Le coliche del neonato vanno affrontate con coccole e strumenti adatti!

10 ottobre 2019

Le coliche del neonato vanno affrontate con coccole e strumenti adatti!

Le coliche del neonato vanno affrontate con coccole e strumenti adatti!

Nei primi mesi di vita il neonato piange spesso. Lo fa per attirare l’attenzione dei genitori e per manifestare dei bisogni. Ad esempio, singhiozza perché ha fame, perché ha bisogno di essere cambiato, perché si è svegliato e si sente solo. Talvolta, però, il pianto si fa continuo e inconsolabile, in qualche modo straziante per chi lo ascolta. In questo caso può trattarsi delle coliche gassose, che sono eventi provocati dalla distensione della parete intestinale che accompagna il passaggio di bolle d’aria. Il bimbo si dimena, piega gambe e braccia, diventa rosso in volto.

La “regola del tre” detta legge

Le coliche gassose, conosciute anche come coliche del lattante, compaiono all’improvviso in bambini che hanno ottima salute e sono davvero molto diffuse. Sottostanno a quella che il pediatra Morris Arthur Wessel nel 1954 ha identificato come “la regola del tre”. Ovvero durano più di 3 ore al giorno per 3 giorni o più la settimana e per 3 o più settimane consecutive.

Come confermano gli esperti dell’ospedale Bambin Gesù di Roma le coliche colpiscono i lattanti di entrambi i sessi, di tutte le etnie e di tutte le classi socioeconomiche a partire dal secondo mese di vita e tendono a scomparire dopo il quarto mese. Le cause non sono chiare: si formulano ipotesi, come ad esempio l’ingestione di aria durante l’allattamento, ma nessuno sa dare certezze.

Tanti i rimedi da sperimentare

Una volta accertato che il bimbo piange per colpa delle coliche e non per altre ragioni, i genitori tentano di tutto per alleviare il suo disagio. Un rimedio universale, però, non esiste, nemmeno a livello farmacologico. Si procede per tentativi e spesso ciò che funziona con un bebè non ha effetto sugli altri. Solo per fare qualche esempio, si può dire che qualcuno prova a parlare al piccolo o a cantargli dolcemente una ninna nanna, mentre altri cercano di cambiare la posizione del bimbo, in modo che possa vedere quello che lo circonda da un’altra visuale. Molti, poi, portano i figli a spasso per la casa in carrozzina e altri gli fanno fare un giro in auto, sperando che il fatto di essere cullato abbia un effetto calmante. Anche la regola delle coccole sembra una soluzione, come provare a dargli un succhiotto per farlo rilassare. Qualche esperto sostiene poi che allattare il bimbo sia utile.

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Una tettarella anti colica può aiutare

L’unica cosa certa è che, se ci si affida al succhietto o al biberon per dare al piccolo il latte (materno e non) o dell’acqua, conviene scegliere strumenti studiati per ridurre al minimo la comparsa delle coliche. Come ad esempio Bottle ZERØ.ZERØ™, la nuova creazione di Suavinex. Realizzata in ossequio a recenti studi scientifici, la tettarella di questo biberon anti-colica simula il capezzolo materno nella forma, nella lunghezza e al tatto. Grazie al suo silicone ultra-morbido offre grande flessibilità e somiglianza estetica con la pelle. La bottiglia, poi, include un sacchetto anti-coliche brevettato che funziona allo stesso modo delle ghiandole mammarie, quindi si contrae in base alla suzione del bambino e non richiede aria esterna per compensare il vuoto che si forma all’interno.

Flussi diversi, che rispondono al bisogno dei bambini

Grazie a questi due elementi, il biberon propone un sistema integrato che permette di far scomparire le bollicine evitando l’ingestione dell’aria, che secondo alcuni studiosi potrebbe essere tra le cause delle coliche gassose del bambino. Come se ciò non bastasse, il nuovo biberon evita anche che l’aria ossidi il latte e distrugga i nutrienti, in particolare quelli del latte materno. Bottle ZERØ.ZERØ™, infine, è disponibile in tre diversi flussi: lento, medio e adattabile, in modo da lasciar passare più o meno liquido a seconda della forza di suzione del bambino. Proprio come il capezzolo della sua mamma.

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