Mal d'orecchio, cosa può segnalare | Io e il mio bambino

27 luglio 2009

Mal d’orecchio, cosa può segnalare

Mal d'orecchio, cosa può segnalare

Nella stagione invernale può capitare che i bambini lamentino mal d’€orecchio. In questo periodo, è un fastidio frequente. Può essere la conseguenza di una infiammazione dell’€™orecchio che, soprattutto nei primi tre anni di vita, rappresenta una delle più frequenti complicanze di un raffreddore. Ma può trattarsi anche di un dolore riflesso, la cui insorgenza può essere causata da un’€infiammazione alla gola o dall’€eruzione di un dentino. Se il piccolo piange per il mal d’€orecchio le cause possono essere varie e comprenderne i motivi non è sempre facile. Interpretare correttamente i sintomi è il primo passo per decidere come intervenire.

Come capire se è otite?

Quando il dolore insorge o aumenta tirando il padiglione auricolare verso l’€alto o il basso potrebbe trattarsi di un’€otite esterna, ossia di un’€infiammazione della cute che riveste il condotto uditivo esterno. Questo disturbo è chiamato anche ‘€œotite del nuotatore’€ perchè si contrae soprattutto nella stagione caldo umida, in piscina o al mare. L’€otite media, invece, ossia l’€infiammazione della cavità  timpanica, è caratterizzata da un dolore vivace e pulsante causato dalla pressione esercitata dal pus sulla membrana del timpano: si accompagna spesso a febbre e a diminuzione dell’€udito. L’€otite media compare spesso in conseguenza di un raffreddore perchè il catarro risale dalle fosse nasali all’€orecchio dove ristagna, creando il terreno ideale per la proliferazione dei germi.

Se il dolore è accompagnato da febbre, mal di gola e difficoltà a deglutire, invece, potrebbe trattarsi di un dolore riflesso, ossia di un dolore causato da una faringite o da una tonsillite e trasmesso all’€orecchio. Talvolta può succedere che il bambino provi dolore e una sensazione di orecchio chiuso subito dopo il bagnetto: la causa potrebbe essere, in questo caso, un tappo di cerume. Essendo idrofilo, a contatto con l’acqua tende a gonfiarsi, occludendo il condotto uditivo esterno. Non va, infine, trascurata l’€ipotesi che il bambino possa aver introdotto, all’€interno dell’€orecchio, un corpo estraneo.

Come comportarsi?

Se è presente un corpo estraneo nel condotto uditivo esterno è necessario recarsi al pronto soccorso o rivolgersi ad un’€otorinolaringoiatra, che dispone dell’€esperienza e degli strumenti adeguati per la sua estrazione. Anche nel caso del tappo di cerume è meglio rivolgersi a uno specialista: in questo caso è sufficiente un lavaggio con acqua tiepida del condotto uditivo, ma è preferibile che sia eseguito da una mano esperta.

Non è sempre facile distinguere un’€otalgia riflessa dal dolore causato da un’€infiammazione dell’€orecchio medio. In linea di massima, contattato il pediatra, può essere suggerito il seguente comportamento: se il bambino ha compiuto 12 mesi, non ha febbre (o la temperatura non supera i 38°) e non fuoriesce secrezione dal condotto uditivo esterno, è possibile ricorrere alla somministrazione di un antidolorifico o di un antinfiammatorio, evitando di utilizzare antibiotici nelle prime 24-48 ore. Se contemporaneamente è presente una rinite catarrale, è utile eseguire lavaggi delle fosse nasali con acqua tiepida e sale ed utilizzare decongestionanti. Va ricordato che l’€acqua è un ottimo fluidificante: occorre controllare, quindi, che il bambino beva abbondantemente.

Se, una volta finito l’effetto dell’€antidolorifico, il dolore si ripresenta o la febbre supera i 38° è necessario portare il bambino ad una visita specialistica per valutare la terapia medica più opportuna. È prudente far vedere il piccolo anche qualora abbia meno di 12 mesi. Occorre contattare lo specialista, infine, se fuoriesce secrezione dal condotto uditivo esterno: significa che è in atto un’€infiammazione dell’€orecchio esterno o medio e, nel caso di un’€otite media, è la conseguenza della perforazione del timpano.

 

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