Iscrizione al nido, tutto quel che c’è da sapere | Io e il mio bambino
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06 febbraio 2019

Iscrizione al nido, tutto quel che c’è da sapere

Le indicazioni per scegliere la struttura giusta e presentare la domanda per i nidi comunali nel modo corretto

Iscrizione al nido, tutto quel che c’è da sapere

A Milano il “via” è arrivato il 4 febbraio, in altre città italiane sarà possibile presentare domanda a partire dal mese di marzo. Per i genitori che desiderano iscrivere il proprio bambino a un asilo nido comunale, è il momento di informarsi. È tempo, infatti, di individuare la struttura che meglio risponde alle proprie esigenze per presentare la domanda di iscrizione al nido nei termini previsti dal proprio Comune.

Ogni Comune ha le sue scadenze

Nel capoluogo lombardo le iscrizioni si sono aperte il 4 febbraio e si chiuderanno il 28 dello stesso mese. A Roma, c’è tempo fino al mese di maggio per presentare la propria domanda. “A differenza di quanto accade per le scuole, non ci sono date stabilite a livello nazionale per la presentazione della domanda di iscrizione al nido”, spiega Aldo Fortunati, direttore dell’Area Infanzia e Adolescenza dell’Istituto degli Innocenti di Firenze. L’indicazione per i genitori è di controllare sul sito del proprio Comune o di rivolgersi agli uffici municipali per conoscere i termini previsti per le iscrizioni.

Le domande si presentano online

Ogni città ha le sue regole, ma nella maggior parte dei casi oggi la procedura d’iscrizione avviene online, tramite il sito del proprio Comune, dove si trovano tutte le istruzioni necessarie per procedere. “Se però i genitori dovessero incontrare difficoltà o ci fossero dei punti che non sono chiari, è possibile rivolgersi direttamente agli uffici comunali”, spiega il dottor Fortunati, “dove un impiegato aiuterà la famiglia a preparare la domanda”. Ricordiamo che l’ordine di presentazione delle domande di iscrizione al nido non incide sulla posizione in graduatoria, quindi non sono necessarie “corse contro il tempo” perché la propria sia tra le prime richieste arrivate.

Iscrizione al nido: la documentazione necessaria

Quando presentano la loro domanda, i genitori compilano il modulo disponibile sul sito del Comune fornendo tutte le informazioni anagrafiche richieste (età, residenza, professione). Occorre avere sotto mano anche un documento di identità dei genitori e il codice fiscale dei genitori e del bambino. Se in famiglia ci sono persone con disabilità si dovrà allegare un certificato specifico. La certificazione ISEE è necessaria per poter calcolare la retta che la famiglia dovrà pagare per usufruire del servizio.

Una domanda, più preferenze

“Al momento dell’iscrizione al nido, mentre compila la domanda online, il genitore può indicare più di una struttura, tra gli asili nido presenti sul territorio comunale”, sottolinea il dottor Fortunati. “Una volta chiuse le iscrizioni, ogni Comune procede con la stesura delle graduatorie e, prima dell’estate, alle famiglie viene comunicato se la loro domanda è stata accolta – e in quale struttura – e/o la posizione del loro bimbo nelle graduatorie”. Per quanto riguarda l’età del bambino, ci sono alcuni Comuni che prevedono la possibilità di iscrivere anche i bimbi che non sono ancora nati, per poi perfezionare la domanda dopo la nascita.

In regola con il calendario vaccinale

Requisito indispensabile per l’iscrizione al nido è quello di essere in regola con le vaccinazioni, come disposto dalla legge n. 119 del 31 luglio 2017. “I genitori certificheranno di aver seguito il piano vaccinale concordato con il pediatra e definito dalle norme di legge”, spiega Aldo Fortunati. “I responsabili del servizio verificano l’autenticità di quanto dichiarato dalla famiglia tramite l’autorità sanitaria. Nel caso in cui risultino delle irregolarità, l’iscrizione non decade, ma si procede con un provvedimento di sospensione, per cui il bambino non può frequentare l’asilo nido finché la situazione non viene risolta”.

Asilo nido, come orientarsi nella scelta?

Per presentare la propria domanda di iscrizione al nido è necessario aver individuato tra gli asili del territorio quelli che rispondono meglio alle esigenze della famiglia. Ma come orientarsi nella scelta? “È molto utile partecipare agli open day per conoscere gli educatori, valutare il progetto educativo proposto e l’ambiente”, suggerisce Aldo Fortunati. Ma se la struttura che interessa al genitore non prevede questa possibilità? “Non aprire le porte ai genitori per dar loro modo di farsi un’idea del servizio offerto, non è un buon modo di presentarsi”, considera l’esperto. “Quello dell’accoglienza è un aspetto molto importante, da tenere sicuramente in considerazione quando si valuta una struttura”.

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Un ambiente sicuro, curato e stimolante

Quando si visita un asilo nido quali aspetti è necessario prendere in considerazione per valutare la qualità del servizio offerto, ma anche dello stabile dove i piccoli trascorrono parte della loro giornata? Per quanto riguarda l’ambiente, è opportuno verificare lo stato di manutenzione della struttura, all’interno e, se c’è un giardino (come è auspicabile), all’esterno. “Non devono essere presenti segni di incuria, gli arredi devono essere integri e a misura di bambino, questo anche per ragioni di sicurezza. Inoltre, i giochi a disposizione dei piccoli devono essere in quantità sufficiente affinché tutti possano usufruirne”, spiega l’esperto. “Tutti gli spazi devono essere puliti, non devono esserci odori sgradevoli o altri segnali di scarsa attenzione per l’igiene”.

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Parola d’ordine: accoglienza

In un “buon” nido, il personale deve dare molta importanza all’aspetto dell’accoglienza. Accoglienza non solo del bambino, ma dell’intero nucleo famigliare. “I genitori devono avere la possibilità di confrontarsi con gli educatori in occasione di un incontro individuale per raccogliere informazioni sulla struttura, ma anche e soprattutto per parlare del proprio bambino, di come si svolgerà il periodo di ambientamento, di eventuali timori e preoccupazioni”, sottolinea Aldo Fortunati. “Se nel corso dell’incontro non viene dato spazio alla relazione, se c’è poca attenzione per il vissuto del genitore e ci si concentra solo sulle informazioni pratiche, ad esempio relative agli orari, alla routine quotidiana o alla mensa, non è un segnale incoraggiante. Una buona comunicazione tra educatori e genitori è importante per il benessere del bambino e la tranquillità della famiglia”.

di Giorgia Cozza

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