli nel lettino. Anche se tendono a durare un po’ di meno perché ci sono maggiori elementi di disturbo. E se non riesce ad addormentarsi, dopo pranzo ha comunque bisogno di un momento di relax. Per ‘staccare’, dedicandosi ad attività più riposanti.

3. Se salta il pisolino, è giusto tenerlo sveglio fino a cena?

È un classico estivo: il bambino non si addormenta all’ora giusta e poi “crolla” quando non dovrebbe. Al rientro a casa in macchina o nel passeggino. Tentare in ogni modo di tenerlo sveglio per non sballare gli orari è del tutto inutile. Il sonno è una necessità e, se il bimbo è stanco, va lasciato riposare anche se è il momento ‘sbagliato’. Il piccolo, infatti, deve avere la possibilità di recuperare. Piuttosto, il sonnellino dovrà essere più breve, così da cenare alla solita ora. Se il bambino è ‘dormiglione’, nessun problema: malgrado un sonnellino in ritardo, riuscirà comunque ad addormentarsi come al solito.

4. Tirare tardi la sera: in vacanza si può fare uno strappo alla regola?

Certo, basta non esagerare. Via libera, quindi, alle passeggiate dopo cena sul lungomare, a un paio di giri sulle giostre. O alle cene in compagnia degli amici, ma senza rientrare troppo tardi e senza che diventi un’abitudine. I bambini sono in grado di adattarsi ai ritmi degli adulti, ma – per compensare – il giorno dopo si sveglieranno più tardi. Così, però, si perdono le ore più belle, che sono quelle del mattino, le più indicate per la spiaggia. Il consiglio, perciò, è sempre lo stesso: evitare gli eccessi e mantenere un certo ritmo regolare, seppur “estivo”. In vacanza i bambini possono andare a letto un po’ più tardi e svegliarsi un po’ dopo. A patto che sia sempre all’incirca nello stesso orario. Bisogna evitare, dunque, di metterli a dormire una sera a mezzanotte e l’altra pretendere che si addormentino alle dieci. Per poi di nuovo portarli fuori fino all’una.

5. Si può usare l’aria condizionata nella cameretta?

Certo che si può: basta mantenere una temperatura costante sui 24°-25°. Il calore eccessivo provoca un peggioramento della qualità del sonno. Con una riduzione della durata totale, ripetuti risvegli e fasi di sonno REM – fondamentali per il benessere fisico – ridotte. Per risolvere il problema nanna e caldo, quindi, una stanza fresca è l’ideale. L’aria condizionata migliora il sonno, ma bisogna assolutamente evitare che il getto arrivi direttamente sulla culla. Il condizionatore può essere anche usato soltanto come deumidificatore, per togliere la sensazione di afa. Oppure si può utilizzare un ventilatore, sempre con l’avvertenza di non puntarlo sul lettino.

Sos caldoUsa così l'aria condizionata

6. Nanna e caldo: nella culla tutto nudo o col pigiamino?

Per un sonno sicuro, il bimbo non va mai coperto troppo, tanto più d’estate. Ma farlo dormire solo col pannolino non ha l’effetto sperato. Quando c’è tanta umidità nell’aria, il sudore non riesce a evaporare e, soprattutto nel sonno, ristagna sulla pelle del bebè, che non si “termoregola” ancora in modo efficace. Meglio, quindi, fargli indossare un body o un pigiamino leggero in cotone 100%. Che riesce ad assorbire bene il sudore ed è, allo stesso tempo, traspirante. Si potrà così, almeno in parte, evitare la “sudamina” o eritema da calore, puntini rossi pruriginosi che compaiono sul collo e nelle pieghe cutanee. Una veloce doccetta serale, poi, lo rinfresca, favorisce il sonno e, al contempo, lenisce il fastidio della sudamina.

7. Patirà il cambio di letto in vacanza?

Un certo disagio è da mettere in programma: si chiama effetto “prima notte” ed è ben noto anche agli adulti e ai ricercatori. È stato dimostrato scientificamente nei laboratori del sonno che nei primi giorni, quando si dorme fuori casa, i risvegli sono più frequenti. E al mattino ci si sente meno riposati. Questo perché i cambiamenti ambientali influenzano le fasi del sonno. L’effetto si esaurisce nel giro di pochi giorni e può essere mitigato portando con sé il lenzuolino di casa. Gli ‘odori’ del suo lettino in qualche modo possono ridurre il disorientamento. Anche il cambiamento di clima rientra tra quei fattori disturbanti ai quali, dopo qualche giorno, ci si abitua. Attenzione al letto, che non deve essere “di fortuna”: il sonno deve essere sicuro anche in vacanza.

8. Come aiutarlo ad addormentarsi quando è ancora chiaro?

Non solo nanna e caldo. Anche luce. La lunga durata delle giornate non facilita certo l’addormentamento. Un trucco che funziona è oscurare gli ambienti un po’ alla volta, per creare una rilassante penombra. Tirare le tende, accostare le persiane, abbassare in parte le tapparelle e ridurre i rumori… strategie per aiutarlo a entrare in uno stato di rilassamento. La produzione di melatonina, l’ormone che induce il sonno, è infatti ostacolata dalla luce delle lunghe serate estive.

 

di Chiara Sandrucci

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