Ipertensione: può colpire i piccoli, specie se sovrappeso

29 aprile 2019

Ipertensione: può colpire i piccoli, specie se sovrappeso

È un disturbo che può fare il suo esordio fin dai primi anni di vita: si stima che ne soffra il 6-10% di bambini e ragazzi sotto i 18 anni. Tra quelli sovrappeso e obesi la prevalenza sale al 25%. Ecco cosa sapere

Ipertensione: può colpire i piccoli, specie se sovrappeso

Come si fa a diagnosticare l’ipertensione arteriosa a un bambino di pochi anni? La pressione si misura come all’adulto, usando lo stesso apparecchio, con bracciale adeguato alle misure del braccio, applicato a quello destro del bimbo in posizione seduta. “I valori di riferimento, invece, sono diversi da quelli dei grandi”, spiega Ugo Giordano, responsabile dell’Ambulatorio Ipertensione Arteriosa dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Cosa si fa con i bambini

“Si utilizzano apposite tabelle di riferimento internazionali che associano pressione, altezza e sesso. Sono valide almeno fino ai 13 anni, poi alcuni bambini hanno uno sviluppo puberale rapido e per loro si ricorre alle soglie degli adulti”. Per riconoscere precocemente eventuali problemi di ipertensione nei bambini, occorre tenerli sotto controllo, anche se non manifestano alcun sintomo e apparentemente sono sani. “Per questa ragione, il pediatra di famiglia misura la pressione ai suoi piccoli assistiti almeno una volta all’anno a partire dai 3 anni in occasione dei bilanci di salute”, spiega l’esperto. “Se sono sovrappeso o hanno familiarità per l’ipertensione, occorrono controlli più frequenti”.

Ipertensione: a cosa è dovuta

Esistono due tipi di ipertensione arteriosa: quella primaria o essenziale, di cui non si conosce la causa. “Spesso deriva da predisposizione familiare o da patologie non diagnosticate”, spiega il pediatra. E l’ipertensione secondaria, conseguenza di altre patologie.“A carico dei reni, del cuore, del sistema endocrino”, spiega Giordano. “L’ipertensione può anche insorgere come effetto indesiderato di alcune terapie farmacologiche che il bambino sta facendo, per esempio quelle a base di steroidi”.
Quella associata a obesità è una forma di ipertensione secondaria, che spesso si manifesta insieme ad altri problemi.

“Il bimbo in forte sovrappeso ha la pressione alta e spesso è resistente all’insulina, una condizione che predispone al diabete”, dice il pediatra. “Questo accade perché l’organismo di una persona obesa produce più insulina e l’iperinsulinemia determina un aumento del volume dei liquidi circolanti e altera i meccanismi di riassorbimento del sodio, provocando ipertensione. I piccoli sovrappeso, poi, sono predisposti a dislipidemie (cioè anomalie significative dei lipidi presenti nel sangue) e così il quadro è completo: soffrono di sindrome metabolica e rischiano col tempo di sviluppare problemi cardiovascolari”.

Come trattarla?

Il bambino sovrappeso e iperteso, ma altrimenti sano, non richiede l’intervento dello specialista.“In prima battuta il pediatra di famiglia può aiutarlo, parlando con i genitori e sollecitandoli a impostare un regime alimentare più sano per tutta la famiglia”, dice Giordano. “In questi casi le abitudini familiari e il buon esempio degli adulti sono più efficaci di una dieta stabilita a tavolino solo per il piccolo. Man mano che perderà il peso in eccesso, la pressione del bambino dovrebbe abbassarsi a valori normali”. Se questi interventi di counselling risultano insufficienti o in presenza di un’obesità grave, il pediatra indirizza la famiglia da uno specialista.“A volte, quando i valori della pressione sono molto alterati e il piccolo è in condizione di forte sovrappeso, conviene prescrivergli dei farmaci anti-ipertensivi parallelamente alla dieta, per prevenire danni agli organi bersaglio dell’ipertensione: la retina, i reni, il sistema cardiocircolatorio, il sistema nervoso centrale”.

Accortezze a tavola e il giusto sport

Gli accorgimenti alimentari che devono osservare i bambini con problemi di pressione sono gli stessi raccomandati agli adulti con lo stesso disturbo. Bere tanta acqua, non solo quando avvertono lo stimolo della sete, ma regolarmente nel corso della giornata”, dice l’esperto.“Limitare l’apporto di sale negli alimenti e il consumo di alcuni cibi che contengono già all’origine molto sale: gli insaccati, i formaggi, più in generale gli alimenti lavorati e conservati”.
Altrettanto importante è l’attività fisica, possibilmente all’aria apertache contribuisce direttamente ad abbassare la pressione arteriosa e aiuta a perdere il peso in eccesso. “I bimbi con ipertensione dovrebbero evitare gli sport che richiedono sforzo fisico intenso e puntare piuttosto ad attività aerobica di media intensità”, spiega. “Per i piccoli che non praticano uno sport specifico, è sicuramente utile correre, giocare a pallone, fare movimento”.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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