Mughetto | Io e il mio bambino
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23 settembre 2010

Mughetto

Il mughetto è un’infezione molto comune nei neonati, che non deve destare preoccupazione perché destinata a risolversi rapidamente e in modo definitivo. Si manifesta, al principio, con piccoli puntini bianchi che compaiono all’interno della bocca: sulla lingua, sul palato e all’interno delle guance. Se trascurati, i puntini bianchi si ingrandiscono e tendono a confluire in grandi macchie e a diffondersi ad altre parti del corpo. In questo caso, può anche assumere ‘forme’ diverse: nella zona coperta dal pannolino, per esempio, può manifestarsi con una chiazza rossa e, nei casi più gravi, può originare desquamazione e piccole lesioni, solide e rilevate (il termine medico per tale situazione è intertrigine).

Il primo sintomo del mughetto è il disagio manifestato dal neonato durante la poppata. Inoltre, quando il bambino piange oppure sbadiglia, si vedono chiaramente le caratteristiche chiazze bianche all’interno della sua bocca.

A monte, un’infezione causata da un fungo, la Candida albicans, trasmessa al piccolo durante il parto dalla madre a sua volta infetta. Condizione tutt’altro che rara. La Candida albicans, infatti, prolifica sulle zone della pelle umide o macerate: la bocca, la vagina, il glande, le parti che sono a contatto con il pannolino, gli spazi tra un dito e l’altro. Anche una terapia antibiotica prolungata può facilitare la crescita del mughetto, poiché distrugge la flora batterica. Tuttavia, dato che il mughetto non attecchisce su mucose e tessuti integri, non è da considerarsi una malattia contagiosa.

L’interno della bocca e la lingua del bambino vanno puliti con una garza pulita prima immersa in una soluzione di acqua precedentemente fatta bollire e bicarbonato, nella misura di un cucchiaino per tazza. Il trattamento va ripetuto 4-5 volte al giorno, preferibilmente dopo i pasti, fino alla scomparsa delle macchie. Qualora non si ottenga l’effetto desiderato, su prescrizione del pediatra, si potrà sostituire al bicarbonato una soluzione di nistatina da utilizzare 4 volte al giorno per 1 settimana.
La terapia non interferisce con l’allattamento al seno.

Qualora il bambino, per il dolore, si rifiuti di succhiare, gli si può somministrare il latte con il cucchiaino o dal bicchiere. E ancora: va limitato al massimo il ricorso al ciuccio sia durante la giornata che durante il sonno. Va comunque disinfettato e sterilizzato ogni qual volta lo si usi. Se il mughetto è ricorrente, si può cambiare la tettarella, sostituendola con una di forma diversa e in silicone: a differenza di quanto succede con la gomma, i microbi rimangono sul silicone e non passano alla bocca. È molto importante pulire accuratamente, con un disinfettante, il seno prima della poppata e bollire bene le tettarelle qualora si usi il biberon. Se si allatta, è bene lavarsi il seno con saponi acidi, asciugandolo poi accuratamente e spargere poi un pomata antimicotica, che elimina i funghi.

Quando rivolgersi al pediatra

Chiamatelo quando:

• Il bambino oltre al mughetto ha anche febbre alta;
• Si rifiuta di mangiare;
• Nonostante le cure, il mughetto peggiora;
• Nonostante siano trascorsi 10 giorni, il mughetto non guarisce;
• Se al mughetto si accompagna un arrossamento della zona attorno all’ano: probabilmente, l’infezione da fungo si sta estendendo a quella parte. Il pediatra potrà prescrivere una crema da applicare localmente.

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