Meningite meningococcica: proteggiamo i nostri bimbi

18 novembre 2019

Meningite meningococcica: proteggiamo i nostri bimbi

Per farlo, a oggi, l'unico modo è vaccinarsi. Come spiega l'esperta in questa intervista

Meningite meningococcica: proteggiamo i nostri bimbi

Rappresenta uno dei problemi più gravi in pediatria. Può diventare fatale in meno di 48 ore e nel 10-20% dei casi causa danni neurologici irreversibili. La prevenzione vaccinale, oggi, è l’unico modo per proteggere i nostri figli dalla meningite meningococcica. Come spiega l’avvocato Amelia Vitiello, Presidente del Comitato Nazionale Liberi dalla Meningite.

Come è nata l’idea del comitato Liberi dalla Meningite?

Dalla necessità di colmare quel vuoto informativo riscontrato con gli altri componenti del direttivo, genitori che come me e mio marito hanno perso il proprio figlio a causa della meningite. Siamo partiti con un obiettivo ambizioso: eradicare la meningite con una corretta campagna informativa sui rischi legati alla malattia e alla possibilità di prevenirla attraverso la vaccinazione.

Ci siamo resi conto che molti genitori non sapevano dell’esistenza della meningite. Altri erano convinti che fosse talmente rara da essere difficile il contagio. O che il vaccino fosse necessario solo per chi viaggia all’estero. Insomma, troppi falsi miti veicolati dal web che generano solo confusione… 

Cos’è l’M-Team? 

M-Team è una campagna che punta alla salute dei bambini a 360°, sotto il profilo medico, sportivo e alimentare, grazie al coinvolgimento di diverse figure di mamme. Ed ecco che ci siamo trovate a collaborare con Tania Cagnotto, nota campionessa olimpionica di tuffi, con Elena Bozzola, pediatra presso il Bambin Gesù e Sonia Peronaci, famosa foodblogger. È stata una bellissima esperienza che ci ha portato a diretto contatto con le famiglie in tre piazze italiane. A parlare dell’importanza della prevenzione attraverso la vaccinazione. E l’indispensabilità di una corretta alimentazione, insieme alla attività fisica.

Ci può raccontare in poche parole la sua esperienza?

La mia esperienza non potrei augurarla a nessun genitore, ho visto la meningite portare via la mia piccola Alessia in sole 10 ore, senza avere neanche il tempo di rendermene conto. Aveva solo 18 mesi. E la meningite non le ha lasciato scampo e non ha concesso a me di comprendere in tempo di cosa si trattasse, la corsa in ospedale è stata inutile. Purtroppo la meningite, pur essendo rara rispetto ad altre malattie è una malattia subdola, perché nelle prime ore si confonde con una comune influenza, e quando manifesta sintomi più specifici talvolta è troppo tardi per intervenire.

Cosa dovrebbe fare una mamma per proteggere il suo bambino?

Innanzitutto, in caso di dubbi, chiedere al medico, non fidarsi delle informazioni che girano via chat o in Rete. E comprendere che non sono importanti solo i vaccini obbligatori, ma anche quelli meramente consigliati. Come quelli per la meningite meningococcica.

È indispensabile che i genitori imparino ad avere fiducia nella scienza e nella medicina, abbandonando l’idea che dietro i vaccini ci siano gli interessi economici delle multinazionali. Anche le industrie calzaturiere e quelle automobilistiche hanno dei proventi eppure nessuno di noi va a piedi scalzi e senza auto! Vanno rimossi i pregiudizi.

Perché occorre vaccinare per tutti i tipi di meningococco per i quali esiste un vaccino?

Perché la prevenzione è l’unica vera arma vincente contro la meningite. Oggi che abbiamo la possibilità di vaccinare contro la meningite meningococcica A, B, C, W e Y: perché esporre i nostri figli all’eventualità di contrarre una malattia così nefasta e cosi celermente devastante? Mia figlia non ha avuto questa opportunità perché nel 2007 non esisteva il vaccino contro la meningite meningococcica di tipo B, ma oggi sarebbe imperdonabile perdere il proprio figlio, come è accaduto a me, sapendo di poterlo salvare con una semplice puntura.

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