Risonanza magnetica? All'Ospedale Pediatrico Gaslini diventa un gioco
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05 marzo 2019

La risonanza magnetica? Al Gaslini diventa un gioco

Nell'ospedale pediatrico genovese è stata appena inaugurata una Sala Risonanza Magnetica a tema Toy Story, per rendere l'ambiente più accogliente per i piccoli

La risonanza magnetica? Al Gaslini diventa un gioco

Il mitico sceriffo Woody, Buzz Lightyear, la bella Jessie, Rex il simpatico dinosauro verde… Quando un bambino deve sottoporsi a una risonanza magnetica all’Ospedale pediatrico Gianna Gaslini di Genova trova ad accoglierlo i protagonisti di Toy Story che gli sorridono allegri dalle pareti. Un intervento di restyling realizzato da Walt Disney Company Italia, in collaborazione con DiaSorin Spa, azienda specializzata nella diagnostica in vitro.

Un ambiente allegro e colorato

Ha cambiato volto la Sala Risonanza Magnetica dell’ospedale pediatrico genovese. Quando il bambino entra, accompagnato dal genitore, ad attirare il suo sguardo e catturare la sua attenzione non sono più il lettino e il macchinario per effettuare l’esame, ma i personaggi del film Disney che occupano l’intera parete, regalando stupore e allegria. Una ventata di spensieratezza, preziosa in un momento non facile per il bambino, che è intimorito dall’ambiente ospedaliero e dall’esame che deve eseguire. L’iniziativa rientra nel “Progetto per gli Ospedali&l’Infanzia” ed è stata realizzata grazie alla collaborazione di The Walt Disney Company Italia e DiaSorin. “Accogliamo con gioia questo dono, che va esattamente nella direzione che caratterizza il nostro Istituto fin dalle sue origini, e cioè che ogni bambino affidato alle nostre cure, si senta il più possibile come a casa”, dice Pietro Pongiglione, presidente del Gaslini.

L’avventura inizia in sala d’attesa

I creativi Disney-Pixar hanno lavorato fianco a fianco con gli esperti del reparto di radiologia, e hanno studiato appositamente le immagini per creare un ambiente positivo e attraente. La scelta è ricaduta sui protagonisti di Toy Story: d’altronde, chi meglio dei giocattoli può mettere a proprio agio un bambino? Lo sceriffo, Buzz Lightyear e gli altri amici accolgono i bambini e i loro genitori già nella sala d’attesa, dove è stato collocato un pannello che rallegra l’ambiente. Una bella idea, dato che quello dell’attesa è un momento particolare: il bambino è preoccupato perché dovrà sottoporsi a un esame che non conosce e il genitore è in tensione per l’esame in sé, ma anche per i possibili risultati.

Caccia all’alieno!

Quando arriva il suo turno e il bambino varca la soglia della sala ecco la sorpresa. I giocattoli animati di Toy Story lo accompagnano e continuano a fargli coraggio. Ma non è tutto. Oltre a riprodurre i personaggi sulla parete colorata di blu, gli artisti hanno anche pensato a uno story-telling, ovvero una storia che si trasforma in un gioco per tutti i piccoli pazienti. Il bambino che deve eseguire la risonanza è invitato a partecipare alla “caccia all’alieno”, cercando i nove alieni nascosti nella sala. Il gioco si conclude con una simpatica sorpresa: un piccolo dono che ogni bambino porterà con sé come ricordo di un esame diagnostico che si è trasformato in un’avventura emozionante. “L’obiettivo è ispirare positività e creare momenti che fanno la differenza, grazie al potere ricreativo del marchio Disney, delle nostre storie e dei nostri personaggi”, commenta Daniel Frigo, amministratore delegato di The Walt Disney Company Italia.

Risonanza magnetica: una diagnosi che può preoccupare

A volte l’esame diagnostico viene effettuato per verificare l’eventuale presenza di un problema di lieve entità, ma in alcuni casi serve per monitorare una patologia importante. “Il nostro gruppo opera in un segmento molto complesso della diagnosi clinica e infettiva”, sottolinea Carlo Rosa, CEO del Gruppo DiaSorin. “Spesso l’esito di esami e test effettuati con le nostre tecnologie, se da un lato permette ai clinici di identificare velocemente la patologia e il migliore trattamento per la sua cura, dall’altro irrompe in modo cruento nell’equilibrio psicologico dei pazienti e dei loro familiari. Abbiamo aderito al progetto per il rispetto che dobbiamo ai pazienti che si trovano a fronteggiare una malattia e per esprimere concretamente il nostro contributo alla crescita del Paese, anche sotto il profilo della qualità delle strutture di cura”.

Un progetto che regala coraggio

Qualunque sia il motivo per cui un bambino si sottopone a una risonanza magnetica, la preoccupazione dei genitori si somma al suo timore. Un ambiente accogliente, colorato, a misura di bambino allevia le sensazioni negative, regala conforto e anche ottimismo. “Quella che sta rivestendo le pareti della Sala Risonanza Magnetica vuole essere molto più di una pellicola adesiva”, spiega Andrea Jacopo Fava, presidente del “Progetto per gli Ospedali&l’Infanzia”, “è un filtro tra un’apparecchiatura complessa e le angosce che suscita: la dimostrazione che la speranza può fiorire ovunque, anche all’interno di un ospedale”.

 

di Giorgia Cozza

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