Gastroenterite da rotavirus: come difendere i piccoli?

16 febbraio 2017

Inverno, tempo di gastroenterite?

È un disturbo frequente in questa stagione, ma oggi c'è un'arma in più per difendere il bebè: il vaccino contro il rotavirus

Inverno, tempo di gastroenterite?

“Attenzione, epidemia di gastroenterite in corso”. L’avviso compare spesso nei nidi e nelle scuole materne in questa stagione. Perché la cosiddetta influenza intestinale (ma che nulla ha a che vedere con l’influenza, in quanto i virus responsabili sono sempre uguali e non cambiano ogni anno) colpisce soprattutto d’inverno. La colpa è quasi sempre del rotavirus, che spesso si sovrappone al virus influenzale, congestionando in questo periodo i reparti pediatrici.

Un virus molto contagioso

Una volta cominciata, è difficile frenare l’epidemia: il rotavirus, nel giro di uno o due giorni di incubazione, provoca scariche liquide di diarrea, vomito, a volte nausea, febbre e dolori addominali. Colpisce praticamente tutti i piccoli entro i primi 5 anni (in Italia oltre 400mila ogni anno) ed è la causa più frequente di ricovero nell’infanzia. I sintomi possono durare dai 3 agli 8 giorni (ma anche di più se si tratta di lattanti) e soprattutto nei bambini più piccoli (sotto i 2 anni) può portare a uno stato di disidratazione più o meno importante, dovuta alla perdita di liquidi. “Se i sintomi perdurano, è consigliabile rivolgersi al pediatra, il solo che può valutare i segni spesso sfumati della disidratazione, come la perdita di peso o la scarsa produzione di urina”, suggerisce Susanna Esposito, presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid). “Di solito non si ricorre a farmaci: la terapia consiste nella somministrazione di acqua o di soluzioni saline, a cui si affiancano i probiotici, che possono ridurre la durata dei sintomi di circa un giorno e mezzo. Attenzione, però, nella scelta del prodotto giusto: non tutti i fermenti lattici sono probiotici”.

Il vaccino esiste, ma è ancora poco utilizzato

Dopo la prima infezione, il bambino acquisisce un’immunità naturale contro il virus della gastroenterite. Può ammalarsi ancora diverse volte, ma con sintomi più modesti (così come succede a mamma e papà). “Il vaccino esiste dal 2007 e viene raccomandato da tutte le Linee Guida, ma può essere somministrato soltanto entro i 6 mesi di vita e oggi sono ancora in pochi a usarlo”, afferma Susanna Esposito. “In Belgio e in altri Paesi Europei, dove è incluso nel programma di vaccinazione nazionale, i ricoveri si sono ridotti dell’80%”. Per evitare il contagio, l’unica alternativa possibile è l’abitudine a un accurato e frequente lavaggio delle mani, sia del bambino sia dei genitori, in particolare dopo l’uso del bagno o il cambio del pannolino: il virus sopravvive a lungo nelle feci anche dopo la guarigione.

La novità: vaccino gratuito per tutti i bebè

Per difendere i piccoli dalla gastroenterite da rotavirus, i nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) prevedono la somministrazione gratuita del vaccino contro il rotavirus a tutti i nuovi nati a partire dalla sesta settimana di vita. Il vaccino si somministra per bocca e le dosi successive (una o due, a seconda del preparato utilizzato) si possono assumere in concomitanza con le altre sedute vaccinali entro le 24-26 settimane di vita. Per l’attuazione del nuovo Piano Vaccinale in tutte le Regioni saranno però necessari ancora alcuni mesi. Il vaccino è particolarmente raccomandato per i nati prematuri, più vulnerabili alle complicanze delle infezioni rispetto ai coetanei.
di Chiara Sandrucci

Commenti