Meningite: quali sono i principali falsi miti sulla meningite?
apri modal-popupadv apri modal-popupadv

17 dicembre 2018

Meningite: sconfiggerla è possibile

Meningite: sconfiggerla è possibile

Colpisce principalmente i bambini, gli adolescenti e i soggetti con sistema immunitario compromesso. Può diventare fatale in meno di 48 ore e nel 10-20% dei casi causa danni neurologici irreversibili. Per questo è importante proteggere i propri figli nell’unico modo possibile: la prevenzione vaccinale. Come spiega in questa intervista l’avvocato Amelia Vitiello, Presidente del Comitato Nazionale Liberi dalla Meningite, il primo gruppo in Italia impegnato nel rappresentare bisogni e diritti delle persone colpite da meningite e delle loro famiglie, fondato da genitori che, come lei, hanno perso i propri bambini a causa della meningite.

Spesso si parla di meningite solo quando si presenta. Come si potrebbe migliorarne la consapevolezza?

La disinformazione, in Italia, è sicuramente un problema rilevante, in quanto può creare falsi miti nella collettività, come l’errata convinzione che i vaccini siano nocivi, o indurre la gente a sottostimare l’incidenza di questa ed altre patologie. Sarebbe opportuno, a mio parere, attivare maggiori campagne informative, spiegando con un linguaggio chiaro e comprensibile a tutti quali sono i sintomi e, soprattutto, le conseguenze (spesso letali o comunque invalidanti). La meningite, seppur rara, agisce in poche ore (dalle 12 alle 24 ore) ed è sempre una corsa contro il tempo per cercare di salvare i bambini che l’hanno contratta.

Quali sono i principali falsi miti sulla meningite?

Riguardano tutti i vaccini e sono sempre gli stessi: l’erronea convinzione che possano avere reazioni avverse, che non siano efficaci e che siano solo uno strumento per arricchire le aziende farmaceutiche. Se così fosse dovremmo smettere di prendere qualsiasi farmaco, ma dovremmo anche smettere di usare le auto, le scarpe, i cellulari e le tv… Alla base c’è un’idea sbagliata: il progresso, in ogni settore, non può essere negativo perché porta guadagno alle aziende.

Perché la sola parola “meningite” incute timore anche se, presa tempestivamente, è curabile?

La parola meningite spaventa, perché è vero che è curabile se presa in tempo, ma il problema è proprio la tempestività. Nella prima fase i sintomi si confondono con quelli di una comune influenza. Quando compaiono quelli riconducibili alla patologia specifica, spesso è già troppo tardi. Come ho detto prima, è una corsa contro il tempo, e ritengo che i nostri figli, e i figli delle generazioni a venire, non possano essere esposti al rischio della “fatalità”.

Qual è la sua personale convinzione riguardo ai vaccini contro la meningite?

Penso che questo, e i vaccini in generale, siano l’unica arma efficace contro molte patologie, perché la prevenzione tutela la salute della collettività ancor più delle possibili cure.

Pensa che le attuali strategie di prevenzione intraprese in Italia siano sufficienti?

La Legge Lorenzin ha dato sicuramente un contributo notevole, in un momento in cui le soglie delle vaccinazioni erano molto al di sotto dei livelli essenziali, tuttavia credo che si possa ancora migliorare, che la vaccinazione possa diventare una scelta consapevole e libera, non un obbligo. Ma questo potrà avvenire solo quando la collettività avrà compreso l’importanza delle vaccinazioni, superando i pregiudizi infondati che oggi inducono ancora troppi genitori ad esitare di fronte alla vaccinazione.

Commenti