Laringite | Io e il mio bambino
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23 settembre 2010

Laringite

La laringite è un’infiammazione della laringe (si trova nella parte estrema superiore della trachea e al di sotto della radice della lingua) provocata da un’infezione virale. Dato che l’apparato respiratorio può essere infettato da vari tipi di virus, può succedere che l’episodio si ripeta più volte, soprattutto durante la fine dell’autunno e durante l’inverno. Talvolta può essere la conseguenza di un’allergia: al polline, a un medicinale o a un’altra sostanza. In questi casi il disturbo tende ad apparire tutte le volte che il bambino entra in contatto con la sostanza allergizzante.

Un tipo particolare di laringite è il laringospasmo (crup o croup), che colpisce i bambini al di sotto dei 4-5 anni ed è particolarmente frequente da 1 a 3 anni. Dopo i 4 o 5 anni non si verificano più attacchi di crup perché con la crescita, le cartilagini della laringe si rafforzano, si allargano e non si ostruiscono più per un semplice rigonfiamento dovuto a una infiammazione.

La laringite esplode, in genere, durante la notte, quando il bimbo – che durante il giorno non ha mostrato alcun segno di malessere – si sveglia improvvisamente, scosso da un violento attacco di tosse, accompagnato da raucedine e, quando inspira, un suono roco. Ha difficoltà nel respirare e nell’inspirare produce un suono gracchiante. A volte, la tosse è accompagnata da febbre, comunque non elevata. La crisi può durare da pochi minuti a qualche ora e si risolve spesso improvvisamente, così come è insorta. Il quadro è impressionante e per i genitori inesperti è uno dei motivi più frequenti di corse frenetiche al pronto soccorso. Inutilmente: spesso, infatti, durante il tragitto da casa all’ospedale il piccolo migliora visibilmente e al momento della visita si sente già molto meglio. Il motivo è che il contatto con l’ambiente esterno, spesso più fresco e umido di quello di casa, dà sollievo all’irritazione. Talvolta, per qualche notte ancora, l’attacco si ripresenta e ricompaiono più o meno gli stessi sintomi degli episodi precedenti, ma raramente si prolunga per diversi giorni.

Più che ricorrere all’uso di medicine il metodo più semplice, ma spesso il più efficace per alleviare i sintomi di un attacco consiste nel portare il bambino ben coperto in bagno, chiudere porte e finestre e aprire il getto dell’acqua calda della doccia o della vasca in modo che ne respiri i vapori. In alternativa, si può portarlo in cucina e fargli respirare il vapore di una pentola di acqua calda. Per ridurre il ripetersi delle crisi, si consiglia di far dormire il bambino appoggiato su un paio di cuscini, in modo che la testa resti sollevata. In alcuni casi il pediatra può prescrivere l’uso del cortisone.

Quando rivolgersi al pediatra

In alcuni casi può essere consigliabile rivolgersi al medico. Eccoli.

• Il laringospasmo si manifesta in seguito alla somministrazione di un medicinale oppure alla puntura di un insetto.
• Le difficoltà respiratorie non si risolvono con le inalazioni di vapore caldo.
• Il bambino ha attacchi di tosse per più di un’ora.
• Ha perso conoscenza.
• Ha difficoltà a deglutire.
• Presenta febbre elevata.
• Respira con difficoltà.
• Straparla o sputa.
• Ha le labbra bluastre o scure.
• Non riesce a sostenere il capo.
• Sembra aver inalato un corpo estraneo.
• Il bambino non ha ancora compiuto un anno.
• Non beve abbastanza.
• La febbre supera i 40°C.
• Il laringospasmo si è manifestato per almeno 3 volte.

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